Coronavirus | Hollywood non trema, al cinema per ripartire dalle produzioni

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L’America potrebbe riaprire da un momento all’altro, Trump non trema di fronte all’emergenza Coronavirus a differenza di Johnson. Come reagisce il cinema a questo approccio tiepido.

Alcune produzioni cinematografiche non tremano di fronte al Coronavirus
Alcune produzioni cinematografiche non tremano di fronte al Coronavirus (Getty Images)

Se il Coronavirus ha fermato James Bond, ci metterà un po’ di più a ostacolare Batman. Non è questione di poteri o capacità, ma di atteggiamento: quello del cinema dinnanzi a quest’emergenza sanitaria, il COVID-19 ormai è sotto gli occhi di tutti. Eppure c’è chi non trema, è il caso di alcune produzioni cinematografiche che, invece di sospendere tutte le attività, continuerebbero ad oltranza.

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Una questione di economia, la stessa che sollecitano sia Boris Johnson che Donald Trump dall’alto di un pulpito sempre più fragile: sia in America che in Inghilterra si cominciano a contare i morti e i contagi, il Primo Ministro inglese si è dovuto arrendere al  lock down rifacendosi a quel “Modello Italia” tanto vituperato inizialmente. Chiudere tutto il possibile, senza fermare definitivamente il motore produttivo del Paese, sembra essere l’unica soluzione possibile. Al contrario, il Presidente Trump sembra scettico su questa soluzione drastica. Malgrado gli Stati Uniti contino, ad oggi, 42.200 contagi e 520 morti: numeri senza volto che però rappresentano al meglio una situazione precaria.

Se gli USA riaprono, la Warner Bros va avanti: il cinema reagisce al Coronavirus

Coronavirus, Batman prosegue
Coronavirus, Batman prosegue (Getty Images)

Tuttavia, Trump rilancia: “Se fosse per i medici, il mondo intero sarebbe chiuso”, avrebbe esordito il Presidente USA dal palco della Briefing Room della Casa Bianca, sferrando poi il colpo: “In 15 giorni decido se riaprire tutto”. Parole interlocutorie che lasciano interdetti, tanto quanto quelle di Johnson in merito all’immunità di gregge, poi ritrattate per un profilo più equilibrato e possibilista.

Proprio di possibilità si parla ancora in America: l’ipotesi che il contagio dilaghi ulteriormente non spaventa Donald Trump che guarda in primis a costi ed introiti del Paese. Alcune produzioni cinematografiche strizzano l’occhio al ciuffo più irriverente degli Stati Uniti: se ‘riapertura’ deve essere, allora sia. Senza mezze misure.

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Quindi la Warner Bros non cancella le produzioni di “The Batman” – con Robert Pattinson e Zoë Kravitz protagonisti – e il quarto capitolo di “Matrix”. I lavori possono, volendo, riprendere. Come non avevano smesso durante le fasi iniziali della pandemia. Lo stesso vale per “Animali Fantastici 3”. La Disney, invece, blocca “Fast & Furious 9” e “Jurassic World: Dominion”. Diversi approcci per altrettante mentalità, il buon senso funge da livella: resta da capire se verrà assecondato oppure no, con tutti i rischi che comporterebbe un salto nel buio.

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