Bambini e Sport | Come agisce l’attività fisica sulla mente del bimbo

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Bambini e sport | Come agisce l’attività fisica sulla mente del bimbo? Tutti i benefici di praticare attività fisica a livello psicologico e fisico: dall’accrescimento dell’autostima alla salute generale, perché è importante che il bimbo faccia sport

bambini e sport
bambini e sport come agisce sulla mente del bimbo (Istock)

Lo sport è sinonimo di salute ed è maestro di vita, tanto da esser riconosciuto dalle Nazioni Unite come un diritto fondamentale. È attraverso lo sport e la sua pratica costante che sin da piccolissimi si ha l’occasione di conoscere e mettere in atto i valori alla base della vita quali: amicizia, lealtà, rispetto per gli altri. Ma anche il lavoro di squadra, l’autodisciplina, l’autostima, la capacità di affrontare i problemi, la leadership ecc.

Inoltre, l’impegno richiesto dall’attività fisica ha un ruolo fondamentale nel tenere lontani gli adolescenti da tutte quelle situazioni rischiose, facilmente avvicinabili alla loro età: tabacco, alcol, droghe ecc. Dal punto di vista della salute, i benefici regalati dall’attività fisica sono impagabili, e vanno a costituire un bagaglio di benessere di cui ci si gioverà per tutta la vita. Molti genitori, però, pensano che fare movimento all’aperto possa facilitare le infezioni, una falsa credenza che li porta a sottovalutare gli aspetti positivi. Per questo, abbiamo deciso di dare un messaggio rassicurante in tal senso, per cui praticare una regolare attività fisica contribuisce a un corretto sviluppo del sistema scheletrico e della massa muscolare. Previene l’obesità, contribuendo a ridurre la massa grassa e ad aumentare quella magra, attraverso un aumento del dispendio energetico. Migliora la sensibilità all’insulina, riduce la pressione arteriosa, nel caso questa sia alterata. In più migliora il profilo lipidico. Per non parlare degli effetti positivi sull’umore. Distinguiamo, allora questi benefici e l’importanza che essi hanno sui bambini sia a livello fisico che psicologico.

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Bambini e Sport | Come agisce l’attività fisica sulla salute del bimbo

bambini felici
bambini e sport (Istock)

I benefici dello sport a livello fisico praticato da un bambino in età pediatrica sono fondamentali e sono uno strumento indispensabile per la salute del bimbo anche in età adulta. Come si evince dal sito di un pediatra lombardo, lo sport è fondamentale perché:

  • “Irrobustire l’organismo, prevenendo le malattie;
  • Prevenire l’obesità, anche nei bambini affetti da Malattie Respiratorie Croniche.  l’aumento del consumo energetico contribuisce a diminuire la massa grassa e ad aumentare quella magra, facilitando una crescita del corpo del bimbo più adeguata;
  • Favorire il corretto sviluppo e la salute dell’apparato osseo, aiutandone la saldatura caratteristica di questo periodo di vita;
  • Migliorare la sensibilità all’insulina;
  • Ridurre la pressione sistolica e diastolica (i due valori della pressione arteriosa) nel caso esse siano alterate;
  • Ristabilire il profilo lipidico (grassi circolanti nel sangue), riducendo il colesterolo cattivo (LDL) e aumentando quello buono (HDL), anche in chi prende farmaci.”

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Sport | Come agisce sulla mente del bimbo l’attività fisica

bambini che giocano
bambini e sport come agisce sulla mente del bimbo (Istock)

I bambini amano i giochi di movimento: correre, saltare, rincorrersi e utilizzare palle  di varie dimensioni. Chi tra voi ha figli o fratelli più piccoli sa come spesso i compiti scolastici vengano da loro accantonati per partecipare agli allenamenti sportivi o per uscire a giocare con gli amici. Un altro aspetto essenziale dello sport è l’aspetto socio-relazionale: negli sport di squadra, soprattutto, i piccoli sportivi imparano il rispetto, la coesione e il rispetto per raggiungere un obiettivo di squadra.

Si tratta di attitudini che tornerà poi loro utile anche a scuola, nel lavoro e in tutti i rapporti che avranno da adulti. I benefici dello sport a livello psicologico invece permettono al bimbo di:

  • Acquisire una buona capacità di adattamento;
  • Combattere ansia e depressione;
  • Aumentare l’autostima, gratificata dall’imparare sempre nuovi esercizi;
  • Divertirsi pur combattendo le difficoltà di norma incontrate;
  • Sentirsi soddisfatti del proprio impegno;
  • Migliorare le capacità sociali, attraverso la cooperazione con altri bambini;
  • Facilitare le capacità cognitive, attraverso l’esplorazione dell’ambiente e l’acquisizione di nuove esperienze.

Insomma, i vantaggi e i benefici che nella pratica dello sport il bimbo acquista sono notevoli sia dal punto di vista fisico, muscolare e scheletrico, sia dal punto di vista psicologico. Praticare sport “scarica” la negatività e la rabbia repressa che, non sapendo come gestirla, un bambino piccolo, può sfociare con il tempo in aggressività e violenza su coetanei e non solo. Ma quale sport scegliere? E qual è l’età giusta per iniziare con lo sport? Tutte domande lecite poste dai genitori che vogliono solo il meglio per il proprio bimbo/bimba. A tal proposito, stiliamo una lista delle attività fisiche che un bimbo può iniziare a svolgere anche in fasce.

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Uno sport per ogni età | La lista completa

bambino sport
bambini e sport come agisce sulla mente del bimbo (Istock)

Fino ai 5-6 anni, si parla più di motricità che di sport vero e proprio. In questo modo, i bimbi riescono a prendere confidenza con la propria fisicità, l’equilibrio e la coordinazione. Dopo i 6 anni, va bene qualunque sport purché seguito da un istruttore professionale. Via libera al nuoto, al minibasket, alla danza, alla pallavolo, al calcio, al calcetto, alla scherma, alle arti marziali, alla corsa. A seconda delle attitudini personali di ogni bimbo, si possono provare anche più sport per poi decidere insieme (assolutamente senza imposizione da parte dei genitori) cosa preferisce il bimbo.

Se invece, vostro figlio è al di sotto dei 3/4 anni d’età e quindi ancora non consapevole di quale sport possa piacergli o meno, il consiglio è, anzitutto seguire queste linee guida per indirizzarvi su quale sia lo “sport gioco” più adatto a vostro figlio sino ai 2 anni

  • Dai 5 mesi: si può proporre un’ attività a tappeto. Nei primissimi mesi di vita il movimento è costituito solo dall’apprendimento, attuato però a rinforzare la muscolatura. L’ideale sarebbe offrire al bebè percorsi motori realizzati con tappeti di diverso spessore, cubi, cuscini, palloni, ecc.
  • Da 1 a 2 anni: proponiamo dei momenti di gioco in acqua. I bambini di quest’età hanno bisogno di divertirsi all’aria aperta con la supervisione di un adulto. I pediatri consigliano anche la piscina: i corsi in genere partono dai 3 mesi (dopo la prima vaccinazione, come a volte richiesto). La mamma o il papà entrano in acqua con il bambino e lo fanno semplicemente giocare con la guida di un istruttore. Questa pratica sportiva (che fa bene anche alla mamma o al papà) si chiama con il nome “baby nuoto”.
  • Dai 3-4 anni, si parte con il “gioco sport”. Negli anni della scuola dell’infanzia va proseguito il nuoto, si inizia ad andare in bicicletta e possono cominciare i primi corsi di miniginnastica o miniatletica.

Non esiste un’attività sportiva ideale in assoluto, l’importante è che sia il bambino e non il genitore a sceglierla, che sia divertente, preferibilmente all’aria aperta o in un ambiente ben aerato e soprattutto che sia varia e che permetta uno sviluppo armonico delle capacità motorie del bambino.

Ai bambini al di sotto dei due anni dovrebbero essere proposti da parte dei genitori momenti di gioco istruttivi e poco strutturati. In questa fascia di età hanno bisogno di giocare all’aria aperta con la supervisione di un genitore (passeggiate e giochi al parco).

Mentre i bambini in età prescolare  (fino ai 5 anni), dovrebbero partecipare ad attività divertenti, che lascino spazio alla scoperta, con poche regole e istruzioni semplici: correre, nuotare, rotolarsi, giocare a palla.

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Bambini e Sport | I consigli per evitare che vostro figlio lo abbandoni

bambino solo
bambini e sport come agisce sulla mente del bimbo (Istock)

Può capitare, e spesso capita, che il bimbo (dopo i 6 anni di vita) sia molto entusiasta ad iniziare un nuovo gioco-sport; la novità, il gioco e, appunto lo sport stesso diventano una sfida per qualche tempo, poi però, sopraggiunge la noia, il bimbo si sente “obbligato” a seguire quel dato corso di nuoto o di danza e, quello che fino a poco tempo fa era visto dal piccolo come un divertimento, cambia faccia diventando un obbligo da seguire senza alcun interesse. La conseguenza? L’abbandono dello sport, con tanto dispiacere per i genitori che hanno pagato fior di quattrini per nulla. Insomma, una delusione su tutti i fronti – piccoli e grandi. Ma come fare per evitare che questo accada? Si può, seguendo delle semplici raccomandazioni:

  • evitare di proporre attività fisiche ripetitive: fondamentale è il divertimento, senza creare un clima di eccessiva competizione che può indurre frustrazione;
  • lo sport non deve diventare una fonte di stress: una cattiva performance o perdere in una gara possono causare ansia con diminuzione dell’autostima. Spesso i genitori ripongono eccessive aspettative nei propri figli, trasferendo su di loro le proprie aspirazioni, con un impatto disastroso sul loro assetto psicologico;
  • è importante evitare attività di allenamento intese ad incrementare una sola qualità fisica. Questo può bloccare i processi di apprendimento motorio dei più piccoli ed essere dannoso anche per la formazione scheletrica del bimbo
  • Limitazioni a videogiochi e TV: per incentivare i propri figli a fare o a continuare le attività sportive  il primo passo è limitare il tempo dedicato alle attività sedentarie (TV, computer, videogiochi). Che non dovrebbero superare le 3 ore al giorno nei bambini sino ai 6 anni di vita. Mentre tali attività dovrebbero essere evitate nei fanciulli di età inferiore ai 2 anni.
  • Date il buon esempio: È molto importante, inoltre, che i genitori per primi diano il buon esempio ai loro figli assumendo uno stile di vita attivo e organizzando attività ludico-sportive all’aria aperta che coinvolgano famiglia.

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Baby Nuoto | I requisiti che una piscina deve avere

bambini e mamma
I bambini e il nuoto: cosa devi sapere (Istock Photos)

Il nuoto è considerato lo sport più completo per eccellenza. E’ uno sport adatto a tutte le età, anche per il neonato. E’ in grado di far lavorare i muscoli senza sforzi eccessivi. Spesso ci si pone la domanda fatidica: a che età portare il bambino in piscina? Molte piscine accettano i bambini a partire dai 6mesi di vita. Questo perché a sei mesi il neonato è già stato sottoposto ai primissimi vaccini obbligatori.

Sempre più piscine accettano i neonati dal momento in cui si cicatrizza l’ombelico. Un ulteriore elemento fondamentale è che la mamma si senta in forma per iniziare un’attività con il proprio bebè. Questa in sé non è faticosa ma implica, ovviamente spostamenti, cambi, che, in un momento delicato possono rendere la mamma troppo impegnata.

Le piscine che accettano bambini dopo la cicatrizzazione dell’ombelico devono avere requisiti da verificare sempre. Prima di tutto altissimi livelli di standard per le pulizie dei locali e per il controllo delle acque. Requisiti necessari anche se il bambino viene accettato in piscina a 3 mesi oppure a 6 mesi.

Possibilmente la presenza di una vasca dedicata, frequentata solo dai bambini e dai loro genitori. Una vasca piccola, profonda  non più di 60 centimetri.

La temperatura dell’acqua ideale deve essere non sopra i 30° gradi: se è più fredda, i bimbi non si rilassano. Stiamo ovviamente parlando di corsi di baby nuoto. Molto utili al neonato per stimolare la motricità e rilassarsi al contempo.

L’accompagnatore che sarà in vasca con il neonato dovrà prima passare un controllo medico in modo da escludere eventuali patologie trasmissibili anche in acqua.

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Il nuoto riscontra sempre il consenso dei pediatri in quanto favorisce lo sviluppo e la crescita giusta del corpo. È, infatti, uno sport completo, che non richiede in quella tenera età particolari capacità di coordinamento, proprie di un’età più avanzata. Essendo un’attività aerobica, migliora sia la resistenza fisica che l’ossigenazione dei tessuti. Altro vantaggio importante, così forte da avvalorare la scelta di questo sport per tutti i bambini, è motivato dal fatto che saper nuotare offre una sicurezza in più.

Perché il gioco è così importante per i bimbi, i benefici psicofsici (Istock Photos)

Se fatto nel modo giusto, lo sport può essere un ottimo metodo educativo per i bambini, rendendoli degli adulti rispettosi e civili.