Tuo figlio è un bullo? I 10 campanelli d’allarme a cui stare attenti

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Tuo figlio è un bullo? Ecco i 10 campanelli d’allarme che ti indicano se tuo figlio è un bullo. Cos’è il bullismo e come aiutare tuo figlio se è vittima di cyberbullismo

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tuo figlio è un bullo? ecco i 10 campanelli d’allarme (Istock)

Le madri spesso non si rendono conto che accanto a loro stanno crescendo un adolescente che potrebbe essere un vero e proprio bullo. Non ci si rende conto perché si pensa sempre che “il nostro bambino” non potrebbe mai avere dei simili comportamenti, eppure, al giorno d’oggi, sono molti i bulli che si fanno gioco dei bambini riducendoli a povere vittime del bullismo o, ancor più grave, del cyberbullismo. E’ dunque fondamentale saper riconoscere, con occhio critico e analitico, i comportamenti di nostro figlio per cercare di capire se davvero, dietro l’amore folle che proviamo per lui/lei, si nascondi un piccolo bullo. O, al contrario, se nostro figlio sia vittima di bullismo. In questo caso, risulta importante aiutare il bambino o l’adolescente a come difendersi al meglio da situazioni di bullismo. Scopriamo tutto sul mondo del bullismo e sui bulli

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Cos’è il bullismo e come si sviluppa

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tuo figlio è un bullo? 10 comportamenti da osservare (istock)

Con il termine bullismo si definisce quel comportamento ripetitivo e aggressivo dei bambini e ragazzi nei confronti di chi non è in grado di difendersi. Nel bullismo, i ruoli sono molto ben definiti: da una parte c’è il bimbo/ragazzo ma anche ragazza definita bullo, che rappresenta colui/colei che attua dei comportamenti fisicamente e/o psicologicamente nonché verbali aggressivi e violenti e dall’altra parte la vittima,(il bullizzato) colui che invece subisce passivamente questi brutti comportamenti. La sofferenza maggiore è quella psicologica ma importante è anche il ruolo dell’esclusione sociale che sono sperimentate di da bambini che, senza sceglierlo, si ritrovano a vestire il ruolo della vittima.

Ma come si riconosce un episodio di bullismo? Iniziamo con il dire che non basta un singolo episodio per definire il bullismo che, invece è rappresentato dalla persecuzione di un bambino (aggressore o bullo) su quella di un altro coetaneo (vittima di bullismo). Principalmente il bullismo è etichettato con un comportamento base che è l’aggressività intenzionale. Cioè il bullo è intenzionato a recare danno fisico e psicologico ad un altro bambino ritenuto dal bullo, come l’anello debole. Il bullismo trova la sua “forza” maggiore proprio nelle scuole e, dunque, negli ambienti sociali condivisi

“Secondo indagini Istat sui comportamenti offensivi e violenti tra i giovanissimi, nel 2014, più del 50% degli 11/17enni è stata vittima di un episodio offensivo, irrispettoso e/o violento da parte di coetanei”.
I comportamenti violenti che caratterizzano il bullismo sono i seguenti:

  • Offese, insulti di vario genre e parolacce
  • Derisione per l’aspetto fisico o per il modo di parlare;
  • Diffamazione;
  • Derisione per le proprie opinioni;
  • Aggressioni fisiche e verbali pesanti

Per gli psicologi si tratta di una vera e propria emergenza, che può essere contrastata a partire proprio da un intervento scolastico mirato.

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Cos’è il Cyberbullismo?

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tuo figlio è un bullo? ecco come riconoscerlo (Istock)

Il cyberbullismo è definito dai sociologi e psicologici come “un atto aggressivo, intenzionale condotto da un individuo o un gruppo usando varie forme di contatto elettronico, ripetuto nel tempo contro una vittima che non può facilmente difendersi. Trova il suo habitat naturale in Internet, sui social network in modo particolare.” (stateofmind.it)

In questo caso, rispetto al bullismo “classico”, il bullo può mantenere in Internet l’anonimato, ha anche un pubblico molto più vasto, ossia il Web, e può controllare le informazioni personali della sua vittima. La vittima di contro, può avere delle serie difficoltà a lasciar perdere l’ambiente web, non sempre ha la possibilità di vedere il volto del suo aggressore, e non riconosce bene i rischi insiti nella condivisione delle informazioni personali su Internet.

Proprio per queste maggiori difficoltà la vittima, talvolta può arrivare a compiere atti davvero tragici come, purtroppo siamo stati sovente informati dai media, il suicidio adolescenziale.

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Tuo figlio è un bullo? I 10 campanelli d’allarme a cui stare attenti

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tuo figlio è un bullo? Ecco i campanelli d’allarme (Istock)

Il bullismo, nelle sue forme tradizionali quindi verbali e fisiche, insieme alle modalità di prevaricazione attuate dall’uso di un cellulare o i social network, è un problema molto  diffuso tra i banchi di scuola. Quando saltano agli occhi eventi aggressivi tra ragazzi, spesso questo comportamento di bullismo induce erroneamente a pensare che il bullo sia un ragazzo “solo” violento, con evidenti problemi familiari e scolastici, un ragazzo problematico insomma, che magari ha subito violenza e quindi la ripropone sugli altri. In parte questo può anche risultare vero, ma nella maggior parte dei casi il bullo è proprio colui che, invece, arriva dalle famiglie più “benestanti”, da quei nuclei familiari che apparentemente non hanno problemi. Questo si traduce che spesso sono ragazzi che possono avere tutto, ma che evidentemente non hanno niente. Spesso sono i genitori a dubitare che il proprio figlio sia un bullo. Ecco perché i genitori hanno l’obbligo nei confronti del proprio bambino e nei confronti degli altri bimbi, di scoprire sin da subito i primi campanelli d’allarme, qualora ve ne fossero, presenti nei comportamenti quotidiani del proprio figlio. Ecco come fare:

1. Si diverte con scherzi di cattivo gusto

Tende a divertirsi con scherzi di cattivo gusto, anche pesanti, magari rivolti a parenti, amici, fratelli o sorelle o animali. Si diverte anche se l’altro ci rimane male, non prova un senso di colpa e quando viene ripreso non capisce profondamente il senso del richiamo.

2. Usa spesso la parola “sfigata/o” quando parla

Fa spesso battute pesanti o dispregiative anche guardando la televisione o raccontando alcuni episodi che gli accadono a scuola o con gli amici o per la strada, per esempio sul peso, sull’orientamento sessuale, su modi di vestire, tendenzialmente rivolte a persone che identifica come “sfigate”.

3. Fuma o fa uso di alcolici

Può anche mettere in atto altri tipi di comportamenti devianti come per esempio fumare, fare uso di alcolici, prendere tante multe per imprudenza o negligenza.

4. Frequenta sempre e solo quel gruppetto di amici

Spesso ha le amicizie circoscritte solo a determinati ragazzi o ragazze, ad un piccolo gruppo, che di frequente prende come riferimento. Possono essere anche gruppetti che si formano solo dentro la scuola, che si rinforzano nelle chat e sui social.

5. Comunica in modo evasivo o non ascolta

Ha una modalità comunicativa eversiva ossia basata sul “sì, sì ora lo faccio”, “ sì, sì hai ragione” e poi non ascolta e non lo fa, oppure più aggressiva basata sulla volgarità, maleducazione e strafottenza anche nei confronti dei genitori.

6. E’ manesco quando gioca anche con fratelli e sorelle

Può essere anche manesco quando gioca, anche in casa con i fratelli o le sorelle. Spesso ha un atteggiamento spavaldo e tende a provocare. Si sente legittimato nei suoi comportamenti e risulta spesso menefreghista.

7. Ha problemi di rendimento scolastico e di comportamento

Può avere problemi a scuola, non solo di rendimento, ma anche e soprattutto legati al comportamento, come per esempio rispondere a tono agli insegnanti, essere ripreso per il suo atteggiamento o comportamento in classe, prende spesso note e ammonimenti o viene mandato dal Preside della Scuola

8. Non rispetta quasi mai le regole

Ha difficoltà a rispettare le regole, le quali risultano fastidiose e non consone a lui/lei, tende a ribellarsi e a pretendere i suoi spazi e la libertà di movimento. Si arrabbia facilmente con la madre o il padre se non ottiene quello che vuole subito. Minaccia e usa un tono di voce aggressivo e spavaldo.

9. Cerca di sottomettere i genitori con minacce continue

Talvolta tende a sottomettere anche i genitori, come per esempio se va in auto con la famiglia esige di sedersi a tutti i costi davanti, non lascia spazio agli altri fratelli e sorelle, usa il “voglio quello e basta” e si impunta se non ottiene ciò che vuole, “se non facciamo come dico io non vengo”. Sono presenti molto spesso anche minacce verbali e ricatti verso i familiari.

10. Non sopporta i gesti d’affetto

Non sopporta per nulla i gesti d’amore verso gli altri ma neanche verso se stesso. Non lo vedrete mai fare una carezza o dare un abbraccio alla sorellina più piccola a alla madre. E si tiene a distanza da questo, rifiutando qualsiasi contatto gentile e amoroso con chiunque.

Ricordiamo che, generalmente, i ragazzi in fase adolescenziale possono avere alcuni di questi comportamenti appena descritti ma non per questo debbono essere etichettati come dei bulli. Se, quindi, riscontrate uno o due dei comportamenti in vostro figlio, non allarmatevi, potrebbe essere solo la fase adolescenziale in cui vostro figlio/a si sta trovando in quel preciso momento della sua delicata vita e, presto, passerà. Se, invece, riscontrate più comportamenti di quelli sopra descritti, se non tutti in vostro figlio/a, il consiglio è parlarne con uno psicologo o terapista adolescenziale per capire come relazionarsi ad esso e, magari, in un secondo momento, convincere il ragazzo o il bambino a intraprendere un percorso di crescita insieme.

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Tuo figlio è vittima di bullismo? Ecco come capirlo

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tuo figlio è un bullo? (Istock)

I segnali che possono aiutare un genitore a capire se il proprio figlio è vittima di cyberbullismo sono i seguenti:

  • Utilizzo eccessivo di internet.
  • Chiudere le finestre aperte del computer quando si entra nella camera.
  • Rifiuto ad utilizzare Internet.
  • Comportamenti diversi dal solito.
  • Frequenti invii attraverso Internet dei compiti svolti.
  • Lunghe chiamate telefoniche ed omissione dell’interlocutore.
  • Immagini insolite trovate nel computer.
  • Disturbi del sonno.
  • Disturbi dell’alimentazione.
  • Disturbi psicosomatici (mal di pancia, mal di testa, ecc.).
  • Mancanza di interesse in occasione di eventi sociali che includono altri studenti.
  • Chiamate frequenti da scuola per essere riportati a casa.
  • Bassa autostima.
  • Inspiegabili beni personali guasti, perdita di denaro, perdita di oggetti personali.

Perché si diventa bulli e vittime?

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tuo figlio è un bullo? Ecco i campanelli d’allarme (Istock)

Cosa induce un ragazzo a comportarsi da bullo? E di contro, cosa determina che un altro ragazzo sia vittima di episodi di bullismo? Una serie di studi ha messo in luce che un buon concetto di sé aiuta bambini e ragazzi a ottenere dei successi, sia a livello relazionale che di rendimento scolastico. Questo significa che il concetto di sé nel bullo e nella vittima è o assente (o basso) o, al contrario troppo elevato fino ad arrivare a sfociare in narcisismo ( è il caso dei bulli).

Per concetto di sé si intende la teoria che ognuno sviluppa riguardo a se stesso; si riferisce alla percezione e alla cognizione delle proprie caratteristiche, alle credenze riguardo se stessi, le capacità, le impressioni, le opinioni che ogni individuo pensa di avere  e che lo contraddistinguono dagli altri. Quindi

  • un basso concetto di sé: conduce alla vittimizzazione e che l’effetto di eventuali fattori di rischio è maggiore nei soggetti che hanno un basso concetto di sé e che si sentono inadeguati.
  • un alto concetto di sé: viene intrapreso nei bulli come un senso di narcisismo e un tentativo di sembrare ciò che non  si è. Nel caso dei bulli, per esempio, sembrerebbe che il comportamento prepotente da essi attuato sia efficace a fargli guadagnare potere, ammirazione e attenzione e, in questo modo, migliorare poi l’immagine di sé.
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tuo figlio è un bullo? ecco i campanelli d’allarme (Istock)

Un altro fattore chiave che caratterizza le vittime e i bulli è l’autostima. I bambini vittime di bullismo soffrono di scarsa autostima, hanno un’opinione negativa di sé e delle proprie competenze. Essi talvolta diventano anche un obiettivo di attrazione per il bullo, in quanto non sanno come affrontarlo. A differenza delle vittime, i bulli appaiono spesso caratterizzati da un’alta autostima. Sembrano molto ottimisti, e riescono quindi a gestire molto più facilmente i conflitti e le pressioni negative, ed è per questo motivo che riescono facilmente a coinvolgere dei seguaci nelle loro azioni di prepotenza.

(Fonte: adolescienza.it – stateofmind.it)