Coronavirus | allarme mascherine 19 milioni bloccate

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Per fronteggiare l’emergenza Coronavirus servirebbero altri 19 milioni di mascherine, ma un gran numero di pezzi  è stato bloccato da altri Paesi

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Coronavirus, in Italia è allarme anche per le mascherine, quelle destinate alla popolazione ma soprattutto agli operatori sanitari. Secondo quanto segnala TgCom24 infatti sarebbero più di 19 milioni le mascherine già acquistate dal nostro governo, ma poi requisite da altre nazioni.

In particolare si tratterebbe delle mascherine di tipo Ffp2 e di quelle chirurgiche che erano già state acquistati da aziende italiane e sarebbero dovute arrivare nei prossimi giorni. In realtà però le nazioni nelle quali sono state prodotte, ma anche quelle attraverso cui doveva passare il carico, le avrebbero bloccate. Il motivo? Semplicemente quello di destinarle al loro mercato interno. Intanto però solo poche ore fa il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha comunicato che è stata sbloccata l’esportazione da Germania e Francia di mascherine, tute e schermi facciali.

Lo ha detto sottolineano come mai come in questo momento è essenziale la piena collaborazione tra i vari stati per uscirne tutti insieme. Solo ieri lo stesso Di Maio a Rainews24) aveva anticipato che l’Italia importerà 2 milioni di mascherine dalla Cina e centinaia di ventilatori polmonari.

E il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha anche annunciato oggi il progetto di riconvertire alcune strutture destinandole alla produzione di mascherine. Le poche che le realizzavano in Italia infatti avevamo smesso la produzione perché non era considerata vantaggiosa per i conti.

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Mascherine, il Venero pronto a produrle in proprio

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Ma cosa dicono le regioni più colpite dal contagio del Coronavirus? Il Veneto, come la Lombardia, ha bisogno di mascherine come il pane e per questo il governatore, Luca Zaia, ha detto che alcune aziende locali sono pronte ad attivare la produzione. “Ci serve un’autorizzazione che spero sia all’interno del Decreto che verrà approvato dal governo”. Il problema secondo Zaia è che le consegne stanno rallentando e quando arrivano a destinazione, il numero è decisamente inferiore a quello degli ordini

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Ma il governatore ha messo l’accento anche su un altro problema. Se l’Italia avesse capito subito a cosa stava andando incontro, questa situazione sarebbe stata evitata: “Se a novembre ci avessero detto realmente a che cosa andavamo incontro, invece di parlarci di semplice influenza, avremmo avuto tutto il tempo di dotarci del necessario”. E fa l’esempio dei respiratori, anche quelli materia molto preziosa di questi tempi.