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Coronavirus Italia | Come affrontare gli spostamenti durante l’emergenza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:15
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Emergenza Coronavirus, misure stringenti non solo in Lombardia per limitare e contenere il contagio. Il Paese, ormai, è diviso in due macro aree. Come comportarsi fino al 3 aprile. 

Norme Coronavirus, cosa fare fino al 3 aprile
Norme Coronavirus, cosa fare fino al 3 aprile (Getty Images)

Limitare il contagio. Questo è l’obiettivo primario in questi giorni in cui l’Italia è completamente coinvolta nell’emergenza Coronavirus. Allarmismi e psicosi sul tema non aiutano, per questo – nella notte tra sabato e domenica – il Governo ha emanato un decreto legge che, di fatto, divide il Paese in due grandi macro aree: la Lombardia e altre 14 province, zona in cui il numero di contagi è più elevato, e il resto.

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La fuga di notizie dei giorni scorsi ha favorito un esodo – evitabile secondo gran parte dell’opinione pubblica – verso sud con conseguente assalto a treni e stazioni. Questo perchè vige una limitazione in entrata e uscita dalla Lombardia: si può accedere o sconfinare dalla regione solo per motivi strettamente necessari e lavorativi, previa documentazione specifica. Significa che tutti coloro che dovranno – per forza di cose – uscire e rientrare in territorio lombardo saranno costretti a mostrare precise autocertificazioni che giustifichino lo spostamento come opzione inderogabile. Altrimenti, secondo l’articolo 650 del Codice Penale, potrebbe scattare l’arresto fino a tre mesi con un’ulteriore ammenda pari a 206 euro.

Coronavirus, come muoversi durante l’emergenza

Coronavirus, come comportarsi negli spostamenti
Coronavirus, come comportarsi negli spostamenti (Getty Images)

Misure stringenti proprio per evitare che i residenti nelle ex zone rosse – attualmente si parla di un’area più vasta rispetto a 15 giorni fa in cui tutto era circoscritto dalle parti di Codogno e nel lodigiano – vadano altrove con il rischio di veicolare il COVID-19. Scalpore hanno fatto gli esiti positivi dei Presidenti di Regione di Lazio e Piemonte, che stanno comunque svolgendo il proprio lavoro da casa.

A proposito di abitazioni, il Premier Giuseppe Conte ha suggerito – specialmente ai più anziani – di ridurre al minimo la vita sociale: vale a dire, restare in casa e contornarsi di persone fidate che (stando accanto a loro) possano accudirle e monitorarle in attesa che quest’emergenza passi. Anche il resto della popolazione, in questi giorni difficili, dovrà muoversi il meno possibile. Infatti, le restrizioni non sono soltanto in Lombardia.

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Il Post – testata giornalistica molto presente sulla tematica Coronavirus – ha riassunto il decreto legge che impone alle altre regioni d’Italia le seguenti restrizioni:

“-Sospensione di congressi, meeting, eventi sociali in cui è coinvolto personale sanitario o comunque incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali e di pubblica utilità;

-Sospensione di manifestazioni, eventi e spettacoli di qualsiasi natura, anche a cinema e teatro;

-Sospensione delle attività di pub, scuole da ballo, sale giochi, sale scommesse, discoteche;

-Chiusura dei musei;

-Divieto di uscire di casa per le persone in quarantena e risultate positive al coronavirus;

-Possibilità di apertura di bar, ristoranti ed esercizi commerciali in genere adottando misure per far rispettare una distanza di un metro fra i clienti;

-Sospensione degli eventi sportivi, tranne quelli a porte chiuse;

-Sospensione delle lezioni nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle università fino al 15 marzo, con attivazione di modalità di didattica a distanza;

-Divieto agli accompagnatori di fermarsi nelle sale di attesa degli ospedali;

-L’accesso di parenti e visitatori alle strutture residenziali per anziani è limitato ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura;

-Possibilità di applicare le modalità di lavoro agile – quindi in remoto – a tutti i lavoratori anche in assenza di accordi individuali;

-Possibilità di applicare misure alternative di detenzione domiciliare o isolamento ai detenuti in caso di sintomi da COVID-19, adottando per tutti colloqui in modalità video o telefonica;

-Interventi straordinari di sanificazione dei mezzi pubblici.

Inoltre, sono previsti controlli in porti, aeroporti e stazioni. L’uso di termoscanner sarà continuo, in alcuni casi verrà presa anche la temperatura ad ogni persona (come è successo negli stadi durante l’ultimo turno di campionato per quanto riguarda l’insediamento di calciatori e dirigenti delle società, oltre a video reporter e giornalisti).

Il trasporto di merci attraverso camion e tir sarà consentito, previa autocertificazione, anche in tal caso. Presenti i posti di blocco per monitorare, con appositi strumenti, anche gli spostamenti dei veicoli da una zona all’altra d’Italia. Massima attenzione fino al 3 aprile. Nel frattempo anche i personaggi famosi si stanno adeguando, invitando i fan ad attenersi alle disposizioni governative: “Insieme ce la facciamo”, dicono. È stato addirittura lanciato un hashtag social #iorestoacasa, perché la quarantena passa anche dal Web.

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