Coronavirus | Italiana chiede aiuto per tornare a casa: “Ho malattie rare”

Coronavirus | Chiara Cumella ha lanciato un appello, dopo essersi rivolta alle autorità competenti e non aver avuto nessun riscontro positivo, per ritornare in Italia e continuare le cure di cui ha bisogno per sopravvivere.

Biglietto aereo rincarato per gli obesi, scoppia la polemica
Cosa devi sapere se pianifichi un viaggio (Istock Photos)

Sono giorni difficili questi. Non solo per le persone del nostro paese, ma per gli abitanti del mondo intero. Ci viene detto di continuare a restare a casa, perché soltanto così viene esclusa ogni possibilità di risultare positivi al coronavirus. Ma cosa succede quando non ti viene data la possibilità di restare a casa?

Questa è la storia di Chiara Cumella, che a fine gennaio è stata costretta a volare in America per sostenere alcune cure in grado di poterle dare un minimo di speranza per poter andare avanti. Per poter vivere. Chiara era partita quando in Italia non c’era alcuna emergenza e sarebbe dovuta tornare a casa a febbraio, ma non può. Il suo diritto di tornare l’è stato impedito. Perché?

Chiara ha 13 malattie rare ed è gravemente immunodepressa. Per questo motivo non può prendere un semplice aereo per ritornare a casa. Rischierebbe non solo di essere contagiata, viste le numerose persone all’interno dell’aereo, ma nemmeno di sopravvivere se positiva al virus. Chiara si è rivolta alle autorità competenti, chiedendo di poter tornare a casa in modo sicuro. La loro risposta si è fatta attendere ed è stata del tutto negativa.

Se Chiara vuole tornare a casa, deve prendere un comune aereo come tutti gli altri e non può di certo permetterselo visto che pagherebbe il biglietto con la sua vita.

Leggi anche:

Coronavirus Italia | 10 consigli del MOIGE per stare a casa con i figli

Chedonna.it è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato dalle nostre notizie SEGUICI QUI

Coronavirus | Chiara Cumella chiede aiuto per tornare a casa: il suo appello

coronavirus napoli
Pronto Soccorso dell’Ospedale Dei Colli di Napoli (Foto: Instagram)

La storia di Chiara è dura, difficile e cruda e ha bisogno del nostro aiuto affinché il suo appello possa essere condiviso da tutti noi e possa aggiungere a chi ha il dovere di fare qualcosa per permetterle di tornare a casa.

L’appello di Chiara Cumella per tornare a casa e non ammalarsi di Coronavirus speriamo possa toccare il cuore di milioni di italiani, in modo tale che possano donarle la stessa speranza che ha dato la foto dell’uomo di 87 anni guarito pochi giorni fa in Cina. Ecco le sue parole:

“Ho disperatamente bisogno di aiuto. Mi trovo a New York con la mia famiglia da fine Gennaio” ha esordito Chiara nel suo appello su Facebook. “Ho 13 malattie rare e soltanto qui erano riusciti a darmi un barlume di speranza per poter andare avanti. Il nostro ritorno in Italia era previsto per la fine di febbraio, ma a causa dell’emergenza legata al coronavirus, e dato che io sono immunodepressa con oltre 20 crisi allergiche, non posso assolutamente permettermi di essere positiva al virus” ha proseguito. “I dottori mi hanno detto che per me non ci sarebbe nessuna speranza di poter sopravvivere. Sto vivendo una situazione surreale e combatto contro chi non mi permette di avere diritto alla vita e alla salute, mi batto contro le istituzioni”.

“Ci troviamo da più di dieci giorni sulle spine, provando ad organizzare il rientro in Italia con un volo speciale, che possa essere il più sicuro possibile per la mia salute. Ieri sera, purtroppo, ci hanno fatto sapere che non possono garantirmelo, che mi devo “accontentare” di un volo comune. Nonostante io abbia fornito loro tutti i certificati che dimostrino il mio stato di salute” ha proseguito Chiara nel suo appello per non ammalarsi di coronavirus e tornare a casa sua a continuare tutte le cure necessarie.

“I miei genitori stanno facendo di tutto per mantenermi in vita. Ho bisogno di numerose medicine, materiale per le stomie e per l’accesso venoso centrale che sono costretta ad aprire ad ogni ora e siamo impossibilitati nell’acquistarli visto soltanto un antidolorifico costa 2 mila euro al giorno. Trovo davvero assurdo che dopo 33 interventi, mesi trascorsi in coma, ora io debba rischiare così con la mia vita!”

“Certo, sono pienamente consapevole che questo è un periodo difficile per tutti, ma io e la mia famiglia non sappiamo più cosa fare. Abbiamo sempre lottato con le nostre forze, ma le nostre risorse sono esaurite. Ho poco tempo e questa è la mia ultima speranza. Vi chiedo soltanto di condividere questo appello il più possibile, sperando di poter arrivare alle cariche alte del governo”

Leggi anche:

Corona virus | Non solo in America sparizioni di carta igienica, pasta e paracetamolo

coronavirus mascherine attenzione a usarle in modo corretto
Fonte foto: Pixabay

Noi non possiamo che aggiungerci all’appello di Chiara, sperando che tutti possano comprendere la gravità della situazione e che non è di certo una scusa per lavorare meno. Non ci resta che concludere con l’hashtag che lei stessa ha lanciato: #IOAMOLAVITAENONMIARRENDERO’.