Serie tv | “You”, la seconda stagione presto su Netflix

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Dopo Natale arriva la seconda stagione di “You” su Netflix, come muta la violenza affettiva e l’attaccamento spasmodico alla ricerca di un amore perfetto. Viaggio alla scoperta dello stalking.

Il cast della serie "You"
Il cast della serie “You” (Getty Images)

Lo stalking come ossessione e deriva della nostra coscienza verso qualcosa o peggio qualcuno, che nasconde – nemmeno troppo – la nostra smania di possesso e bramosia di sentimenti non corrisposti fino a mettere in scena un perenne teatro dell’assurdo che sfocia in un delirio degenerante. Tutto questo, forse anche di più, sa essere la seconda stagione di You.

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Arriverà su Netflix dopo Natale, c’è grande attesa dopo la prima stagione che si è rivelata un cult. Il format scenico è partito da una piaga sociale sottovalutata per dar vita ad una serie di intrighi e sotterfugi che alimentano il pathos e la tensione scenica nei confronti di un pubblico mai sazio di morbosità. Questo secondo capitolo cambia locazione: non siamo più a New York ma a Los Angeles, dove Joe si è trasferito per cercare di porre fine ai suoi tormenti.

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La premiere di "You"
La premiere di “You” (Getty Images)

Ci è riuscito parzialmente, la California che doveva essere intesa come linea di demarcazione fra presente e passato si erge a propulsore massimo della follia, portando con sé una sequela di fragilità che sfoceranno in schizofrenia omicida. Sempre con il fine ultimo di trovare la perfezione. Nei sentimenti e nella routine.

Se è possibile, il dilemma a cui ruota attorno questo secondo capitolo è proprio il bisogno spasmodico di programmare, gestire, organizzare: l’uomo, in quanto senziente, si trasforma nel destino – a volte il peggior incubo – di vittime inconsapevoli entrate nella vita di tutti i giorni da cui è difficile uscire. Diventa difficoltoso spezzare quel sempiterno cordone ombelicale, a costo di voler coercizzare chiunque provi a prendere strade diverse ed allontanarsi.

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You, come suggerisce il titolo, potremmo essere tutti noi. Soltanto che non ce ne accorgiamo, oppure facciamo finta di non vedere: proprio per questo la seconda serie ha suscitato più di qualche polemica, per via dell’esasperazione continua di un problema – una piaga sociale – estremizzata in action movie che strizza l’occhio agli splatters.

Dal canto suo Netflix ha già annunciato una terza stagione, perchè, se è vero che i delitti e il loro mistero attirano e solleticano il fascino di platee sempre più vaste, è altrettanto consono riflettere su come la violenza affettiva possa sconfinare dai canoni della sceneggiatura per invadere la realtà che, man mano, tende a farsi sempre meno rassicurante. “You 2” è l’esasperazione di qualcosa che esiste già, deve fungere da campanello d’allarme per farci rimanere vigili su quel che ci accade. In special modo riguardo alla gestione di affettività e sentimenti, contro la morale distorta che alcuni meccanismi (non solo filmici) tentano di propinare.

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