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I bambini capricciosi a tavola sono i più felici | Ecco il motivo

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I bambini capricciosi a tavola sono i più felici | Il motivo psicologico e come capire se tuo figlio è davvero felice attraverso questi comportamenti

bambina a tavola
i bambini capricciosi a tavola sono i più felici (Istock)

Da sempre, e chi ha un figlio lo sa, i bimbi “capricciosi” a tavola sono stati la croce di molti genitori che, a volte stanchi di ripetere “a tavola si sta seduti e composti”, non sanno più cos’altro pensare. Ecco, una risposta a questi comportamenti ora esiste: i vostri bimbi “capricciosi” sono felici! E a dirlo è la psicologia. Un sospiro di sollievo – almeno su questo – per le mamme che pensavano “al peggio” nel vedere i propri pargoletti così disubbidienti a tavola. Ma per sapere se vostro figlio sia veramente felice esistono altri comportamenti, segnali che, inconsciamente il bimbo comunica al mondo che lo circonda (e a voi). Molte volte questi segnali non vengono compresi dai genitori perché non riconosciuti come motivo di felicità – vedi i capricci a tavola per esempio -, ecco perché è importante saperli riconoscere in tempo, per poter valutare in anticipo se vostro figlio è felice per davvero! In particolar modo esistono 3 tipi di comportamenti (o segnali) che il vostro bimbo avrà se sarà felice. Scopriamo insieme quali sono

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I 3 segnali per capire se tuo figlio è felice

bambini felici
I bambini capricciosi a tavola sono i più felici (Istock)

Un bambino felice crescerà in armonia con se stesso e con il mondo che lo circonda diventando un adulto soddisfatto. Ma si può rinchiudere la felicità in soli tre punti? Assolutamente no, anzi, essere felici è un lavoraccio! Però, se ogni bambino infelice è infelice a modo suo – parafrasando Tolstoj – tutti quelli sereni si assomigliano. Ecco tre caratteristiche che identificano un bambino felice

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1° Segnale | Racconta volentieri quello che fa

bambina e mamma
i bambini capricciosi a tavola sono i più felici (Istock)

Uno dei segnali per capire se vostro figlio è davvero felice è vedere se vi racconta volentieri quello che fa a scuola, all’asilo o comunque nella sua giornata. Infatti, un bimbo che racconta ciò che gli succede nella giornata è sintomo di un bambino in armonia con se stesso, soddisfatto e felice. Sì, felice.

Il racconto è uno strumento che i bambini hanno per rivivere e rielaborare le proprie esperienze. Saranno particolarmente contenti di raccontarvi ciò che hanno fatto durante la giornata, se è stato appagante. Una narrazione sana e serena è piuttosto obiettiva (non del tutto: ciascuno di noi interpreta i fatti in modo soggettivo; l’importante è che il racconto sia aderente alla realtà), ricca di particolari, mette in evidenza la componente emotiva e non nasconde gli errori.

Anche a casa, un bambino sarà orgoglioso di mostrare i propri disegni, i lavoretti, i giochi: è sicuro di riceverne un giudizio positivo, ma anche preziosi suggerimenti per migliorare sempre di più. Al contrario, un bambino che si rifiuta di raccontare quello che ha fatto, probabilmente ne soffre; questo è particolarmente vero per la scuola, ma anche per l’attività sportiva. La reticenza indica il desiderio di nascondere qualcosa, spesso la percezione della propria incapacità. Questa difficoltà di esprimersi deve essere trattata con attenzione: non si tratta necessariamente di una tragedia, ma è un indicatore che c’è qualcosa che non va.

2° Segnale | Ricerca sempre nuove sfide

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I bambini capricciosi a tavola sono i più felici (Istock)

Un bambino che va alla ricerca sempre di nuove sfide sarà un bimbo felice. Si tratta di una motivazione primaria, insita in tutti gli esseri umani. Un bambino che vive in cerca di sfide è appagato, si sente sicuro di sé al punto di mettersi alla prova. Questo significa che la sua autostima si sta sviluppando forte e che non avrà timore di mettersi in gioco.

L’autostima è sicuramente un campanello che indica che un bambino ha un approccio positivo alla vita, una componente questa fondamentale per essere sereni.

Mentre, quei bambini scoraggiati, demotivati e timorosi verso le novità, cercheranno di consolarsi con semplici attività quotidiane. Infatti, nella speranza di ricevere consenso e mostrare, a sé e agli altri, il loro valore, il bambino con bassa autostima difficilmente è sereno. Esso vive col timore di essere giudicato e con il peso di far riconoscere le proprie qualità al mondo che lo circonda.

In breve, quindi, il bambino sicuro segue gli amici nei nuovi sport e in nuove esperienze; è propositivo e sempre in movimento. Si impegna in una sana competizione, riconoscendo il valore dell’esercizio e dell’allenamento. E’ un vero e proprio “vulcano” in tutto e per tutto.

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3° Segnale | E’ curioso e vi pone mille domande

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I bambini capricciosi a tavola sono i più felici (Istock Photos)

La curiosità nel bambino non dobbiamo interpretarla come “l’essere diligenti a scuola” per esempio. Non è detto che un bimbo che ha elevati profitti scolastici sia comunque felice. Sicuramente lo è per la gioia dei suoi genitori ma questo non prelude alla felicità del bambino stesso. La curiosità, in questo caso, è legata al suo senso di efficacia, un po’ come la ricerca di sfide. Ragazzi felici si sentono artefici del proprio destino e fanno del loro meglio per imparare quanto più possibile.

La curiosità può essere incanalata in mille direzioni, che non necessariamente ricalcano fedelmente i programmi scolastici. Ci sono segnali più importanti: il bambino curioso legge molto, cerca immagini degli argomenti che ne suscitano l’interesse, si informa, visita volentieri posti nuovi, fa sempre mille domande. 

Aiutare il bambino ad essere felice

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i bambini capricciosi a tavola sono i più felici (Istock)

I tre segnali appena descritti ci indicano come un bambino può essere felice anche se a noi genitori appare, magari, solo “capriccioso” o “irrequieto”. Insomma, capire i suoi modi di esprimersi e di esprimere la sua felicità, è molto importante per crescere bimbi sani e sereni. Dunque, cercate di lavorare su tutti e tre i punti, in modo da rafforzare autostima, curiosità e piacere di raccontaresiate curiosi anche voi nei confronti della vita dei vostri bimbi, ricordandovi di non essere invadenti.

L’importante è mantenersi positivi, perché la felicità dei bambini dipende da quella dei genitori. Educare alla felicità attraverso il buon esempio ed essere attenti osservatori è quello che dovreste fare. Se vostro figlio non corrisponde ad uno dei segnali indicati, questo non vuol significare che sia infelice, ma in questo caso sarete voi genitori a scoprire e risolvere la causa del piccolo problema. Gli aspetti da affrontare nel corso dell’educazione sono moltissimi: riconoscere i propri limiti, imparare a non farsi condizionare dal giudizio esterno, vincere il timore degli altri. Essere genitori non è una passeggiata, e voi lo sapete bene! Si cresce insieme e insieme si potrà essere felici.

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Se vostro figlio fa i capricci a tavola è felice(Istock)