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Coronavirus | Playboy chiude del tutto: ultimo numero in primavera

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:14
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Il Coronavirus chiude anche Playboy: la quarantena sta mettendo a dura prova ogni settore dell’economia e sta decimando le aziende già in difficoltà, come la testata fondata da Hugh Hefner.

foto playboy
Foto da Instagram @playboy

È stato per decenni il simbolo di un certo tipo di visione maschile del sesso e del corpo femminile, è stato amato, criticato, esaltato e poi, da un certo punto in poi, dimenticato.

Playboy, almeno nella sua edizione cartacea, ha cominciato ad avere seri problemi di bilancio dal momento della morte di Hugh Hefner, fondatore, patron e simbolo insostituibile di un vero e proprio stile di vita.

Da allora l’azienda ha continuato a chiudere punti vendita e a limitare sempre di più la tiratura della rivista, che rimaneva in gran parte invenduta.

Se finora Playboy era riuscito nonostante tutto a rimanere a galla, ha dovuto cedere nelle ultime settimane all’ultima devastante batosta economica procurata dal Coronavirus a tutte le aziende del mondo.

Il Coronavirus uccide Playboy: l’ultimo numero

Hugh Hefner
Hugh Hefner (Foto: Instagram)

Da un certo momento in poi, soprattutto dopo la morte del suo fondatore, il marchio Playboy ha compreso di dover cambiare pelle per essere accettato anche nell’epoca contemporanea, dove la nudità esplicita e l’oggettificazione sessuale delle donne non è più accettata dalla società con la stessa facilità di un tempo.

Lo sforzo definitivo per elevarsi oltre la sua stessa immagine venne compiuto nel momento in cui Playboy decise di non pubblicare più foto di nudo. 

Si trattò di una misura presa nel 2016 che però non restituì alla pubblicazione il successo editoriale di un tempo e, quindi, alla fine il figlio di Hugh Hefner, succeduto al padre alla direzione della rivista, ha deciso di fare un passo indietro.

“Il nudo non è mai stato il problema, perché il nudo non è un problema. Ci riprendiamo la nostra identità e ci teniamo a ricordare chi siamo” aveva scritto Cooper Hefner su Twitter.

Purtroppo anche il ritorno alle origini di Playboy non diede i risultati sperati e, negli ultimi anni, le chiusure degli store si sono susseguite in maniera inarrestabile mentre la rivista cartacea non supera il mezzo milione di copie vendute nell’arco di un anno, mentre nel 1975 si toccarono punte di oltre cinque milioni di copie.

A dare a Playboy la spinta definitiva verso la chiusura non è stato però il profondo cambiamento del mercato e l’obsolescenza della carta stampata in un mondo che ormai viaggia sul web da mobile. L’assassino delle conigliette è stato il Coronavirus, che ha letteralmente impedito all’azienda di continuare a produrre a ritmi normali e agli americani di acquistare prodotti e riviste come al solito.

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In un periodo di grande crisi sociale, politica ed emotiva infatti, i primi beni a cui si rinuncia sono quelli ritenuti non necessari alla sopravvivenza diretta.

 

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Un post condiviso da Playboy (@playboy) in data:

L’ultimo numero di Playboy uscirà nelle edicole nell’arco della prossima primavera, quando si spera che l’emergenza virus sarà ormai finita o quantomeno si sarà ridimensionata. Sicuramente i collezionisti faranno di tutto per aggiudicarsi l’ultimo pezzo di una storia lunghissima ma che, ormai, continuerà soltanto in versione digitale.

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