Coronavirus | Turriani, italiano in Cina | Vi spiego come proteggervi

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Coronavirus, l’importante testimonianza su come proteggerci di Daniel Turriani, un italiano che si trova in Cina, intervistato da Gabriele Parpiglia, video.

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Gabriele Parpiglia e Daniel Turriani – Foto Instagram da https://www.instagram.com/danielturriani/

Gabriele Parpiglia, su Instagram, pubblica il video della telefonata con Daniel Turriani, un italiano che si trova e vive in Cina con la sua famiglia. Quella di Daniel Turriani è una testimonianza importante per tutti gli italiani che fanno fatica a restare in casa come continua a chiedere il Governo. Chiuso in casa con la sua famiglia dal 22 gennaio, Daniel Turriani spiega agli italiani come proteggersi dal virus esortando tutti a restare in casa per aiutare la riduzione dei contagi.

Coronavirus, la testimonianza di Daniel Turriani: “restate in casa, non toccate niente, neanche i tasti dell’ascensore”

Coronavirus, italiani con la valigia in mano
Coronavirus, italiani con la valigia in mano (Getty Images)

Daniel Turriani, dal profilo Instagram di Gabriele Parpiglia, lancia l’allarme per l’Italia dove, nonostante l’emergenza coronavirus e la testimonianza di un giovane in terapia intensiva, c’è ancora troppa gente in giro. “Io sono in Cina dal 3 gennaio, sono venuto qua anche per lavoro. Dovevo fare dei viaggi di lavoro e il mio biglietto di ritorno è per il 28 aprile. Siamo in casa, io e la mia famiglia, dal 22 gennaio. Non usciamo se non per andare dal supermercato”, racconta Daniel che si trova a 1000 km di distanza da Wuhan, l’epicentro dell’epidemia.

I contagi in Cina stanno dimunendo, ma ancora non c’è stata una netta ripresa come invece si penserebbe. “Adesso c’è una ripresa. Durante il picco, c’erano circa 3500-3800 contagiati al giorno, adesso siamo scesi a 20 contagiati al giorno. Non è ancora finita. La gente ha ricominciato a lavorare, ma ha ancora paura e se può resta ancora in casa”, spiega Turriani.

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Quando in Cina è scoppiata l’emergenza, il Governo cinese ha messo in atto una serie di misure mettendo al primo posto la salute dei cittadini.

“Già dal 22 gennaio, c’è stata grande paura, hanno chiuso tutte le regioni subito. Hanno agito in maniera tempestiva. Al 10 febbraio, avevamo 2800 contagiati. Io prevedo che in Italia sarà lunga. I numeri in Italia sono spaventosi. Nel picco, qui in Cina, ho contato fino a 3800 contagi e 252 decessi al giorno. Ieri in Italia ci sono stati 368 decesso il che è abbastanza allarmante”, afferma.

Poi svela la situazione della regione in cui vive: “Noi, fortunatamente, nella nostra regione ci sono stati solo 500 contagiati. Ora ce ne sono solo 20, ma ho notato una grande disciplina sin dal 22 gennaio. Dove siamo noi, non c’era alcun divieto. Potevamo uscire normalmente, ti misuravano la febbre quando andavi al supermercato o nei vari locali. Anche per entrare e uscire dai palazzi ti misurano la febbre“, racconta Turriani in collegamento whatsapp con Gabriele Parpiglia.

Poi una serie di raccomandazioni per proteggersi dal virus che è un nemico sconosciuto e invisibile.

“Qua non vedi una persona che non giri con la mascherina, con i guanti di lattice, poi per schiacciare il bottone dell’ascensore, usano i semi di girasole che mettono sul dito e poi buttano per non toccare il tasto. E’ importante anche togliersi le scarpe perché sembra che questo virus resti sulle superfici per diversi giorni e poi stare in casa. Qui ho visto città di milioni di abitanti completamente vuote e le persone non vedevano lo stare in casa come una punizione. In Italia, invece, sembra che siano insofferenti. Io ho parlato con degli amici in Italia e mi hanno detto che non riescono a stare in casa”, spiega Turriani. “In quasi due mesi siamo andati al supermercato tre volte facendo una spesa enorme per evitare di uscire”, aggiunge ancora.

In Cina, poi, appena è scoppiata l’epidemia, è stata bloccata la circolazione fermando sia i treni che gli aerei. Solo da pochi giorni sono stati riaperti i voli interni e le ferrovie.

Poi esorta tutti a smetterla di considerare il coronavirus come una banale influenza quando non lo è:

“Andiamoci piano a dire che è una semplice influenza. I medici di Hong Kong hanno notato una riduzione delle funzioni polmonari fino al 20/30%”, spiega ancora Daniel Turriani che poi aggiunge come in Cina ci sia ancora molta paura. “Nonostante le attività stiano lentamente riaprendo, c’è ancora poca gente in giro e molte persone se possono continuano a restare in casa. Penso che per almeno sei mesi vedremo tutti ancora con le mascherine. Non so quando tornerà tutto normale”, racconta ancora l’ospite di Gabriele Parpiglia.


Daniel Turriani, poi, ha esortato tutti a scivergli su Instagram per rivolgergli domande sull’emergenza sanitaria che è ormai mondiale ringraziando, sul proprio profilo Instagram, Gabriele Parpiglia per avergli dato la possibilità di parlare ad una grande platea.