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Allattare al seno diminuisce la Sclerosi multipla nelle donne affette

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:20
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Maternità e Salute | Allattare al seno diminuisce la Sclerosi multipla nelle donne che ne sono affette. Ricerche scientifiche affermano la malattia può calare solo se si eseguono alcuni standard nell’allattamento

allattamento al seno
sclerosi multipla e allattamento al seno
Foto da iStock

L’arrivo di un figlio, per anni, è stato considerato un “ostacolo” alla gestione della sclerosi multipla. Con il tempo, dopo aver rassicurato le donne ammalatesi circa la possibilità di avere un figlio, giunge un’altra informazione confortante in merito alla modalità di alimentazione seguita nel primo anno di vita. “Allattare il proprio figlio al seno non è pericoloso per le donne con la sclerosi multipla. Anzi, seguire alla regola le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (allattamento esclusivo per i primi sei mesi e, se possibile, fino ai 2 anni), ridurrebbe le probabilità di vedere riacutizzarsi la malattia.” Queste le indicazioni che la Fondazione Veronesi suggerisce. Scopriamo di più sulla sclerosi multipla per le neo-mamme, come comportarsi e quali standard seguire nella fase dell’allattamento al seno

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Sclerosi multipla e Allattamento | Lo studio sugli effetti benefici

Allattamento e ciclo mestruale irregolare
Sclerosi multipla e allattamento Fonte: iStock Photo

Durante la gravidanza in alcuni casi la sclerosi multipla può regredire. Dopo il parto la donna è nuovamente soggetta a ricadute e per questo molti medici consigliano di riprendere tempestivamente la terapia, ma questo comporta la non possibilità di allattare poiché i farmaci metabolizzati passano nel latte e di conseguenza possono recare danno al neonato. Fino a quando è arrivata una notizia positiva per le neo mamme affette da Sclerosi multipla. Una ricerca condotta da cinque ricercatori californiani ha avuto proprio come obiettivo gli effetti che l’allattamento al seno ha sulle donne affette da Sclerosi multipla.

Il loro lavoro è consistito nel passare in rassegna le conclusioni di 24 studi realizzati tra il 1980 e il 2018, coinvolgendo quasi 3.000 donne. Obiettivo del loro lavoro è stato quello di determinare se l’allattamento al seno sia o meno associato a una riduzione delle recidive post-partum della sclerosi multipla. Le probabilità di andare incontro a una riacutizzazione della malattia sono risultate sensibilmente ridotte, di una quota compresa tra il 37 e il 43 per cento (a seconda degli studi considerati). I dati più significativi sono stati ottenuti da quei lavori in cui l’allattamento esclusivo aveva avuto una durata di almeno due mesi: con benefici rilevabili fino a sei mesi dopo il parto.

Ci sono studi contrastanti sugli effetti dell’allattamento sulla sclerosi multipla, ma tutti concordano che allattare non comporti un maggior rischio di ricadute. Anzi, la maggior parte di essi propendono verso l’allattamento e ipotizzano un effetto protettivo sulle ricadute. Se iniziare o interrompere l’allattamento sarà un’importante decisone da prendere assieme ai professionisti che seguono la donna, in base al desiderio di allattare e le condizioni cliniche prima e durante la gravidanza.

L’allattamento esclusivo al seno è raccomandato almeno per 6 mesi, ma se si dovesse interrompere per ricominciare anzitempo la terapia, ne permangono gli effetti benefici.

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Sclerosi multipla | Cos’è e come affrontarla

sclerosi multipla donna
sclerosi multipla e allattamento (Istock)

Come spiegato dal sito aism.it, “la sclerosi multipla (SM) è una malattia complessa, della quale non si conoscono ancora le cause e per la quale non esiste ancora una cura. Spesso, quando si riceve una diagnosi si pensa al peggio, a una malattia in grado di condurre rapidamente alla disabilità”.

Grazie ai progressi della ricerca scientifica, però, oggi la maggior parte delle persone con sclerosi multipla riesce a portare avanti i propri progetti e a realizzare i propri sogni.

La sclerosi multipla determina lo sviluppo di focolai infiammatori che danneggiano il sistema nervoso centrale causando, a seconda delle aree colpite, problemi nel movimento, nell’equilibrio, nella percezione degli oggetti e nel pensiero.  

Le donne hanno un rischio di ammalarsi doppio rispetto agli uomini. Gli studi confermano che la sclerosi multipla non riduce la fertilità della donna né condiziona il buon esito della gravidanza e, soprattutto, non è ereditaria.

Per sconfiggere o meglio, curare il più possibile la sclerosi multipla, un’informazione corretta e molto dettagliata nonché aggiornata è indispensabile sin dal momento della diagnosi. Non solo per la persona affetta da sclerosi multipla, ma anche per i suoi familiari, parenti e conoscenti.

Sclerosi multipla e i benefici dell’allattamento esclusivo

allattamento
sclerosi multipla e allattamento, i benefici (Istock)

Sul sito della fondazioneveronesi.it si legge che: “Sebbene i tassi di recidiva della sclerosi multipla tendano ad aumentare nei tre mesi successivi al parto, al punto che una giovane mamma ammalata su 3 ha una ricaduta in questa fase, l’allattamento al seno potrebbe proteggere dalle ricadute della sclerosi multipla. Sulla base di queste evidenze, le donne con questa malattia dovrebbero essere incoraggiate ad allattare in maniera esclusiva il proprio bambino, quando possibile.”

I vantaggi, sebbene emersi soprattutto dalle donne alle prese con una malattia di grado lieve, riguarderebbero tutte le donne affette da sclerosi multipla. A livello fisiologico, il beneficio sarebbe determinato dalle conseguenze delle oscillazioni di alcuni ormoni. Nel caso specifico, la prolattina (che aumenta), il GnRH e l’LH (che vengono soppressi), dalle cui variazioni dipende anche la soppressione dell’attività ovarica e l’interruzione del ciclo mestruale che si registra durante l’allattamento.

Allo stesso modo, sembrerebbe che i bambini allattati abbiano un rischio inferiore di sviluppare la malattia negli anni successivi. Il livello di rischio di ricadute dovrebbe essere valutato in base allo stato di salute di ogni singola paziente, tenendo conto delle sue condizioni cliniche durante l’anno precedente il concepimento e il periodo della gravidanza.

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Quali sono i sintomi della Sclerosi multipla?

sclerosi multipla donna
sclerosi multipla e allattamento (Istock)

I sintomi della patologia dipendono dalla localizzazione dei focolai di demielinizzazione: essi possono essere molto variabili da individuo a individuo e durante il decorso della  patologia dello stesso soggetto, e imprevedibili nella loro manifestazione temporale. Tali sintomi che possono essere variabili, sono:

  • disturbi motori,
  • sensitivi,
  • visivi,
  • dell’equilibrio e della coordinazione,
  • urinari,
  • sindromi dolorose
  • disturbi emotivi.

Nella maggior parte dei casi, la malattia è caratterizzata dall’alternarsi di fasi acute, definite ricadute, seguite da regressioni in parte complete; nello specifico, si definisce “ricaduta”, “recidiva” la comparsa di nuovi sintomi o il peggioramento di sintomi preesistenti della durata di almeno 24 ore, in assenza di febbre.

La gravidanza, il parto, l’anestesia epidurale e le ricadute durante i primi mesi dopo il parto non hanno alcun impatto sul grado di disabilità nel lungo termine: in altre parole, una donna che ha avuto figli non svilupperà una disabilità più grave rispetto a una che non ne ha avuti.

(Fonti: fondazioneveronesi.it – aism.it)

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sclerosi multipla e allattamento i benefici (Istock)