Metodo dell’anti-dieta, dieci regole per stare bene

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Già 25 anni fa due specialiste americane hanno ideato la vera anti-dieta: una serie di consigli teorici e pratici per stare meglio

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Negli ultimi anni sentiamo parlare spesso di anti-dieta, un metodo che ha anche permesso a Kate Middleton di perdere fino a due taglie rimanendo in salute. In realtà però le rpime e sviluppare questi regime alimentare, nel 1995, sono state due dietologhe americane, Elyse Resch ed Evelyn Tribole che già allora avevano voluto ribaltare i soliti concetti comuni.
Le due specialiste erano partite da una considerazione: almeno il 90% delle persone che segue una dieta poi la abbandona, o comunque ci pensa su a lungo prima di proseguirla. Invece chi vuole perdere peso deve essere stimolato a farlo e deve anche sentirsi gratificato. Quindi c’è bisogno di una spinta che arriva da dentro, con una serie di regole chiare ma anche semplici.

Una dieta che ha alcuni principi di base, come quello di eliminare totalmente il conteggio calorico per non sentirsi sempre in colpa o in affanno. Ma proprio per questo deve essere seguita soltanto dopo aver consultato almeno il proprio medico curante se non addirittura uno specialista del settore che ci dia un consiglio.
Ci sono dieci regole base che portano ad una piena soddisfazione, fisica e mentale, anche molto semplici da seguire. Partiamo dalla prima che è anche un principio base: nessuna dieta funziona efficacemente nel lungo periodo. Anzi, rischiano di causare attacchi di fame, sensazione di aver fallito e quindi sono controproducenti. Per questo niente divieti ferrei, solo buone abitudini quotidiane.

La seconda regola è ascoltare i segnali della fame, imparare a capire quello che il corpo ci comunica
Quindi mangiate quando avete fame e non importa se l’ultimo pasto è stato solo un paio di ore prima. Regola 3: non è vero, in assoluto, che alcuni cibi fanno bene e altri male. Anche qui dobbiamo ascoltare il copro: se ci è piaciuto, se ci ha saziato, allora va bene. Allo stesso modo, regola 4, non lasciamoci condizionare da pensieri negativi e da sensi di colpa dopo aver mangiato qualcosa.

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Attenzione al nostro corpo, la dieta la sceglie lui

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Ma ci sono anche altre regole nel decalogo dell’anti-dieta. La numero 5 è imparare a capire quando siamo sazi. Quindi dobbiamo prestare attenzione ai segnali che ci arrivano e non necessariamente finire tutto quello che è nel piatto. Allo stesso modo, come dice la regola 6, è importante la soddisfazione interiore. Non mangiamo solo per riempirci, ma perché fa bene alla nostra salute.

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Settima regola è smetterla con la fame emotiva, perché non è il cibo a risolvere i nostro problemi: il cibo non è né una punizione né una ricompensa.
Ottava ma fondamentale regola è accettarsi per quelle che siamo, amare se stesse e il proprio corpo, senza pensare sempre a ridurre una taglia o la circonferenza della vita. Piuttosto, come dice la regola numero 9, praticate un’attività sportiva anche non agonistica. Non serve solo a consumare calorie, ma a farci stare meglio.

Infine l’ultima regola, che vale per tutti: quello che portiamo a tavola deve farci sentire bene e avere anche un buon gusto. Non esistono cibi dannosi per forza, e nessuno ci presenterà il conto domattina se lo mangiamo questa sera.

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