Coronavirus | Lavarsi le mani soprattutto dopo aver toccato questi oggetti

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Lavarsi le mani è la prima arma per combattere il Coronavirus ma, a quanto pare, lo è ancor di più dopo aver toccato questi oggetti.

quando lavare le mani
Foto da Pixabay

Se c’è una cosa che il Coronavirus ci ha insegnato questa è senza dubbio l’importanza di lavarsi le mani.

Dovremmo farlo sempre ma ad oggi ancor più spesso per difenderci dal contagio. Sembra però che vi sia da tener conto di un’ulteriore specifica.

Ci sono oggetti e superfici comuni ai quali occorrerebbe infatti prestare particolare attenzione. Si tratta di veri e propri ricettacoli naturali di germi e batteri, toccati i quali è d’obbligo ricorrere subito ad acqua e sapone.

Impariamo insieme a conoscerle per non dimenticarle più.

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Oggetti dopo aver toccato i quali lavarsi le mani è d’obbligo

sapone e spazzola
Foto da Pixabay

Il Ministero della Salute ci ha insegnato il corretto modo per lavarci le mani, a noi poi il dovere di ricordarci di farlo ogni qual volta ne abbiamo la possibilità e, soprattutto, individuare i momenti in cui è ancor più importante fermarci al lavandino e affidarci ad acqua e sapone.

Tra questi ultimi ci saranno senza dubbio quelli in cui verremo a contatto con le superfici che medici e scienziati dei centri americani di prevenzione e controllo delle malattie hanno individuato come ad “alto rischio”.

Di quali oggetti si tratta? Scopriamolo insieme.

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Monete e Banconote – Il denaro passa di mano in mano cosa che lo rende per sua natura un portatore senza pari di microrganismi potenzialmente dannosi. Non è un caso se la Cina, nel momento di picco del contagio, ha pensato di distruggere parte della moneta corrente.

Appoggi dei mezzi pubblici – Lode a tutti coloro che vanno in metro e autobus senza sorreggersi da alcuna parte. Pare infatti che maniglie e tubi non sono tra i supporti più puliti, senza contare che il virus ha una buona resistenza su plasica e acciaio (a tal proposito si può leggere Coronavirus | Quanto dura sulle superfici? Ce lo spiega l’esperto)

Carrelli del supermercato – Il ragionamento è il medesimo di cui sopra, motivo per cui sono molti coloro che utilizzano dei guanti usa e getta per andare a fare la spesa. La soluzione rischia però di risultare un’arma a doppio taglio: se è vero che “gettati i guanti gettato il virus” è altrettanto vero che anche con i guanti rischiamo di toccarci la faccia, magari anche facendo meno attenzione proprio perché ci sentiamo tutelati dalla protezione di questi supporti. La soluzione migliore rimane allora sempre la stessa: disinfettare o lavare le mani appena posato il carrello.

Touchcreen – Alla cosa abbiamo dedicato un intero articolo (Coronavirus | Attenzione all’igiene dei dispositivi elettronici) e ben sappiamo come si tratta di naturali ricettacoli di germi, in epoca di Coronavirus ma anche prima e dopo.

Maniglie e pomelli – Vale lo stesso discorso dei dispositivi elettronici. Sono sempre (non solo in questi giorni) oggetti sottoposti a tanti passaggi di mano da trasformarsi naturalmente in portatori di germi. C’è chi li abbassa con il gomito altrimenti basterà una passata di disinfettante o un salto in bagno dopo aver aperto le porte di negozi o quelle dell’ufficio.

Penne e matite – Anche qui il problema è il passaggio di mano in mano. Chi lavora in ufficio sa bene come penne e matite quasi non abbiano legittimi proprietari. Non è un caso se si dice che su una penna risiedono 46mila germi in più che su un comune wc. Un po’ di attenzione dunque non guasterebbe e il primo passo potrebbe esser tenere sempre a portata di mano una penna personale.

Lavare spesso le mani
Lavare le mani Fonte: Istock Photo

La regola è sempre la stessa dunque: ciò che passa di mano in mano è più soggetto a trasportare virus. Lo studio cita non a caso anche spugnette della cucina, strumenti di legno e persino dispense del sapone come portatori di germi.

Come proteggersi? Niente panico né supporti inutili: basta lavarsi le mani come c’è stato correttamente insegnato.