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Dado pronto | Un concentrato cancerogeno da evitare?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:01
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Dado pronto | Un concentrato cancerogeno da evitare? I pericoli nascosti del dado in cucina che (forse) non sai ancora. Perché fa male alla salute? E come evitarlo nelle pietanze. I pericoli concreti del dado

dado pronto
dado pronto (Istock)

Il dado pronto da brodo, chi è che almeno una volta nella vita non l’ha usato per preparare brodi vegetali o di carne? Tutti, e più di una volta, lo hanno fatto. Ma sappiamo davvero cosa si nasconde dietro l’etichetta del dado classico? Quello che, alcuni, usano per preparare delle succulente pietanze proprio per i più piccoli di casa. E’ buono direte, certamente, e in piccoli dosi, qualche volta, non fa male ma, se si può evitare è meglio per la nostra salute. Molto usato negli anni ’90, il boom del dado pronto era un must in ogni cucina italiana. Ma gli studi scientifici a riguardo hanno rivelato, nel tempo, aumento di obesità infantile e livelli di colesterolo cattivo altissimi. Motivo? Uso eccessivo uso del dado in cucina. Spieghiamo meglio i pericoli che il dado può apportare alla salute dei consumatori se questo viene usato regolarmente e, cosa importante: sapete come è fatto un dado, davvero?

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Com’è fatto il dado da brodo?

dado informazioni
dado pronto un concentrato cancerogeno? (Istock Photos)

Il dado è presente nelle cucine italiane, soprattutto perché occupa poco spazio, si mantiene a lungo ed è rapido e facilissimo da usare. C’è chi lo utilizza per preparare gustosi piatti a base di brodo e chi lo sfrutta per insaporire pietanze di ogni genere. Ma il dado da cucina è davvero sicuro? Secondo gli esperti, la risposta sarebbe no. E, come è fatto? Scopriamolo insieme.

Tutto parte dal lontano. Era infatti il 1850 quando il barone von Liebig cambiava per sempre la storia della cucina mondiale inventandosi un concentrato di carne e verdure che, nel corso del tempo, sarebbe diventato conosciuto al mondo intero con il nome “dado”o con l’espressione “dado da brodo”. Da qualche tempo numerosi esperti hanno messo in evidenza come un uso costante del dado da cucina potrebbe essere nocivo a causa della sua composizione che, non è per nulla salutare. Com’è composto un dado? 

Perché il dado pronto, secondo gli esperti, è un concentrato cancerogeno da evitare? La risposta è data da un epidemiologo che ha spiegato la composizione del dado pronto. In pratica all’aumentare della temperatura aumentano le sostanze cancerogene e, considerato che il dado è composto da scarti di macelleria che vengono macinati e cotti a lungo per farli concentrare, essi sono un concentrato di sostanze cancerogene.

Il dado da cucina contiene ingredienti estratti chimicamente da scarti animali e vegetali. Vi basterà leggere l’etichetta per accorgervi della presenza di ingredienti dai nomi sconosciuti ed impronunciabili, proprio perché si tratta di sostanze chimiche e quasi mai naturali.

Il vero nemico per la nostra salute contenuto nel dado da cucina è comunque il sale. Oltre agli estratti di carne, di pesce o di verdure, i dati da brodo contengono un elevato contenuto di sale o glutammato di sodio, che contribuiscono ad alzare la pressione arteriosa in soggetti predisposti. Il dado in genere è molto salato: circa la metà del peso di un singolo dado è costituito proprio dal sale.

Il dado del supermercato contiene quindi elevate quantità di GLUTAMMATO MONOSODICO (sigla E621) una eccitotossina cancerogena che in Italia ancora dilaga mentre in altri paesi come ad esempio in Regno Unito è stato tolto dai dadi da cucina per i numerosi studi che lo collegano all’insorgenza di tantissime patologie.

Quindi quando ci chiediamo se il dado faccia bene o male, il primo pensiero ricorre subito al Glutammato ma, sappiamo davvero cos’è?

Gutammato monosodico nei dadi | Pericolo per la salute?

dado pronto
dado pronto un concentrato cancerogeno da evitare (IStock)

Il glutammato monosodico è invece uno degli additivi più utilizzati nei cibi industriali, in particolar modo nei dadi. Sulla dannosità di questa sostanza, però, ci sono ancora diversi dubbi anche se di recente l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e l’European Food Information Council, hanno dichiarato di non considerare il glutammato una sostanza particolarmente dannosa se assunta nelle dosi impiegate nei cibi industriali.

Il sale comune, rispetto al glutammato, tende a incidere in maniera minore sull’innalzamento della pressione arteriosa anche se in soggetti predisposti può provocare palpitazioni, vasodilatazione, mal di testa, capogiri e vampate di calore.

È bene però fare attenzione anche alle etichette nutrizionali presenti sulle confezioni, in quanto le aziende produttrici spesso riducono la quantità di cloruro di sodio compensandola con un aumento del glutammato, quindi se siete soggetti ad innalzamenti della pressione sanguigna controllate sempre le etichette prima di acquistare questi prodotti.È comunque bene specificare che dal momento che i dadi da cucina pesino solo pochi grammi, la quantità di grassi in essi contenuti non rappresenta un pericolo per la salute.

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Dado pronto | Ecco il vero pericolo da evitare

sale
dado pronto ecco cosa devi evitare (Istock)

Se il glutammato monosodico può far male, è ancora più vero che il vero nemico presente nel dado è il sale contenuto. Ma partiamo da alcuni dati che il Ministero della Salute ha reso pubblici per quanto riguarda la pericolosità di un uso eccessivo di sale in cucina.

In Italia il consumo medio di sale procapite è circa 10-15 grammi giornalieri, cioè 2- 3 volte superiore a quanto raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Numerosi studi hanno dimostrato che vi è uno stretto legame tra quantità di sale assunta con la dieta e pressione arteriosa. L’eccessivo consumo giornaliero di sale è, infatti, uno dei principali responsabili dell’insorgenza di ipertensione arteriosa che causa patologie dell’apparato cardio e cerebrovascolare. Per cercare di prevenire le patologie correlate ad un eccessivo consumo di sodio, l’OMS ha sviluppato un’intensa attività di studio che ha portato, tra l’altro, a raccomandare un introito giornaliero pro capite di sale inferiore a 5 grammi.

Basti pensare che circa 11g di dado da brodo contengono (mediamente) il 50% di sale (sia esso iodato o marino), quindi più di 5 grammi cadauno: questo serve a rendere il prodotto decisamente saporito e, quindi, appetibile per il consumatore (un pò come accade per il glutammato monosodico). Gli alimenti, però, a cui aggiungiamo il dado alla ricerca di un sapore più deciso, contengono già di per sé una certa quantità di sale: quello che aggiungiamo durante la fase di cottura, quindi, è soltanto un “di più” capace di spingerci a superare la quantità che dovremmo consumare giornalmente. Il grosso problema di questo condimento è che contiene sodio che, se assunto in dosi elevate, può rivelarsi problematico per la salute dei consumatori. Ecco perché è bandito, per esempio, nelle prime pappe dei bambini e fino ad un anno di vita.

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Tutti i dadi in commercio fanno male?

dado pronto
dado pronto cosa devi sapere (Istock)

Il dado vegetale, in particolare quello derivante da ingredienti di origine biologica, è quello più indicato, in quanto contiene grassi più salutari e non vi è traccia di grassi animali. Per quanto riguarda i dadi di carne o di pesce è meglio evitare poiché i grassi in essi contenuti dipendono dal taglio di carne o dal tipo di pesce con i quali viene realizzata la preparazione e la maggior parte dei dadi che si trovano in commercio, nei supermercati, usano scarti da macelleria.

Detto ciò, secondo gli esperti il dado da cucina non rappresenta un pericolo reale per la nostra salute se usato nelle giuste quantità e una volta ogni tanto.

Il consiglio è quello di confrontare i valori nutrizionali dei vari marchi e scegliere quello con un minore contenuto di grassi e di sodio. Come ovvio, sarebbe preferibile utilizzare – come alternativa al dado industriale – un brodo vegetale o di carne fatto in casa, con ingredienti genuini e una ridotta percentuale di sale. Ed è proprio per questo motivo che vi invitiamo a seguire la ricetta di seguito: come fare un dado a casa! Il miglior modo per averlo fresco, genuino e adatto alla salute!

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Come fare il dado vegetale a casa | La ricetta

dado pronto ricetta
dado pronto un concentrato cancerogeno? (Istock)

Il dado da brodo è molto semplice da fare e possiamo personalizzarlo con le verdure e aromi che ci piacciono di più! Così oltre ad essere completamente naturale e salutare, sarà anche più buono! Scopriamo gli ingredienti utili e il procedimento:

Ingredienti per 12 cubetti di dado

  • 500g di verdure miste: 1 zucchina, 1 gambo di sedano, 1/2 cipolla, 2 carote, 1 patata piccola (si possono anche mettere piselli, prezzemolo, bietole, scalogno)
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
  • 150g di sale marino integrale o sale iodato
  • spezie a piacere

Procedimento

  • In una padella mettiamo le verdure tagliate a dadini (precedentemente lavate). Aggiungiamo un cucchiaio di olio extravergine di oliva.
  • A fuoco medio facciamo appassire per circa 10 minuti continuando a mescolare.
  • Aggiungiamo il sale e facciamo cuocere per 10 minuti.
  • Versiamo il tutto nel frullatore. Facciamolo triturare per bene e poi lo rimettiamo in padella per circa 5 minuti mescolando.
  • Versiamo il composto in un foglio di carta forno, con un cucchiaio formiamo un panetto rettangolare e mettiamo in freezer per 12 ore.
  • Poi con un coltello formiamo i cubetti, ne otterremo 12 circa.

Il dado vegetale fatto in casa è pronto! Conserva il dado in un contenitore ermetico nel freezer.

Ricordiamo infine che, se si ha intenzione di insaporire in maniera efficace i propri piatti e di stare tranquilli per quanto riguarda la salute, il dado vegetale è un’ottima scelta.

Dado vegetale fatto in casa | La ricetta semplice – VIDEO

(Fonti: ministerodellasalute.it – dionidream.it – pazienti.it)