Quello del cuoco è un lavoro altamente stressante

Il lavoro del cuoco è uno tra i più stressanti del mondo. 

Cuoco stressato
Cuoco stressato – Fonte: iStock photo

Quello del cuoco è uno dei lavori più difficili che ci siano. Eppure, ogni anno, il numero di persone che scelgono di avvicinarsi alla cucina sembra essere in aumento, forti anche dei tanti programmi legati ai fornelli.
Una scelta che spesso si fa sull’onda dell’entusiasmo e che invece andrebbe presa con la giusta cautela. Si tratta infatti di un lavoro altamente stressante e a dirlo non sono solo i cuochi ma anche degli studi nati per identificarne i fattori di stress.

Lavorare in cucina è stressante: ecco il perché

Cuochi in cucina
Cuochi in cucina – Fonte: iStock photo

Quando si pensa a chi lavora in cucina, si tende ad immaginare persone intente a svolgere un lavoro che amano e che passano il giorno a preparare e decorare piatti bellissimi da presentare ai clienti. La realtà, però, è spesso diversa dall’immaginazione ed in questo caso si può dire che lo sia quasi del tutto.
Lavorare in cucina è infatti uno dei lavori più stressanti che ci siano e lo è sia dal punto di vista fisico che psicologico.

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Un cuoco si trova a dover trascorrere tante ore in piedi, nel caldo di una cucina spesso troppo piccola e dove non esistono pause, ivi compresa quella del pranzo che spesso e volentieri si consuma in piedi anche mentre si lavora.
Chi sta in cucina si trova a dove subire diversi sbalzi di temperatura, passando dal caldo dei fornelli al freddo delle celle frigorifere. E tutto mentre ci si muove di corsa.
Perché, salvo rare eccezioni, chi lavora nei ristoranti o negli hotel non ha mai tempo per se stesso. E, allo stesso tempo, non ne ha per curare come vorrebbe i particolari. Cosa che lo spinge a far tutto con addosso una certa dose di stress.

Dopotutto, lavorare in cucina significa prestare costantemente attenzione all’ambiente circostante e destreggiarsi tra fuoco, acqua bollente e coltelli. A questo si aggiunge il carico di responsabilità che chef, capo partita e spesso anche gli aiuto cuochi hanno nei confronti dei clienti. Ad essi devono infatti poter garantire cibi non soltanto buoni ma sani, conservati correttamente ed esenti da allergeni.

Si tratta di tutta una serie di elementi che messi insieme generano una forte dose di stress e che secondo recenti studi rendono il lavoro del cuoco tra i più pesanti.
Come riportato da Reportergourmet.com, uno studio condotto da un sindacato inglese ha portato alla luce come più del 60% dei cuochi abbia ammesso di ritenere che il lavoro svolto si ripercuota in modo negativo sulla qualità della vita. Almeno metà degli addetti in cucina avrebbero subito, ad esempio incidenti o affaticamenti tali da doversi prendere diversi giorni di malattia.

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Basandoci sempre sulle stime riportate dal sito, oltre il 50% degli chef soffrirebbe di depressione. Molti di loro avrebbero anche ammesso di far uso di antidolorifici, alcol e stimolanti per poter andare avanti con il lavoro.
Una situazione che sembra coinvolgere tutto il mondo, tanto che in Italia si è da poco cercato di fare qualcosa per far inserire il lavoro in cucina tra quelli così detti usuranti. Un cambiamento che porterebbe alla messa a punto di misure di tutela per la categoria.

Detto ciò, non va dimenticato che cucinare è anche una passione e che molti cuochi, nonostante le difficoltà, continuano a svolgere ogni giorno questo lavoro come fosse una missione. E questo, nonostante lo stress ed i rischi che si corrono in cucina.

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