Maternità | Fai fatica ad amare tuo figlio? può succedere

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La nascita di un bambino è un momento tanto atteso e quando il bambino nasce diventa un momento magico. Almeno, è quello che immaginiamo ma non è sempre così semplice.

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Finalmente sei mamma, la gravidanza ti ha messo a dura prova, ma ora finalmente stringi il tuo bambino tra le braccia, lo guardi, lui ti guarda, provi delle sensazioni strane, ti aspetti che il tuo cuore trabocchi d’amore per quel frugoletto ma con tua sopresa ti rendi conto che non succede nulla.

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Maternità, quando non si prova amore per il proprio figlio

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Ti era stato giurato che quando i tuoi occhi e i suoi si sarebbero incontrati avresti provato qualcosa di indescrivibile. Perchè a te non è accaduto? Hai appena partorito tuo figlio e tutto il tuo essere non trasuda amore per lui. L’argomento è ancora tabù ma accade a molte neomamme. La realtà è meno idilliaca di quanto si pensi. Per il 10-15% delle donne, l’amore tanto atteso a prima vista non scatta, si tratta di almeno 80.000 giovani madri ogni anno. “E questa cifra è senza dubbio sottovalutata”, afferma la dott.ssa Laurence Carlier, che dirige l’unità di maternologia e perinatale dell’ospedale Nevers di Parigi.

Molte donne soffrono in silenzio, non ne parlano, cercano di ignorare i loro sentimenti e provano vergogna. Non è facile, nella nostra società in cui la maternità è così idealizzata, ammettere che non siamo follemente impazzite per il nostro bambino. Una confessione resa ancora più difficile quando il padre sembra invece aver trovato immediatamente il suo posto.

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La maternità non è una dote innata

L’ “istinto materno” è saldamente ancorato all’immaginario collettivo. Come se diventare una madre fosse qualcosa di automatico e come se l’amore per questo bambino fosse scontato. In realtà, l’arrivo di un bambino è come una storia d’amore: non ti innamori necessariamente dal primo incontro.

A volte questo amore mamma figlio è un pò burrascoso, il bambino che non si attacca al seno per esempio può essere percepito come un rifiuto da parte della madre. Niente a che vedere con il famoso baby blues, che colpisce dall’80 al 90% delle donne tra il 3 ° e il 10 ° giorno dopo la nascita che passano dalle risate alle lacrime.

Nel caso in cui il legame madre / figlio è difficile da stabilire, si parla di “difficoltà materna”.  Nessuna di noi è immune. “Questo disagio colpisce donne di tutti i livelli sociali e di età molto diverse, la maggior parte delle quali non ha precedenti di storia psichiatrica”, afferma la dott.ssa Carlier.

Ciò che è certo è che provoca uno stato di shock nella madre che era sicura di volere un figlio e ha avuto una gravidanza senza problemi e no vedeva l’ora di vedere il suo bambino. Non sentire l’impennata dell’amore immaginata per quel bambino è senza dubbio l’ultima cosa che ci si aspetta e può arrivare a turbare talmente tanto da provocare disturbi del sonno, di autostima e difficoltà a prendersi cura del bambino. Sintomi che a volte possono arrivare fino alla paura di ledere alla sicurezza del bambino.

Le fobie d’impulso delle neo mamme

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Una delle conseguenze di questo mancato amore per il piccolo riguarda le fobie d’impulso. Alcune donne testimoniano di aver provato queste terribili “fobie d’impulso”, che si possono tradurre in molti modi, dalla paura di lasciar cadere il neonato al momentaneo impulso di gettarlo fuori dalla finestra. Sensazioni orribili che spaventano al punto che alcune donne si sono sentite più rassicurate nel trasferirsi per qualche mese presso dei parenti.

Le cause di questa difficoltà materna non sono facili da stabilire. La Dott.ssa Perrine indica che potrebbero essere imputabili alle difficoltà legate al parto, a parti particolarmente travagliati.  Quando la realtà si allontana da quella idealizzata dalla mamma, l’incontro può essere brutale. Soprattutto da quando questo incontro è stato atteso per nove mesi.

La Dott.ssa Carlier, invece pensa che le vere cause siano da ricercare nella sfera emotiva, nella propria esperienza: “Quando dai alla luce il tuo bambino, ti rimetti un pò nel mondo”, spiega. Molti elementi psico-affettivi possono riaffiorare. La Dott.ssa racconta di una sua paziente, Hélène, 42 anni, madre di un bambino di 7 anni, che ha scoperto che la sua nascita era stata difficile e dolorosa e che era sicura che quando ho partorito, ha dovuto rivivere la sua stessa venuta nel mondo e l’ha capito molto tempo dopo, grazie ad altre testimonianze.

Il fatto rassicurante che si evince consultando molti forum di neomamme, come Maman Blues, un’associazione che aiuta queste madri a rompere il silenzio, è che il disagio è transitorio.

Cosa fare in caso di fobie d’impulso in maternità

Comprendere che non si è soli è decisamente il primo passo per uscirne. Cercare di capire cosa sta accadendo è il secondo. Anche se questa difficoltà materna, nella maggior parte dei casi è transitoria, la sua durata è molto variabile. La dott.ssa Laurence Carlier assicura che “Spesso basta un non niente per far scattare l’attaccamento al bambino della madre”.

Anche il padre e l’entourage possono aiutare a forgiare il legame della mamma al bambino ascoltando i suoi dubbi e ricordandole le sue capacità. Grazie al sostegno incrollabile si può riacquistare immediatamente fiducia e voltare le spalle a questo delicato momento.

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Matrimonio o Convivenza le differenze per i figli Fonte: Istock