Coronavirus | Ecco come Calzedonia risponde all’emergenza sanitaria

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Calzedonia risponde all’emergenza Coronavirus e all’appello delle istituzioni italiane: è già cominciata la riconversione degli stabilimenti.

Calzedonia coronavirus
Sandro Veronesi di Calzedonia insieme a Chiara Ferragni (Foto: Instagram)

Da quando l’emergenza Coronavirus ha messo a durissima prova il comparto economico e sanitario italiano sono state moltissime le aziende private che hanno devoluto in beneficenza grosse somme di denaro.

Alcune aziende del settore abbigliamento però hanno preferito sostenere il Paese in maniera differente, mettendo a disposizione le infrastrutture, il personale e soprattutto l’interezza della loro filiera produttiva.

Tra queste si annovera Calzedonia, l’azienda che riunisce sotto il proprio marchio anche Tezenis e Intimissimi e che costituisce un gigante del made in Italy.

Calzedonia contro il Coronavirus

Calzedonia Sandro Veronesi
Sandro Veronesi (Foto: Instagram)

È notizia recente che Calzedonia ha cominciato a riconvertire i propri stabilimenti ubicati nel Nord Italia e in Croazia per la produzione di mezzi di protezione personale.

Il Presidente del Gruppo Sandro Veronesi ha assicurato che dalle fabbriche riconvertite usciranno presto 10.000  mascherine al giorno che verranno poi distribuite attraverso canali sicuri su tutto il territorio nazionale.

Per sostenere il nuovo sforzo produttivo, l’azienda ha dovuto acquistare nuovi macchinari e ha dovuto provvedere alla formazione del personale il quale, prima d’ora, non ha mai prodotto mascherine e camici.

Nella giornata del 23 Marzo sono state consegnate al Comune di Verona le prime mascherine: il motivo della scelta è dovuto al fatto che il quartier generale di Calzedonia si trova proprio nella città di Giulietta e Romeo.

Che tessuto usare per le mascherine?

vendita mascherine
Photo by BEN STANSALL/AFP via Getty Images

Il tessuto con cui non solo Calzedonia, ma anche Gucci, Valentio, Prada, Fendi e molti altri stanno utilizzando per la produzione di mascherine è il TNT, il cosiddetto tessuto non tessuto che è stato approvato dalle autorità competenti dopo le opportune verifiche di laboratorio.

L’azienda Ermanno Scervino ha fatto addirittura recapitare il TNT a casa delle sarte che avevano abbandonato le fabbriche a seguito dei decreti di governo e le donne hanno cominciato a produrre mascherine e altri dispositivi direttamente dalle proprie abitazioni, addirittura distribuendo il TNT alle vicine di casa e moltiplicando la produzione. Tutte le prestazioni straordinaria fornite dagli operai e dai sarti della varie maison sono naturalmente a titolo gratuito.

Prada ha invece promesso, entro il 6 Aprile, la consegna di 80.000 camici e 110.000 mascherine, da destinare a medici e infermieri della Regione Toscana.

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