Coronavirus | Sfogo su Facebook: “se mi ammalo direte: ‘ma era già malata’”

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Il Coronavirus uccide solo anziani e malati. Ce lo ripetiamo ogni giorno ma è corretto questo tipo di approccio? Lo sfogo di una ragazza su Facebook fa riflettere.

coronavirus Facebook
Foto da Pixabay

“Visto che questo benedetto Coronavirus fa veramente del male solo a chi ha un quadro clinico già compromesso, lasciate che a parlarvene sia proprio una di quelle a rischio”.

Inizia così il post di Giulia U., una riflessione pubblicata su un gruppo chiuso di Facebook.

Questa ragazza racconta un disagio di molti e, al tempo stesso, un errore di moti. In epoca di Coronavirus, come in ogni altra epoca in cui la paura serpeggia e governa molte nostre affermazioni e azioni, è facile perdere la propria sensibilità, cadere nel pensiero per cui “tanto a me non può capitare, quindi va bene così”.

Pensare che solo determinate minoranze possano esser veramente intaccate dall’epidemia ci spinge a dei veri e propri errori di valutazione, oltre che a un vertiginoso calo della nostra sensibilità.

Giulia prova allora a farci riflettere e noi, riproponendo i passaggi salienti del suo post, ci proviamo con lei perché i problemi di pochi cittadini sono i problemi di tutti i cittadini.

Coronavirus, lo sfogo di Giulia su Facebook

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Foto da Pixabay

“Prendo un benedetto farmaco che si chiama ‘Gilenya’ (se siete interessati ad andarvi a vedere i suoi leggeri effetti collaterali) che rende le mie difese immunitarie un colabrodo”

Così Giulia spiega la sua particolare condizione, quella che la rende un soggetto a rischio in caso di contagio da Covid-19:

“Se io mi prendo il coronavirus sarò una di quelle che poi sotto alle notizie starete tutti a scrivere ‘Eh, vabbè. Ma era già malata’”.

Un farmaco dall’effetto immunosoppressivo predispone infatti Giulia, più di tuti noi, a rischio di infezioni.

“Io lo capisco, vi fa stare un po’ tranquilli sapere chi in questo momento sta messo peggio di voi. Sapete chi siamo? Siamo quelli che hanno già affrontato un cancro, quelli che combattono con malattie degenerative, quelli che hanno avuto infarti. Siamo quelli che la loro battaglia l’hanno combattuta o la stanno combattendo e trovo dannatamente ingiusto che voi, sani e belli come il sole, stiate evitando tutte le sante regole che potrebbero arginare in parte il problema”

Ecco spiegato dunque come le comuni reazioni, compiute in buona fede e senza la più piccola cattiveria, possono ferire molti e causare anche danni notevoli. Se non è un nostro problema perché attivarsi per bloccare il contagio? Probabilmente anche per gente come Giulia che, infatti, si rivolge a tutti coloro che non rispetta le norme per prevenire il contagio e scrive:

“Voi che dite che è una banale influenza e quindi vi riunite al centro commerciale, che organizzate pranzi ‘contro la paura’, voi che scappate dalle zone rosse, voi che non capite che la vita non ruota sempre attorno a voi. È il primo e l’ultimo post che faccio sull’argomento, è già stato scritto fin troppo. Vi si chiede solo un briciolo di rispetto per chi rischia davvero e non fa continuamente piagnistei come la maggior parte degli italiani. Dateci una mano”.

Coronavirus ministero salute
Foto da salute.gov.it

Ecco dunque le conseguenze del “tanto, muore solo chi è già anziano. malato”, una vera e propria ingiustizia contro la quale dobbiamo batterci. Come? Rispettando le norme di sicurezza di cui tanto si sente parlare. (Coronavirus | Le misure anti-contagio: comportamenti consigliati e non)

Fonte: HuffPost