“Il coronavirus ha geni simili all’HIV” ecco come attacca le cellule umane

Secondo la scienza, una “mutazione simile all’HIV” consentirebbe al coronavirus di attaccare le cellule umane.

Coronavirus o influenza
Fonte foto: Istock

Il coronavirus continua a far parlare di se. Dopo la decisione del governo italiano di chiudere tutte le scuole di ogni ordine e grado su tutto il territorio nazionale fino al 15 Marzo, si sta diffondendo il panico.

D’altro canto si parla di 2.800 morti in tutto il mondo e 50 paesi colpiti da un virus che si trasmette molto rapidamente mediante il contatto, che è in grado di passare inosservato  poiché talvolta è asintomatico e che dunque richiede che le persone facciano maggiore attenzione e cambino il loro modo di rapportarsi agli altri, distanziandosi gli uni dagli altri, o evitando saluti con baci e abbracci. Almeno per il momento bisogna fare tutto ciò che è nella nostra possibilità pur di arginare questa epidemia e limitarne la diffusione e in questo senso anche la ricerca continua a studiare questo virus.

La scienza è costantemente in fase di approfondimento per capire come come il virus Covid-19 agisce per colpire le persone. L’ultima scoperta sarebbe una “mutazione simile all’HIV” secondo uno studio trasmesso dal South China Morning Post e da Metro Uk.

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Una mutazione “simile all’HIV”

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Photo by Emanuele Cremaschi/Getty Images

Apparso alla fine di Dicembre 2019 nella provincia di Wuhan in Cina, il coronavirus causa patologie che vanno dalla più lieve come il raffreddore comune, alla più grave come la sindrome respiratoria acuta grave che richiede il supporto della respirazione meccanica.

Con oltre 83.700 persone infette in tutto il mondo, il virus continua a guadagnare terreno. Motivo per il quale il Covid-19 è stato oggetto di oltre mille studi negli ultimi due mesi che continueranno numerosi anche nei prossimi mesi data la necessità di comprendere meglio questa nuova forma di virus precedentemente sconosciuta alla comunità scientifica.

Al momento non esite una cura precisa ma le persone risultate positive al tampone sono state sottoposte ad una terapia sperimentale basata su due farmaci: il lopinavir/ritonavir, un antivirale utilizzato per l’infezione da Hiv ed il remdesivir, un antivirale già utilizzato per la malattia da Virus Ebola e sembra che i pazienti stiano rispondendo positivamente contro l’infezione da coronavirus.

Secondo i risultati di una recente ricerca dell’Università cinese di Nankai, il Covid-19 colpirebbe un enzima noto come furina, lo stesso enzima bersaglio dell’HIV e dell’Ebola.

Tutti questi risultati non sono attendibili, fanno parte di studi frammentati pubblicati su una piattaforma, Chinaxiv.org, che ospita tutti gli studi prima che vengano sottoposti a revisione paritaria, dunque non rappresentano in alcun modo osservazioni confermate dalle autorità sanitarie.

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Foto da Pixabay

Coronavirus, come proteggersi?

Le azioni “barriera” raccomandate dall’OMS consigliano dare priorità all’igiene. Come per tutti i virus, l’igiene è il primo passo per proteggersi da Covid-19. Per proteggersi bisogna lavarsi le mani correttamente e più volte al giorno con una soluzione idroalcolica o acqua e sapone, usare tessuti usa e getta ed evitare il contatto ravvicinato con i malati