Seppia Indiana e Cozze Cilene ritirate dai Supermercati

Seppia Proveniente dall’Oceano Indiano e le Cozze Cilene ritirate dai supermercati per alto rischio chimico | Il Ministero della salute avverte i consumatori ” Non consumateli”

seppie e cozze ritirate
seppia e cozze ritirate dai supermercati (Fonte Cosìmondo.it – Ilmattino.it)

Altri due richiami per rischio chimico sono arrivati dal Ministero della Salute. Questa volta si parla di pesce e, in particolare, della Seppia Indopacifica congelata e delle Cozze Cilene. I rischi per la salute del consumatore sono elevati e, come si evince dal modello di richiamo pubblicato proprio sul sito del Ministero della salute, i prodotti non sono conformi ai limiti stabiliti dalle norme vigenti in merito di Sicurezza Alimentare! Scopriamo di più sui prodotti in esame e come riconoscerli nei Supermercati

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Seppia Indopacifica ritirata dai Supermercati | La motivazione del richiamo

richiamo seppia
seppia richiamo dai supermercati (MinisterodellaSalute)

Dal sito del Ministero della Salute, è chiaro il richiamo del prodotto ittico proveniente dall’Oceano Indiano e Pacifico. Il prodotto ritirato dal commercio è un lotto intero (N. 9023). Il prodotto è stato importato e distribuito da URBIS FOOD SRL. Lo stabilimento del prodotto in esame ha sede in India ed è prodotto ed esportato da JJ SEA FOODS. 

Il nome del prodotto a rischio chimico è la SEPPIA INDOPACIFICA PULITA CONGELATA 20/40 IQF  (sacchetti da 1 Kg, peso netto accertato 800 gr, o sfuso) a Marchio: DELIZIE DEL PESCATO SOTTOZERO qualità EXTRA.

La Seppia Indopacifica è risultata non conforme alla normativa vigente di sicurezza alimentare e, in modo particolare, non conforme ai limiti di accettabilità per il Cadmio. Quindi, come descritto già dal Ministero della Salute, tutti coloro che hanno acquistato il prodotto congelato nei supermercati, sono avvertiti di non farne uso e, anzi, di restituire la merce nel punto vendita dove lo si è acquistato.

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Cozze Cilene a rischio Salmonella | Il richiamo

cozze cilene
cozze cilene ritirate (Fonte Cosìmondo.it)

Così come per la Seppia Indopacifica, anche questo prodotto è stato ritirato dal commercio dal Ministero della Salute per rischio alla salute del consumatore. In questo caso il rischio è molto elevato per la salute delle persone, poiché si è trovato in una delle 5 unità campionarie analizzate e sotto accusa, un esito positivo alle analisi per la ricerca di Salmonella.

Il prodotto sotto richiamo sono le COZZE CILENE SGUSCIATE PRECOTTE SURGELATE  250 gr. a Marchio SELEX. Prodotto da PANAPESCA SPA.

L’avvertenza, da parte del Ministero della Salute nei riguardi dei consumatori è quello di non consumare il prodotto, non acquistarlo e qualora si avesse ancora il prodotto in casa,  di riportarlo al Punto Vendita per la sostituzione.

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Salmonella | Sintomi e Prevenzione

salmonella
cozze e seppie ritiro dai supermercati rischio salmonella (Istock)

La salmonella è l’agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti, sia sporadiche che epidemiche. Le infezioni provocate da salmonella si distinguono in forme tifoidee (responsabili della febbre tifoide e delle febbri enteriche in genere), in cui l’uomo rappresenta l’unico serbatoio del microrganismo, e forme non tifoidee, causate dalle cosiddette salmonelle minori, responsabili di forme cliniche a prevalente manifestazione gastroenterica. Le salmonelle non tifoidee, responsabili di oltre il 50% del totale delle infezioni gastrointestinali, sono una delle cause più frequenti di tossinfezioni alimentari nel mondo industrializzato. La gravità dei sintomi varia dai semplici disturbi del tratto gastrointestinale (febbre, dolore addominale, nausea, vomito e diarrea) fino a forme cliniche più gravi (batteriemie o infezioni focali a carico per esempio di ossa e meningi) che si verificano soprattutto in soggetti fragili (anziani, bambini e soggetti con deficit a carico del sistema immunitario).

I sintomi della malattia possono comparire tra le 6 e le 72 ore dall’ingestione di alimenti contaminati (ma più comunemente si manifestano dopo 12-36 ore) e si protraggono per 4-7 giorni. Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno e non richiede l’ospedalizzazione, ma talvolta l’infezione può aggravarsi al punto tale da rendere necessario il ricovero. Le salmonellosi nell’uomo possono anche causare lo stato di portatore asintomatico.

Per quanto riguarda le norme igieniche da rispettate dal punto di vista alimentare, va ricordato che i batteri della salmonella sono facilmente eliminabili attraverso una buona cottura, ma pochi sanno che l’effetto sterilizzante del calore di cottura delle carni si annulla se, per esempio, il coltello usato per tagliare la carne cruda viene impiegato poco dopo per tagliare la carne cotta, senza un adeguato lavaggio tra un’operazione e l’altra.

Altrettanto pericolosa è l’abitudine di rompere le uova sottovalutando la potenziale carica infettiva del guscio. È bene rammentare che piccole incrinature nel guscio possono permettere l’ingresso nell’uovo del batterio eventualmente presente nelle feci della gallina. Nel mondo, si stima che il 50% delle epidemie di salmonellosi è dovuto a uova contaminate, mentre la carne bovina e suina (consumata cruda o poco cotta) e i derivati del latte possono provocare, rispettivamente, il 15% e il 5% dei casi.

 In linea generale, per diminuire il rischio di salmonellosi, si consiglia di:

  • lavare frutta e verdura prima della manipolazione e del consumo
  • sanificare tutti gli utensili e i macchinari usati per la produzione di alimenti
  • lavare le mani prima, durante e dopo la preparazione degli alimenti
  • refrigerare gli alimenti preparati in piccoli contenitori, per garantire un rapido abbattimento della temperatura
  • cuocere tutti gli alimenti derivati da animali, soprattutto pollame, maiale e uova
  • proteggere i cibi preparati dalla contaminazione di insetti e roditori
  • evitare (o perlomeno ridurre) il consumo di uova crude o poco cotte (per esempio, all’occhio di bue), di gelati e zabaioni fatti in casa, o altri alimenti preparati con uova sporche o rotte
  • consumare solo latte pastorizzato
  • evitare le contaminazioni tra cibi, avendo cura di tenere separati i prodotti crudi da quelli cotti
  • evitare che persone con diarrea preparino alimenti destinati alla ristorazione collettiva e assistano soggetti a rischio (bambini, anziani, ammalati).

(Fonte: Ministero della Salute)

sicurezza alimenti
cozze e seppie ritirate (Istock)