Maternità | Le differenze psicologiche tra il primo e il secondo figlio

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Maternità | Le differenze psicologiche tra il primo genito e il secondo genito esistono. Quello che ogni mamma non conosce o non vuole ammettere

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maternità differenze psicologiche tra primo e secondo figlio (Istock)

Molte mamme saranno in contraddizione con l’affermazione che tra il primo e il secondo figlio vi siano psicologicamente delle differenze. Le stesse che dicono che “ogni figlio è uguale”. Forse, per molte è così ma non per tutte, ed è anche giusto! Ogni figlio ha un temperamento diverso e pertanto ispirerà comportamenti e risposte diverse in entrambi i genitori.

Il primo figlio è nell’immaginario comune il più coccolato, quello che ha “insegnato” a mamma e papà a fare i genitori e cresce perennemente circondato di attenzioni e timori. E il secondo? A lui va la sindrome del secondogenito, fatta di spazi ridotti e tanta fatica per avere un po’ di attenzione, dove ogni nuova conquista è relegata al “già visto, già sentito”. Certamente non è così, ma con l’arrivo del secondo figlio ogni genitore si interroga sugli effetti che l’arrivo del nuovo bambino avrà sul primogenito, e sulle attenzioni che si sarà in grado di dare anche al secondo.

E’ noto che maggiori sono le differenze tra i fratelli o sorelle e meno sarà uguale il comportamento dei genitori sia in termini di aspettative, modello educazionale, sia in termini di permissività. Le differenze di trattamento tra fratelli si manifestano anche con i gemelli omozigoti! Scopriamo dunque, nel dettaglio, quali sono le differenze tra primo e secondo genito sia in termini di approccio parentale, sia in termini di temperamento e ambizioni legate ai fattori che riguardano l’ordine di arrivo in famiglia.

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Le differenze di rapporto tra fratelli e sorelle

differenze psicologiche tra primo e secondo figlio (Istock)

Da piccoli le interazioni fra fratelli e sorelle sono una buona palestra per i futuri scambi sociali in età adulta, tuttavia il rapporto tra fratelli talvolta può essere particolarmente difficile.

Quando arriva  in famiglia una sorellina o un fratellino il rapporto del primogenito con la madre cambia. L’impegno della madre con il nuovo arrivato può condurre il primo figlio a stringere un legame più profondo con il papà.  Nel corso del tempo, quella che era una triade (mamma, papà e bambino) diventa un “tetrade” composta, questa volta, da due sistemi distinti:

  • i genitori (mamma e papà)
  • i bambini (fratelli e sorelle)

Se le cose con il passare del tempo cambiano, quella che all’inizio era una tetrade può evolversi fino alla scissione del sottosistema fraterno: cioè, un fratello diventa alleato dei genitori e l’altro è tagliato fuori. Nelle famiglie disfunzionali non è raro che uno dei due figli diventi per questo etichettato come la pecora nera della famiglia. I fattori che influenzano il rapporto tra sorelle o fratelli sono diversi, ma tra i principali troviamo:

  • Affinità temperamentali
  • Vicinanza di età
  • Influenze genitoriali
  • Coinvolgimento del maggiore nelle cure del piccolo
  • Numero dei fratelli
  • Unione e cooperazione nella coppia parentale (fonte:psicoadvisor.com)

Con l’arrivo del fratellino il primogenito può sperimentare gelosia e crisi di rabbia, potrebbero verificarsi anche meccanismi di difesa come regressione e formazione reattiva . Il rapporto tra fratelli è spesso caratterizzato da un duplice coinvolgimento: insieme a sentimenti di affetto, scambio e condivisione, emerge lo spettro della  gelosia e della competitività

Quando l’equilibrio tra fratelli si rompe avviene un meccanismo molto comune in cui il figlio più piccolo si forma in modo opposto rispetto al fratello maggiore.

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Maternità | Le differenze psicologiche tra il primo e il secondo figlio

genitori
differenze psicologiche tra primo e secondo figlio (Istock Photos)

I genitori si comportano in modo diverso con ciascun figlio il che porta a influenze ambientali diversi e non sempre condivisi. Ci sono dei tratti caratteristici che tendono a esprimersi nel primo genito e altri tratti tipici dei figli successivi. Per esempio, per quanto riguarda il primo genito, esso ha potuto godere sino a fondo dell’etichetta di “figlio unico”, il che lo rende, con l’arrivo del fratellino/sorellina, molto più propenso ad essere geloso dei genitori e della mamma in modo particolare.

Il fattore che determina la diversità di trattamento tra fratelli è l’aspettativa da parte dei genitori. Prima di arrivare alla procreazione, infatti la coppia passa una vita a fantasticare sull’idea di essere mamma e papà. La donna, spesso, ha un desiderio di maternità molto spiccato ed è proprio con l’arrivo del primo figlio che questo desiderio si esaudisce. Il primo figlio è colui che trasforma un uomo o una donna in un genitore (padre o madre) e rappresenta, dunque, un investimento emotivo molto più di quanto lo saranno i figli successivi.

Questa “carica emotiva” predominante sul primo figlio ha un impatto sull’emotività di quest’ultimo in modi diversi. Infatti I primogeniti sono:

  • più ambiziosi
  • più autoritari
  • talvolta più tradizionalisti
  • più legati e rivolti alla famiglia

Questo ultimo punto ha una doppia connotazione: è vero sia in termini positivi (di affiliazione, aiuto e supporto) che negativi (di dipendenza e difficoltà nel conquistare una piena autonomia). Quando arriva un fratellino, infatti, il primogenito tenterà di mantenere lo status quo, di far valere la sua autorità di figlio maggiore mentre il figlio minore si adopererà per cambiare gli equilibri all’intero della relazione.

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Differenze psicologiche con il secondo figlio

fratello geloso
differenze psicologiche tra primo e secondo figlio (Istock)

Se le situazioni sono le stesse (dalla gravidanza alle fotografie scattate ai bambini, passando per le aspettative in materia di apprendimento e fino al primo giorno di scuola) cambia lo stato d’animo dei genitori: così, se ogni piccolo nuovo gesto del primo figlio diventa motivo di orgoglio, al secondo non è d’aiuto nemmeno costruire un razzo di dimensioni (quasi) reali per essere preso in considerazione dalla mamma.

Il secondogenito non ha mai sperimentato l’unicità. I figli successivi al primo arrivano in una casa con regole già stabilite, fin da subito dovranno condividere le cure dei genitori e adattarsi alle esigenze di un fratello maggiore che difenderà il suo territorio.

Il secondo figlio è tendenzialmente più competitivo, tale fattore lo porterà a raggiungere dei traguardi con più velocità rispetto ai primogeniti; i secondi e terzi figli infatti imparano a parlare e a camminare più velocemente rispetto ai primi figli. Per i figli successivi al primo sarà forte, fin da subito, il bisogno di affermarsi nella famiglia di origine e di avere una maggiore autonomia, e non solo all’interno della famiglia ma anche fuori, a scuola, con gli amici e nel lavoro. I figli successivi possono provare sentimenti di:

  • sfiducia
  • inferiorità
  • competizione

Il secondo figlio, per reazione, tenderà a essere, quindi, più autonomo dalla famiglia e sarà proiettato maggiormente all’indipendenza. Tendenzialmente il secondo figlio è più progressista.

Il figlio preferito esiste | Ecco tutta la cruda verità

rapporto padre figlia
differenze psicologiche tra primo e secondo figlio Foto da iStock

La maggior parte delle mamme lo negheranno e terranno con sé il loro segreto, ma il figlio preferito esiste, eccome!. Lo conferma anche una ricerca condotta dall’università della California che ha dimostrato che almeno il 70% dei papà e il 60% delle mamme riconoscono di avere una predilezione per un figlio: che solitamente è il primo figlio.

Ad essere proprio sinceri, dobbiamo specificare che quello che ha rilevato la ricerca appena citata non è una regola che vale per tutte le mamme. Quello che bisogna mettere in preventivo è la compassione. Cosa vuol dire? Che un figlio più debole può essere identificato dai genitori come più bisognoso di cure e, per questo, investito di più coccole e affetto e visto dall’altro fratello (più grande) come figlio preferito perché, difatti, è così.

Quando nella famiglia c’è un figlio preferito, possono nascere e stabilizzarsi nel tempo diverse dinamiche, ognuna con caratteristiche proprie.

Purtroppo, quando si vive una differenza di trattamento tra i fratelli, questi ultimi, seppure fratelli di sangue possono instaurare relazioni molto difficili tra loro. Questo capita anche in quelle famiglie che all’apparenza sembrano molto affettuosi. Talvolta può innescarsi la dinamica della competitività. In questo caso i fratelli si percepiscono come nemici-rivali e il premio di questa rivalità è indubbiamente il più ambito per un bambino: cioè l’amore della mamma.

La pecora nera e il figlio modello | Differenze

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differenze psicologiche tra primo e secondo figlio (Istock)

Una mamma può preferire un figlio perché l’altro viene etichettato come più “complicato” o addirittura “pigro”. In questo scenario vi sarà un figlio modello, ovvero quello preferito e poi una pecora nera, cioè il capro espiatorio.

Il figlio modello sarà visto dalla mamma come colui che non potrà mai fare nulla di sbagliato. Al contrario, la pecora nera, per quanto possa provarci risulterà agli occhi della stessa madre sempre come colui che non ce la fa da solo.

In questo caso, spesso, il figlio modello è vissuto come un’estensione della madre mentre la pecora nera tenderà a percepirsi come una persona estranea alla famiglia. In questo caso anche il figlio modello sarà una vittima della madre, solo che la pecora nera non lo sa e innescherà un legame di forte competizione con il figlio modello oppure si sentirà, a priori, sconfitto e assumerà una posizione accomodante,  sottomessa così come la mamma immagina che sia.

La felicità dei bambini è ereditaria
differenze psicologiche tra primo e secondo figlio (Istock Photos)

Sia ben chiaro, non tutte le mamme o papà hanno questo atteggiamento e, aldilà di una “preferenza”, questa è talmente minima da non prenderla neanche in considerazione. Abbiamo voluto parlare delle preferenze tra un primo e un secondo figlio poiché, clinicamente, esistono delle “scelte” inconsapevoli che alcune mamme fanno nei confronti dei figli. Tutto è circoscritto alla propria infanzia e a come si è vissuta da bambini. Il modello che abbiamo avuto da piccoli, automaticamente ci porterà ad assumere (talvolta) alcuni comportamenti con i nostri figli e, spesso, a sbagliare. Ma una soluzione esiste per non creare differenze tra primo e secondo figlio: analizzarsi interiormente e portare alla luce alcuni vissuti traumatici.

(Fonte: psicologia dello sviluppo – psicoadvisor.com)