Lo stress subito dalle mamme è uguale allo stress dei soldati in guerra

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Lo stress che subiscono le mamme è uguale allo stress dei soldati in guerra | Oggi la scienza e la psicologia hanno definito questo stato: stress da ipervigilanza, scopriamo cos’è

mamma e figlia
le mamme subiscono lo stesso stress dei soldati (Istock)

Essere mamme è al mondo, la cosa più bella e miracolosa che una donna possa sentire nella propria vita. Uno stato d’essere che permane finché c’è vita. Amiamo i nostri figli, gemme preziose che alleviano la nostra anima. Ma, non tutto è così rose e fiori come si pensa, specie all’inizio. Se è vero che lo status di mamma è ciò di cui più bello si possa avere, è altrettanto vero che vi sono dei lati “oscuri”, pesanti che non tutte le neo mamme riescono a gestire al meglio. Sia chiaro, la colpa non è delle mamme che sono sottoposte h 24 ad uno sforzo costante per vigilare sui propri figli. Le mamme di oggi, rispetto a qualche decennio fa, sono “costrette” ad essere multitasking nel vero senso della parola: in una mamma convivono insieme molte donne: la lavoratrice, la casalinga, la moglie, la mamma, e tutto questo lo si fa senza un vero aiuto: da sole! Poche, le fortunate, possono contare su nonne, sorelle o una vita domestica rassicurante, tale da permettere loro di accudire i propri pargoli senza dover andare a lavorare, ma anche per loro, e forse, sono proprio loro quelle più a rischio, questa sindrome è dietro l’angolo.

Così come per tutte le restanti mamme lavoratrici, la vita può essere particolarmente complicata ma, nonostante tutto ci si rimbocca le maniche e si va avanti. Cosa c’entra tutto questo con lo stress? Beh, in parte c’entra, poiché alcune mamme nel mondo, sono sempre strettamente sotto pressione, una pressione che scaturisce da una paura – a volte infondata – che qualcosa di brutto possa accadere al proprio bimbo. Di conseguenza, si è portati ad un “controllo” totalitario verso il piccolo di casa che rasenta l’ossessività. Tale controllo sfocia in una vera e propria patologia: un’iper-vigilanza, o meglio uno stress da ipervigilanza che, scienziati e psicologi definiscono essere uguale a quello a cui sono sottoposti i soldati in guerra. Ma come nasce? Scopriamo un po’ di più.

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Stress da ipervigilanza | Ecco perché le mamme sono sfinite

ipervigilanza
stress da ipervigilanza (Istock)

Stress, stanchezza, preoccupazione e spossatezza: quante mamme a fine giornata si sono trovate a sperimentare questo difficile – ed estenuante – stato psico-fisico? Finalmente la scienza e la psicologia sono riuscite a dare un nome a questa condizione che affligge moltissime donne e madri nel mondo: si tratta dello stress da ipervigilanza, lo stesso stress che subiscono i soldati in guerra. Una continua lotta, estenuante che porta, a lungo andare all’esaurimento, non solo delle energie, ma mentale.

Tutto diventa molto più complesso e difficile da gestire se la madre in questione deve contemporaneamente lavorare e dedicarsi alla cura dei figli. Lo stress da ipervigilanza esiste ed è sotto i nostri occhi tutti i giorni: si tratta di uno stato di ipersensibilità mentale e sensoriale causata dal sentirsi in obbligo di dover individuare minacce e pericoli. La donna viene sottoposta ad una pressione psicologica senza eguali e questo fa sì che sia più stanca e irritabile. Curioso è il fatto che lo stesso stress sia attribuito anche ai soldati all’interno dei contesti bellici: il soldato, come la madre, vigila su qualsiasi minaccia possa presentarsi attorno a lui. La madre, come il soldato, deve fare attenzione, prevedere e stare in guardia per far sì che la sua famiglia (o la squadra, nel caso del soldato) sia al sicuro. Settimane e mesi trascorsi in questo stato d’animo arrivano a generare estrema stanchezza, sia fisica che mentale.

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Ma cos’è lo stress da ipervigilanza?

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stress da ipervigilanza (Istock photos)

Da sempre associato alla condizione dei soldati in guerra, lo stress da iper vigilanza assume oggigiorno una nuova forma legata alla genitorialità. In estrema sintesi, si tratta di uno stato di ipersensibilità fisica e mentale causato dalla continua individuazione delle minacce e dei pericoli che mettono a repentaglio la sicurezza di se stessi e dei propri cari. Come un soldato al fronte (che deve proteggere se stesso e il proprio battaglione) le mamme si trovano a dover difendere costantemente il proprio bimbo da minacce e pericoli, esterni e interni. La percezione comune è quella che le mamme che trascorrono tutta la giornata con i figli siano più rilassate, e di conseguenza immuni dallo stress che si respira nell’ambito professionale, quando, in realtà, non è affatto così!

L’allerta delle mamme sui possibili pericoli ai quali possono incappare i propri figli- che si protrae per 24 ore al giorno – può generare alla lunga uno stress molto elevato che, innalzando i livelli di cortisolo nell’organismo, sfocia nella tipica stanchezza atavica (fisica e mentale) che ogni mamma si trova a sperimentare dopo aver messo al mondo il proprio bimbo. Perché non si tratta solo di cura, igiene e alimentazione del bambino: gli sforzi delle mamme e dei papà sono volti anche a fare in modo che il piccolo si senta al sicuro, felice, tranquillo e lontano da qualsivoglia pericolo.

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Le mamme sono sempre stanche | Ecco il motivo che gli altri non capiscono

stress
stress da ipervigilanza patologia (Istock Photos)

Le mamme, in modo particolare quelle che hanno la responsabilità esclusiva del piccolo durante il giorno, e la notte, parliamoci chiaro, non staccano mai dal loro ruolo di mamme “soldatesse”. Per loro non vi è uno stacco, anche solo di 5 minuti. Quello che – gli altri – compreso il maritino, faticano a capire è che una mamma non ha:

  • Niente pausa caffè.
  • Niente chiacchierata con i colleghi.
  • Niente “Per oggi ho finito, ci penserò domani!”.

Ecco che le mamme sono spesso soggette alla sindrome di ipervigilanza: una condizione cronica per cui le antenne sono sempre dritte, tese a monitorare i comportamenti del bambino.

  • Se il bambino dorme, la mamma è in allerta per verificarne il respiro.
  • Se il bambino  gioca, la mamma non si distrae mai, per evitare cadute o inciampi.
  • Se il bambino mangia, la mamma è sull’attenti per afferrare al volo le stoviglie prima che cadano a terra.
  • Se il bambino si sta per addormentare, la mamma ha la mano pronta sullo spigolo del comodino per evitare che girandosi il bambino lo colpisca con la testa.

Insomma, mai un momento di svago dagli impegni lavorativi! Ecco spiegato perché le mamme sono sempre sfinite ed esauste. 

Stress da ipervigilanza | I sintomi

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stress da ipervigilanza (Istock Photos)

Lo stato di ipervigilanza si ripercuote sulla nostra salute rendendo croniche alcune condizioni come l’ipertensione, l ’aumento della pressione arteriosa, del battito cardiaco, della produzione di cortisolo e della glicemia. Questi stati peggiorano inevitabilmente la vita della mamma e di coloro che vivono con lei perché incide negativamente anche sul tono dell’umore. L’ansia è strettamente collegata all’ipervigilanza e nel tempo queste condizioni possono poi indurre uno stato depressivo.

L’ipervigilanza di notte è, poi, maggiorata poiché il sonno rappresenta un periodo di totale incoscienza in cui siamo completamente vulnerabili. Per questo in natura gli animali, uomo compreso, cercano rifugi per dormire sentendosi sicuri. L’ipervigilanza in un certo senso impedisce di entrare nella condizione emotiva necessaria per addormentarsi. Si rimane dunque ipervigili, con un’elevata attitudine a sviluppare pensieri negativi e ansia, con la conseguenza di rende impossibile un sonno tranquillo. A sua volta l’insonnia cronica accentua l’ansia e l’ipervigilanza dando vita ad un vero e proprio circolo virtuoso da cui è difficile uscire. La stanchezza cronica porta poi alla necessità di cercare compensi nel cibo, nell’alcol o nel fumo creando ulteriori danni al corpo e alla mente.

I sintomi da stress da ipervigilanza a cui prestare maggiormente attenzione sono:

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Come combattere lo stress da ipervigilanza?

meditazione
stress da ipervigilanza come combatterla (Istock)

Chi soffre di stress da ipervigilanza deve stare molto attenta, poiché questa sindrome potrebbe, a lungo sfociare in un’altra sindrome ancora più grave: la sindrome di Burnout. Cos’è? Anche se questa sindrome è legata alle lavoratrici, può tranquillamente rappresentare anche le mamme sottoposte a stress da ipervigilanza. Infatti, anche in questo caso, la sindrome di burnout è rappresentata da stati di stress cronico per cui la mamma non dispone di risorse e strategie comportamentali o cognitive adeguate a fronteggiare questa sensazione di esaurimento fisico ed emotivo. Pertanto, la mamma, come il lavoratore, che ne è soggetto, arriva al punto di “non farcela più” e si sente completamente insoddisfatta e prostrata dalla routine quotidiana.

Come combattere, dunque, lo stress da ipervigilanza? Per esempio, un metodo sicuro sono le tecniche di rilassamento utili per ridurre lo stato di stress della donna. Tra le molte sottolineiamo:

  • Il training autogeno
  • il rilassamento muscolare progressivo,
  • la meditazione nelle sue varie forme.

Fondamentalmente per superare lo stress, è ritagliarsi uno spazio giornaliero di pace e di contatto con se stessi e di coltivarlo nel tempo. Per superare lo stress, bisogna staccare la spina senza sentirsi in colpa se lo si fa. La colpa peggiore è quella di non dare l’amore giusto al vostro bimbo e, con una mamma ipervigilante, sicuramente non si riesce nell’intento.

Avere ogni cosa sotto controllo è impossibile per chiunque, anche se le donne sono più soggette ad andare in crisi quando questo non accade. Quindi, prendersi del tempo per se per sfogare la tensione è il primo passo, praticando dell’attività fisica giornaliera, o 3 volte la settimana,  rilassandosi con un bagno caldo, un massaggio, una buona lettura o uscendo per un aperitivo con le amiche di sempre, insomma qualsiasi cosa purché lontana dal bimbo (almeno per un’ora) è miracolosa. Inoltre è importante dopo un primo periodo di assestamento, imparare a delegare alcuni impegni riguardanti i figli a familiari di cui ci si fida.

mamma soldato
stress da ipervigilanza (Istock)

(Fonti: mamme.it – filippo-ongaro.com)