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Voglia di modificare il partner? E’ la Sindrome di Pigmalione

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Vogliamo modificare il nostro partner costantemente pensando che così saremo una coppia felice? Ma alla fine non è così: Si chiama Sindrome di Pigmalione e puoi esserne vittima anche tu

coppia
sindrome di pigmalione nella coppia (Istock)

L’amore è complicato, direbbero in tanti, ma a volte non è così. Spesso – anzi la maggior parte delle volte – scegliamo il nostro partner perché inconsciamente siamo affette/i della cosiddetta Sindrome di Pigmalione. Cos’è? La motivazione che ti spinge a modificare il partner “sperando” di trovare la felicità in coppia ma alla fine non è così. Ecco che allora, ci ritroviamo a ri-cambiare il partner e a ripensare nuovamente: “E’ una persona fantastica! Ci sono solo alcune cose che col tempo riuscirò a fargli cambiare”. Quante volte abbiamo sentito queste parole e quante volte si sono rivelate soltanto un’ illusione. Cosa ci porta a scegliere il nostro partner? Cosa ci fa innamorare di una persona e ci porta a instaurare una relazione? Potrebbe sembrare facile rispondere; sappiamo cosa ci ha attratto di una persona e perché, cosa ci piace di lui o lei. Spesso però risuonano questi pensieri: “Certo se non fosse per il modo di parlare, se leggesse di più, se mangiasse di meno, se si vestisse meglio… sarebbe perfetto. Ma in fondo queste sono cose che possono cambiare.”

Morale? Siamo affetti da quella che in psicologia è denominata Sindrome di Pigmalione e la cosa bella è che non ce ne rendiamo conto, ci ritroviamo in un’aspirale senza uscita, come un cane che si morde la coda senza capirne il motivo! A volte capita anche che rimaniamo con il nostro partner anche se sappiamo che forse, non è proprio la persona giusta per noi, però c’è qualcosa al nostro interno che ci spinge ad andare avanti, a non mollare, a riprovarci ancora e a non cambiare partner. Mentre, altre volte, capita che cambiamo partner anche se quest’ultimo sembra perfetto. La risposta a questi interrogativi può essere ricercata nel modo, singolare, che ognuno di noi pensa all’ innamoramento e nel modo, ancor meno singolare e propriamente inconscio di come siamo spinti dallo scegliere sempre lo stesso partner e a volerlo plasmare a nostro ideale! C’è da chiedersi a questo punto se siamo sicuri di essere innamorati del nostro partner per come è oppure dell’ideale che noi abbiamo di lui/lei, di ciò che pensiamo possa diventare: o meglio dell’idea di come dovrebbe essere. Questo atteggiamento, in verità molto comune, è noto anche come sindrome di Pigmalione.

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La Sindrome di Pigmalione in amore | Cos’è

la mappa dell'amore, come scelgiamo il partner
sindrome di pigmalione cos’è (Istock Photos)

Per alcuni di noi, ci sono momenti della vita in cui innamorarsi sarebbe una sfortuna: perché l’innamoramento è un’esperienza impegnativa, assorbe molte energie e potrebbe distogliere da traguardi personali che in quel momento non contemplano la coppia. Mentre da un’altra parte, cambiamo partner perché, appunto, non ci sembra “quello giusto” per noi. Ma cambiamo partner anche per motivi antropologici, vale a dire perché siamo dei monogami seriali: cioè quel senso di indipendenza che è latente dentro ogni essere umano e che ci spinge ad evolverci. Oppure, cosa molto più attendibile, siamo (inconsciamente) “vittime” della Sindrome di Pigmalione. Cos’è? L’illusione di cambiare partner cercandone un altro “migliore” e scegliendo, però, sempre la stessa tipologia e finendo con il plasmarlo come vorremmo noi! Subdolo? No, affatto, lo facciamo quasi tutti, uomini e donne, quando siamo alla ricerca smodata della giusta parte di mela! Ma spieghiamo meglio il concetto che sta alla base della Sindrome di Pigmalione.

Nella mitologia greca si narra la storia di uno scultore chiamato Pigmalione, che dopo aver plasmato una splendida statua in avorio raffigurante il suo ideale di femminilità e di bellezza, se ne innamora. Consumato da un amore impossibile, prega Afrodite di concedergli in sposa l’essere creato dalle sue mani, rendendolo una creatura umana. Commossa da questo suo stato di perdizione amorosa, la dea esaudisce le preghiere di Pigmalione, dando vita alla statua: Galatea.

Come lo scultore greco modellava continuamente la sua statua per migliorarla fino a raggiungere la perfezione, così nella Sindrome di Pigmalione, la persona amata non viene totalmente apprezzata per quello che è, ma per quello che potrebbe essere cambiandola per adattarla sempre più alle proprie aspettative.

Colui che vive la Sindrome di Pigmalione vorrebbe cambiare il partner sulla base di ciò che considera desiderabile, giusto e bello, vivendo la relazione nella prospettiva di un cambiamento. Può essere molto gratificante prenderci cura dell’altro tanto da impegnarci a tirare fuori il meglio di lui. Ma quando non è questo ciò che motiva le nostre azioni, quando alla base c’è il desiderio di cambiare l’altro, come ci sentiamo?

La difficoltà di accettare le imperfezioni del partner

comportamenti di coppia
sindrome di pigmalione Fonte: Istock

Alla base del desiderio di cambiare il proprio partner vi è a volte la difficoltà ad accettare le “imperfezioni” che percepiamo nell’altro. Queste imperfezioni ci parlano delle differenze tra ciò che l’altro è realmente e quello che consideriamo il nostro modello (come dovrebbe essere il nostro partner). L’ideale a cui facciamo riferimento ci sembra il meglio a cui si possa aspirare, ma siamo certi che sia la cosa migliore per l’altra persona o lo è piuttosto per noi stessi?

Pigmalione crea la sua Galatea, una statua in tutto e per tutto frutto della sua fantasia, che non sceglie di essere creata ne animata. Nella relazione, al contrario, ci confrontiamo con persone che, come noi, hanno diritto di esprimere la propria individualità, con aspetti positivi, ma anche negativi. Quello che dobbiamo capire è se i difetti che l’ altro manifesta sono intollerabili per noi.

Allora chiediamoci anche sulla base di cosa noi abbiamo scelto, o ci siamo fatti scegliere dal nostro partner. Se abbiamo prestato attenzione a quegli aspetti per noi importanti, o cosa abbiamo pensato accorgendoci della loro assenza. Perché scegliamo proprio quel partner?

L’amore è come una ricetta | L’ingrediente segreto è la conoscenza

coppia felice
sindrome di pigmalione nella coppia cos’è (Istock Photos)

Scegliere è un atto di responsabilità: scegliamo sulla base dei nostri bisogni, non sempre così espliciti, valori e interessi. Scegliamo l’altro per il modo in cui questi ci fa sentire. Scegliere l’altro implica quindi prima conoscere effettivamente di cosa noi abbiamo più bisogno, e come cerchiamo di ottenerle, cosa ci spinge verso l’altro. Proviamo con un esempio, Qual è la nostra ricetta dell’amore?

Immaginiamo l’amore come una torta. Se non so che torta voglio finirò per scegliere gli ingredienti a caso. Se voglio un pan di spagna non posso dimenticare le uova! Ma una volta scelta la torta, saprò che alcuni ingredienti sono fondamentali, ciò che per me è importante. Altri ingredienti possono essere superflui o indifferenti, utilizzare della scorza di arancia o limone per me è uguale, così alcuni aspetti non saranno così determinanti. Infine ci sono alcuni “ingredienti” assolutamente da evitare in un dolce, come l’aceto. Oppure a cui io sono allergico. Inutile mettere gocce di cioccolato se mi danno allergia e pretendere poi di eliminarle una a una! Così è difficile pensare di innamorarsi di una persona che si dichiara amante solo del calcio e poi trascinarlo al balletto dell’opera o a una lettura di poesie russe! Che tipo di torte abbiamo provato a cucinare e con quale risultato? Assumiamoci la responsabilità di aver sbagliato ricetta, la buona notizia è che si può sempre migliorare.

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Le conseguenze della Sindrome di Pigmalione

coppia in crisi
sindrome di pigmalione crisi di coppiaFonte: Istock

Vivere un matrimonio o una relazione amorosa con queste persone è difficile e nascono tensioni dovute alle frasi che spesso ci si sente dire che manifestano questa sindrome. Frasi come “se solo fossi più magro, se ti vestissi meglio…” semplici affermazioni che evidenziano la non totale accettazione dell’altro per come è, e la volontà di conformarlo alla figura ideale che si ha nella mente. Chi vive questo pensiero, ama un ideale che non corrisponde e non corrisponderà mai alla realtà.

Oltre ad un inevitabile senso di insoddisfazione che permeerà tutta la relazione di coppia, nascerà una forma di risentimento nel partner che non si sentirà accettato, amato e non saprà come adeguarsi a questo continuo giudizio espresso contro la sua persona. La conseguenza di questo è un allontanamento emotivo ed un calo di desiderio per arrivare, poi, ad un’atmosfera basata su litigi e contrasti continui. La relazione che nasce con queste premesse è destinata a fallire, a diventare morbosa e complessa.

L’attesa di un futuro migliore e perfetto non è altro che una fuga dalla realtà, perché non ci è dato conoscere come sarà il futuro e, soprattutto, non è detto che, se la persona migliorasse aspetto fisico, peso forma o abbigliamento, potrebbe piacerci davvero. Questa sindrome manifesta la proiezione di alcune necessità di un partner sull’altro.

Il partner non ha quel bisogno che abbiamo noi, lui è come è e sta probabilmente bene così e questo mettersi eventualmente in discussione per andare incontro alle richieste dell’altro modificando la propria persona potrebbe, persino, snaturare la propria essenza.

L’amore è, anche e soprattutto, accettazione dell’altro per come è, nei propri pregi e difetti, nella complessità che manifesta e con il quale ci si mette in gioco quando ci si innamora e si entra in una relazione di coppia. Quando ci infatuiamo, siamo presi da emozioni e passioni che ci nascondono i difetti altrui.
Questi stessi emergono poco dopo, quando l’erotismo lascia spazio ad un’affettività differente ed è li che si manifesta la complessità del carattere di una persona. A questo punto, nasce l’amore vero e si accetta la persona nella sua totale complessità, oppure, si va verso la sindrome di Pigmalione, nel desiderio di modificare il partner per perfezionarlo in base alle nostre esigenze. Da questa seconda ipotesi nasceranno malesseridissapori e una relazione insoddisfacente.

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Cosa scatta nella mente dell’uomo che scappa dall’amore?

uomo che scappa dall'amore
sindrome di pigmalione (istock photos)

Quello che l’altro – inconsciamente o per strategia – adotta per non innamorarsi di una persona è il risultato di una strategia in piena regola che mettiamo in campo forse per paura o per spirito dell’avventura. Ci sono persone che non amano l’innamoramento e l’amore e usano strategie mirate affinché ciò non succeda. Magari è capitato anche a te, o sei stata vittima di un uomo o donna che, senza apparente motivo, scappava o si dileguava nel giro di un attimo proprio nel momento più bello, l’inizio. Perché? Questa è la domanda che ti ponevi, o ti poni tuttora, senza una risposta coerente. Oggi scopriamo appunto le strategie del non innamorarsi. Cosa scatta nella mente dell’uomo/donna che scappa dall’innamoramento? Pensieri e tattiche.

  • se il primo incontro va bene, e magari scappa anche un bacio, ciò che scatta nella testa del “fuggitivo” è: bisogna passare al sodo il prima possibile evitando implicazioni sentimentali.
  • Non vedere più di due volte al mese la stessa persona e, possibilmente mai vedere la stessa persona dopo aver raggiunto lo scopo primario.
  • Ridurre al minimo indispensabile le coccole pre e post amplesso per ridurre la produzione di ossitocina, l’ormone che favorisce il legame amoroso.
  • Lasciando passare del tempo tra il primo incontro e i successivi, magari uscendo anche con altri partner nel frattempo.
  • La tecnica del naso: evitare di guardare l’altro diritto negli occhi e concentrarsi sul guardare il suo naso.
  • Evitare l’empatia. Raccontare il meno possibile su di voi, o almeno, sulle esperienze che vi hanno davvero segnato. In tal modo l’empatia non nascerebbe, evitando l’insorgere di un legame.
  • Mai frequentarsi in compagnia di amici. Il legame diventerebbe una relazione alla luce del sole. Evitare anche amicizie sui social network, Facebook in particolare, ma anche Twitter e Instagram.
  • Fuggire a gambe levate se l’altro vuole approfondire la conoscenza, menzionare figli, matrimonio e convivenza insieme.

Le strategie di conquista dell’uomo e della donna

coppia innamorata
sindrome di pigmalione le strategie di conquista(Istock Photos)

Capita, a volte, nella vita ed in particolare in alcuni periodi della vita, di essere più propensi all’innamoramento. Magari siamo single da un po’ e inizia a mancarci la vicinanza di una persona al proprio fianco. Oppure, più semplicemente si è naturalmente  più predisposti all’innamoramento. Anche se pensiamo dentro di noi che quella persona in particolare non è poi così giusta per noi, continuiamo ad andare avanti e portare la relazione ad un livello successivo, più stabile, più duraturo. Ci “fissiamo” con quella persona, oppure ne siamo davvero innamorati? Le strategie, anche in questo caso, sono tante. Alcune prettamente egoistiche (non rimanere da soli, avere dei figli perché si è arrivati ad una “certa età”, o perché nella nostra vita manca solo quello per sentirci completi). Altre volte, invece, l’innamoramento vero e proprio è naturale, ormonale e olfattivo. C’è qualcosa nell’altro che vi spinge, anche senza apparente motivo, anche se ne esistono di diversi, a voler approfondire quella determinata conoscenza. Esistono anche qui delle strategie di conquista ad hoc. Vediamole nello specifico.

  • Cercare una persona libera, che non abbia bisogno di essere costantemente al centro dell’attenzione o rassicurata, e che risponda alla propria “mappa amorosa” (aspetto fisico, “cervello”, mondo ideale, interessi).
  • Guardare l’altro negli occhi intensamente, magari sorridendo. Questo comporterà l’accensione delle aree del cervello implicate al benessere e all’intimità. Se le pupille si dilatano, vuol dire che si è ricambiati.
  • Il linguaggio del corpo è fondamentale in entrambi i casi, sia se ci si vuole innamorare, sia nel caso opposto. Per ciò che riguarda l’innamorarsi, adottare un tono di voce basso e suadente è consigliato, come anche imitare le posizioni del corpo dell’altro, quindi il linguaggio corporeo nel suo complesso. Questo “rispecchiarsi” nell’altro, aumenta la vicinanza dei corpi e del senso di uguaglianza, scaturendo un principio di complicità che può portare, successivamente all’innamoramento reciproco.
  • Ascoltare l’altro per almeno 30 minuti. Confidare i propri pensieri o i propri dettagli personali, il vissuto e ciò che si vuole per almeno 34 minuti, guardandosi negli occhi, pare sia una regola fondamentale per far scattare la scintilla. Anche tacere per qualche minuto e guardarsi solo negli occhi rafforzerebbe un ipotetico legame sentimentale.
  • Fare l’amore con la stessa persona il più possibile. Coccolarsi dopo l’amplesso ma, anche prima, produce ossitocina, e aiuta così ad instaurare un legame profondo e duraturo nel tempo.

Ora che avete ben chiare le strategie che un futuro partner potrebbe mettere in scena con voi, sarete più obiettivi e chiari possibili su cosa, voi, volete dall’amore. Questo aiuterà quelle persone che si trovano costantemente innamorate della persona “sbagliata”, sfuggente, o al contrario, potreste essere voi a scappare da colui/colei che, invece, desidera l’innamoramento ad ogni costo. A voi la scelta di giocare la vostra partita vincente.

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modificare il partner sindrome di pigmalione (Istock Photos)