Coronavirus | Le nuove norme fermano Achille Lauro ma c’è chi resiste

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Le nuove norme per il Coronavirus stanno paralizzando la vita sociale e culturale italiana: tra i tanti eventi rimandati o completamente cancellati anche l’uscita del nuovo album di Achille Lauro, ma qualcuno non si piega alla paura e si mette in fila al museo (a distanza di un metro).

Achille Lauro Coronavirus
Achille Lauro (Foto: Instagram)

Il Coronavirus sta mettendo a dura prova non soltanto la salute degli italiani ma anche la loro pazienza. Da settimane ormai gli eventi sociali di qualsiasi tipo hanno subito una brusca frenata e sono sempre di più coloro che preferiscono rinunciare agli eventi, anche a quelli confermati, piuttosto che rischiare il contagio.

Artisti e personaggi pubblici si sono trovati quindi nella difficile posizione di dover limitare la propria attività a contatto con i fan e addirittura rallentare i propri impegni professionali, soprattutto quando quegli impegni avrebbero potuto mettere in pericolo la salute dei propri fan.

Molti Musei in tutta Italia sono stati chiusi per giorni e poi riaperti con ogni cautela: mentre la cultura rallenta, però, molti italiani però non rinunciano ad andare a vedere Raffaello.

Achille Lauro fermato dal Coronavirus

L’ascesa di Achille Lauro all’Olimpo dei grandi performer italiani sembrava inarrestabile dopo Sanremo 2020. Eppure, anche Lauro non ha potuto rispondere “me ne frego!” alle disposizioni governative per controllare il rischio di contagio.

Il cantante ha annunciato da pochissimo di aver deciso di rimandare l’uscita del suo prossimo disco, quello destinato a contenere Me Ne Frego e che avrebbe dovuto cavalcare l’onda dell’enorme popolarità arrivata dopo San Remo.

Il disco, che si intitolerà 1990 (anno di nascita di Lauro), uscirà in data da destinarsi. Il motivo è che sia la casa discografica sia lo stesso artista temono che far uscire il nuovo lavoro adesso sarebbe un disastro su diversi fronti: i firmacopie e tutti i vari eventi promozionali organizzati in tutta Italia attirerebbero un gran numero di fan, che sfiderebbero le regole e ignorerebbero la prudenza pur di aggiudicarsi una copia, mentre d’altra parte l’incasso dei concerti potrebbe calare drasticamente a causa della scarsa presenza di publico.

Tutto da rimandare quindi, sperando che i danni siano contenuti.

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Mediaset blocca La Corrida

La Corrida
La Corrida (Foto: Instagram)

Se sulla Rai Che Tempo Che Fa sta andando in onda senza pubblico e Crozza ha parlato a 500 sediolini vuoti, su Mediaset ha fatto scalpore la lezione di Barbara D’Urso su come lavarsi correttamente le mani e Maria De Filippi ha invitato un medico ad Amici per parlare di prevenzione del Coronavirus e fare una lezione speciale agli alunni della scuola.

Infine è arrivata la notizia che La Corrida non andrà in onda: il reboot dello storico varietà di Corrado avrebbe dovuto essere affidato a Carlo Conti che però, si è visto costretto a rimandare le nuove puntate della trasmissione. 

Come mai però programmi come I Soliti Ignoti e il già citato Che Tempo Che Fa continuano ad andare in onda? Tutto sta nel diverso ruolo del pubblico, che ne La Corrida è parte fondamentale dello show, mentre è relegato a una sola funzione di “contorno” negli altri programmi.

A sostituire lo show di Conti nel palinsesto Rai arriverà uno speciale Porta a Porta dedicato al Coronavirus.

Rimangono invece invariate le date di messa in onda di Ballando Con Le Stelle (il 28 Marzo) e Amici di Maria De Filippi, che ha confermato la seconda puntata del venerdì.

Gli italiani al Museo per la mostra di Raffaello

Mostra Raffaello 2020

Le prenotazioni per la Mostra di Raffaello nelle Scuderie del Quirinale di Roma sono state migliaia. E fin dalle prime ore dall’apertura moltissimi appassionati d’arte si sono messi ordinatamente in fila per aspettare il proprio turno, rigorosamente a distanza di un metro l’uno dall’altro nel rispetto delle nuove norme imposte dal Governo.

Gli organizzatori della mostra hanno spiegato di aver calcolato i metri quadri dell’area espositiva (al netto dello spazio occupato dalle opere esposte) e di aver calcolato, successivamente, quante persone potevano entrare in ogni sala per dare a tutti il proprio spazio personale a assicurarsi che le misure di sicurezza vengano applicate con il massimo rigore.

 

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“La vita può continuare” ha dichiarato il curatore, spiegando anche che tutti i visitatori stanno collaborando al meglio delle proprie possibilità.

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