Sanremo 2020 | Cosa aspettarsi nelle cinque serate della kermesse

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Il Festival di Sanremo numero settanta comincerà il 4 febbraio e si concluderà l’8. Cosa aspettarsi nell’arco delle cinque serate e come cambia il palinsesto televisivo italiano.

Amadeus è pronto per il Festival di Sanremo
Amadeus è pronto per il Festival di Sanremo (Getty Images)

Polemiche a parte, Sanremo è alle porte e ogni anno, con l’avvicinarsi di questo evento internazionale – sarà trasmesso, infatti, anche in Eurovisione –, si ha sempre la netta sensazione di ritrovarsi catapultati in gita scolastica. Oppure in quei ritiri, come ad esempio quello prima della Comunione, dove siamo chiusi 4-5 giorni in un luogo ben preciso a riflettere, ridere ed emozionarsi.

Sanremo, dunque, fra le altre cose, è proprio questo: una liturgia laica che si ripropone da settanta anni, dove per cinque giorni il centro del Paese è la Città dei Fiori pronta a scandire le nostre giornate con indiscrezioni, battibecchi e curiosità. Poi la musica, perchè – fino a prova contraria – il Festival è della canzone italiana. Anche se, con il passare del tempo, la manifestazione è divenuta sempre più un pretesto per veicolare il glamour piuttosto che la qualità dei brani.

Sanremo 2020: fra grandi ritorni e qualche debutto, al via l’edizione numero settanta

Amadeus e le co-conduttrici di Sanremo
Amadeus e le co-conduttrici di Sanremo (Getty Images)

Quest’anno ci si aspetta un Sanremo eterogeneo dal punto di vista musicale: fatto di ritorni, vedasi Gabbani e Zarrillo, e debutti come quello di Levante e Piero Pelù. Poi ci sono gli evergreen, una su tutti: Rita Pavone. Sono stati mescolati più ingredienti per offrire la giusta ricetta che sappia bilanciare cultura e intrattenimento. In molti, nel recente passato e anche prima, hanno sempre accostato la kermesse (anche) alla politica: che Sanremo fosse, in qualche maniera, lo specchio del Paese di anno in anno si è sempre sospettato. Questo dipende dal fatto che, in più di un’occasione, il palco dell’Ariston è stato teatro di monologhi satirici non sempre apprezzati: chiedere a Crozza. Oppure dalla platea della kermesse sono partite proteste a sfondo politico circa il valore – e il reale contributo – del voto popolare sulla vittoria finale. Mahmood e la sua “Soldi”, appena lo scorso anno, hanno animato il dibattito – anche in Parlamento – per settimane.

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Amadeus è stato chiaro: “Niente politica a Sanremo”. I ‘buoni propositi’ dell’attuale conduttore e direttore artistico del Festival, però, vanno a farsi benedire nel momento in cui – nel corso della prima conferenza stampa – compie uno scivolone mediatico (non si sa quanto inconsapevolmente) sul ruolo delle donne e il posto che dovrebbero occupare. Eppure, il mattatore dei “Soliti Ignoti”, ce l’ha messa tutta per non sbagliare niente e dare adito a fraintendimenti: undici, infatti, saranno le co-conduttrici che si alterneranno sul palco della kermesse e tanti saranno i temi toccati nel corso delle cinque serate.

Grande attesa, in tal senso, per Rula Jebreal che affronterà – insieme a Diletta Leotta – il tema della violenza di genere. E quindi ci sarà modo di capire quanto e come la politica prenderà spunto da quel che vedremo. Anche la presenza di Roberto Benigni, atteso all’Ariston il 6 febbraio, non passerà in sordina: da sempre l’istrione della nostra commedia è stato oggetto di discussione, il sospetto è che anche stavolta non tradirà le aspettative.

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Ampio spazio alla cultura e agli artisti non solo musicali: Tiziano Ferro, stavolta in veste di co-pilota, insieme a Fiorello ci sarà ogni sera. Arriveranno poi Gabriele Muccino e il cast de “Gli Anni più Belli” in cui figura anche Emma Marrone che, per l’occasione, regalerà un medley dei suoi successi musicali. Torna anche Sabrina Salerno, Al Bano e Romina Power, per i più nostalgici. Vedremo persino Fausto Brizzi e l’intero cast de “La mia banda suona il Pop” avvicendarsi al cospetto della celebre scalinata dell’Ariston.

Insomma gli ospiti sono molti e variegati, alcuni anche in attesa di conferma – come Zucchero e Ultimo – altri non pervenuti: Salmo e Monica Bellucci, annunciati in pompa magna nei mesi scorsi, hanno scelto di non partecipare. Qualcosa deve essere andato storto, forse nella trattativa finale. Infine non è Sanremo senza la consueta polemica sul cachet dei partecipanti, destinata a perdurare sino alla fine della manifestazione: salvo – per così dire – Tiziano Ferro che ha deciso di devolvere il proprio consenso ad alcune associazioni benefiche e anti-violenza. Agli altri tocca il ‘purgatorio’: la solita ramanzina su quanto e come vengono spesi i soldi degli abbonati. Pane per i programmi di informazione.

Infatti, sulla tivù pubblica, l’evento sarà coperto in ogni modo e con ogni mezzo: oltre al consueto spazio all’interno del TG1, collegamento con Vincenzo Mollica (all’ultima kermesse prima del pensionamento) dal classico ‘balconcino’ di Sanremo, ci saranno finestre dedicate all’interno del palinsesto quotidiano modificato per l’occasione anche dalle emittenti private per lasciare spazio alla manifestazione ormai simbolo della nostra tradizione in fatto di costume e società.

Attenzione anche all’Altro Festival, striscia quotidiana che andrà in onda dopo ciascuna serata, condotta da Nicola Savino e Myss Keta con tanti ospiti e interviste ai cantanti dopo ogni esibizione. Informazione, intrattenimento e comicità. Immancabile, poi, lo speciale – terminata la kermesse – dal Teatro Ariston di “Domenica In”. Appuntamento il 9 febbraio su Raiuno. Questa è una mappatura generale del viatico che scandirà le prossime giornate radio-televisive in Italia, salvo imprevisti. Quelli son sempre a portata di mano, o di palco.

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