Coronavirus | Gli effetti psicologici della quarantena

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Isolamento e quarantena, quali sono le conseguenze psicologiche? Una meta-analisi del King’s College London fa il punto della situazione e fornisce importanti consigli.

depressione quarantena
(Foto: Pixabay)

Un’epidemia globale è un evento traumatico. Vivere nel contesto di un’epidemia non è ovviamente privo di ripercussioni psicologiche. Un’epidemia globale è un evento traumatico principalmente perché ci rapporta direttamente alla minaccia della morte. Questo tipo di evento può tradursi in una carica emotiva difficile da tenere sotto controllo e che vanta innumerevoli  ripercussioni psicologiche.

Lo stato di pandemia influisce sulla salute mentale di tutti ma ognuno reagisce a modo suo. Qualcuno potrebbe avere reazioni misurate e ponderate, altri potrebbero reagire in maniera più negativa. Le reazioni possono dipendere da molti fattori, per esempio il grado di esposizione all’epidemia, precedenti eventi stressanti, il tipo di sostegno fornito dalle persone che condividono con noi questa esperienza, la propria salute fisica, l’ età, così come disturbi mentali pre-esistenti.

Chi più, chi meno, la quarantena riserva conseguenze psicologiche per tutti e le più comuni sono:

confusione, rabbia, paura, frustrazione, noia, fatica emotiva, sonno, preoccupazione permanente per il futuro, giudizio alterato, disturbi dell’umore, tendenza all’ipocondria. Questo è quanto emerge da una meta-analisi del team di Samantha Brooks, del King’s College di Londra (Regno Unito), pubblicata sulla rivista medica The Lancet. Scopriamo insieme tutti i consigli per affrontare al meglio questo  periodo.

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Coronavirus e quarantena, perché è così difficile affrontarla dal punto di vista psicologico?

L’Italia è uno dei paesi più colpiti al mondo da Covid-19 e la psicosi che circonda questa pandemia continua a intensificarsi soprattutto dopo che il governo ha invitato tutti gli abitanti a isolarsi a casa o in un luogo dedicato, in quarantena.

“La quarantena è spesso un’esperienza spiacevole per coloro che la subiscono”, notano i ricercatori del dipartimento di medicina psicologica del King College di Londra. Le principali cause sono dovute alla separazione forzata dai propri cari, alla perdita della propria libertà, al repentino cambiamento del proprio stile di vita, all’incertezza sulla malattia e  perché no anche la noia può creare effetti drammatici “.

Restare in quarantena, confinati in casa è particolarmente difficile per coloro che non hanno l’abitudine di passare molto tempo in casa, che vivono una vita frenetica, ma certamente l’occasione di ritagliarsi un momento per se stessi e riposarsi, disintossicarsi dallo stress quotidiano e ritrovare l’intimità con la propria famiglia ha anche potenziali benefici ma “I potenziali benefici della quarantena di massa obbligatoria dovevano essere attentamente valutati rispetto ai possibili costi psicologici”.

Per meglio definire questi possibili costi psicologici, gli autori dello studio hanno esaminato 24 studi scientifici, condotti in 11 paesi dal 2003, sull’impatto psicologico della quarantena in diverse migliaia di individui durante le epidemie di SARS, SEA, influenza H1N1 e Ebola. Ecco cosa è emerso riguardo a:

Durata della quarantena

Più lunga è stata la quarantena più danneggiata è risultata la salute mentale. I maggiori sintomi di disturbo post traumatico da stress sono stati rabbia e frustrazione. Uno studio ha definito che le persone in quarantena da più di 10 giorni presentavano sintomi significativamente più alti di stress post traumatico rispetto a quelli in quarantena per meno di 10 giorni.

Paure

Le paure maggiormente riscontrate nelle persone testate durante gli otto studi sono state: paura per la propria salute o paura di infettare gli altri. La paura di infettare i propri cari è stata la maggiore nelle persone che non hanno potuto isolarsi in quarantena perché dovevano garantire i servizi per il cittadino. Questo crea ulteriore stress e ansia.

    Frustrazione e noia

Il confinamento, lo stravolgimento della routine e la riduzione dei contatti fisici e sociali in molte persone ha causato noia, frustrazione e un senso di isolamento dal resto del mondo

    Approvvigionamenti inadeguati

La mancanza di cibo, acqua, elettricità, connessione internet durante la quarantena è fonte di maggiore  frustrazione e aumenta lo stato di ansia e rabbia che permane per sei mesi dopo la fine dell’isolamento.

Informazioni poco chiare

Molti soggetti hanno dichiarato che la scarsità delle informazioni delle autorità di sanità pubblica durante la quarantena è stato un fattore di forte stress.

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Come affrontare al meglio lo stato di quarantena?

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 (Istock Photos)

La diffusione del Covid-19 è certamente molto preoccupante, ma per cadere in uno stato di eccessiva ansia, bisognerebbe evitare di proiettarsi in scenari catastrofici e fare del proprio meglio per allontanare i pensieri negativi rimanendo vigili nonostante tutto.

Il modo migliore per fare ciò è:

  • limitare le fonti di informazione e soprattutto evitare di incombere in fake-news che hanno il potere di allarmare eccessivamente.
  • Occupare il proprio tempo in attività di vario tipo, ma evitare di leggere notifiche spaventose, ascoltare la radio o i canali di notizie continue che sono azioni che provocano ansia e che promuovono il panico.
  • Informarsi sì, ma con moderazione.
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Fonte foto: Pixabay
  • Anche nel contesto di un’epidemia, dobbiamo continuare a vivere, evitare di rimuginare nei pensieri negativi, prendendo le precauzioni necessarie per evitare la contaminazione e rassicurandoci con le informazioni positive comprovate dalle autorità sanitarie e dai ricercatori: oltre l’80% dei casi è lieve o no non ha sintomi, ci sono 13 volte più possibilità di curarla che di morire, il tasso di mortalità del nuovo coronavirus è estremamente basso (0,2%) fino a 39 anni e non si è verificata morte nei bambini sotto i 10 anni, team di ricercatori di tutto il mondo stanno attualmente lavorando su un vaccino, terapie, studi clinici …ecc