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Coronavirus | Bill Gates predisse l’arrivo di questa pandemia nel 2015

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:02
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Bill Gates annunciò nel 2015 che sarebbe arrivata una pandemia che il mondo non era in grado di affrontare e spiegò come ci saremmo dovuti preparare.

Coronavirus
Coronavirus (Pixabay photo)

Bill Gates lo aveva previsto, e la pandemia alla fine è arrivata davvero e ha colpito tutto il mondo. In questi primi mesi del 2020 mai ci saremmo aspettati che un virus si espandesse così rapidamente in tutto il mondo provocando migliaia di decessi. Il numero dei decessi e dei malati conferma l’ipotesi di Bill Gates che già 15 anni fa, in seguito all’epidemia di Ebola, si preoccupava di avvertire il mondo che nel caso fosse scoppiata una pandemia, questo non sarebbe stato pronto ad affrontarla e che era necessario mettere in atto una semplice strategia preventiva.

Aveva ragione, la pandemia è scoppiata e il mondo sta dimostrando di non essere pronto.

Con 250.000 persone infette, il virus che ora colpisce 159 paesi su 198 continua a diffondersi.

In Italia, uno dei paesi più colpiti, gli ospedali sono al collasso, gli operatori sanitari dichiarano di essere obbligati a scegliere quali vite salvare tra i pazienti ricoverati in terapia intensiva. I familiari dei ricoverati non possono restare accanto ai propri cari ne dare loro un ultimo saluto o una degna sepoltura in caso di morte.

Stiamo vivendo una situazione senza precedenti. Dal 22 Marzo con una nuova ordinanza sono state estese le misure di contenimento di una nazione già protetta, vietando gli spostamenti da un comune all’altro salvo comprovate esigenze. Agli italiani viene ordinato di rimanere a casa e limitare i loro spostamenti al necessario, una misura che si rende d’obbligo in un contesto in cui mancano vaccino e trattamento.

E’ necessario rendersi conto che senza le armi giuste è difficile combattere questa guerra.

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Bill Gates predisse l’arrivo di una pandemia

coronavirus bill gatesLo scorso febbraio l’OMS ha espresso le sue preoccupazioni e ha dichiarato che il mondo “non era pronto ad affrontare” il coronavirus. Bill Gates predisse tutto ciò in un intervento risalente a 15 anni fa, nel quale parlò dei suoi timori per l’esplosione di una pandemia per la quale il mondo probabilmente non era pronto:

“Se ci sarà qualcosa che potrà uccidere milioni di persone sarà un virus più che una guerra…Non missili, ma virus”

Bill Gates pubblicò un editoriale sul New England Journal of Medicine nel 2015 in merito a questo argomento. Sulla scia dell’epidemia di Ebola in Guinea, Sierra Leone e Libera, il miliardario americano parlò della probabilità dello scoppio di un’epidemia per la quale il mondo non era preparato.

Bill Gates spiegò che furono tre le ragioni per le quali il virus che uccise più di 10.000 persone nell’Africa occidentale non si diffuse:

1/l’eroico lavoro dei team sanitari

2/ il fatto che il virus non si diffuse nell’aria

3/ il fatto che abbia toccato pochissime aree urbane,

Alla fine della conferenza aggiunse “la prossima volta potremmo essere meno fortunati“.

Queste parole ora sembrano essere una previsione e non passano inosservate: “Immagina un virus che infetta le persone senza mostrare sintomi. Le persone si sentirebbero abbastanza in forma per continuare a viaggiare o andare a fare shopping contagiando tutti (…) Altri parametri potrebbero anche peggiorare le cose: per esempio, un virus in grado di diffondersi nell’aria come l’influenza del 1918 ”.

Bill Gates espresse i suoi timori riguardo alla probabilità di un virus in grado di diffondersi nell’aria, come l’influenza spagnola che, all’inizio del XX secolo, aveva ucciso decine di milioni di persone in tutto il mondo.

Nel 2017, Bill Gates partecipò ad un vertice internazionale in Svizzera, in questa occasione l’uomo attirò ancora una volta l’attenzione dei leader sull’argomento, ricordando che era necessario investire nella ricerca per sviluppare tecnologie in grado di trovare rapidamente vaccini in caso di pandemia, aciò si aggiunge la necessità di un esercito sempre pronto a intervenire ed un sistema sanitario globale ed equo.

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L’uomo insisteva sul fatto che prepararsi al rischio di pandemia era un problema che richiedeva la collaborazione tra tutti i paesi: Le epidemie non si preoccupano dei confini. Non appena si guardano le cose da un punto di vista umanitario o nazionale, è necessario effettuare investimenti “