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La Sindrome che colpisce maggiormente le donne stressate

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:57
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Ti senti sempre stanca e stressata? Forse non lo sai ma potresti soffrire  anche tu della Sindrome da Stanchezza Cronica | Cos’è, quali sono i sintomi e come si manifesta. La Sindrome che colpisce maggiormente le donne, vediamo perché

stanchezza cronica
Sindrome da Stanchezza Cronica (Istock Photos)

Oggigiorno quasi tutti siamo stanchi. La vita ci porta costantemente ad occuparci di tante cose nella stessa giornata. Gli impegni duplicano, poi se si è mamme, triplicano e quadruplicano così, come niente fosse e, molte volte ci si sente sfiniti. Ma, il tempo passa e, a volte, ci si rende conto anche quando non si è particolarmente impegnati, che la stanchezza non passa mai. Iniziamo a preoccuparci e non capiamo cosa ci stia capitando: Probabilmente soffriamo di quella malattia denominata Sindrome da Stanchezza Cronica (CFS). Ma cos’è? E come si manifesta? I sintomi possono sembrare innocui ma bisogna fare molta attenzione. Scopriamo tutto sulla Sindrome da Stanchezza Cronica e come Curarla con la giusta Terapia.

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Sindrome da Stanchezza Cronica | Cos’è

stress da esami
Sindrome da Stanchezza Cronica Fonte: Istock

La sindrome da stanchezza cronica affligge solitamente soggetti adulti tra i 20 e i 40 anni, che lamentano una stanchezza disabilitante per la quale il riposo non è di alcun aiuto, e che si aggrava con l’attività fisica e intellettuale. Per alcuni pazienti la gravità della sindrome è tale da non permettere loro di portare avanti le proprie attività occupazionali.

La Sindrome da Stanchezza cronica è un disturbo alquanto complicato, contraddistinto da un senso di fatica persistente e privo di motivi apparenti. Chi ne è affetto non soffre di alcuna patologia particolare e non trae alcun beneficio dal riposo. E’ un disturbo caratterizzato dalla fatica cronica persistente per almeno 6 mesi e di una serie di sintomi piuttosto eterogenei fra loro. La sindrome colpisce prevalentemente le donne e ha un’incidenza stimata tra 0,4% e 1%, non si tratta quindi di una malattia rara.

Oltre a sentirsi sempre stanchi, i pazienti colpiti da sindrome da stanchezza cronica avvertono altri disturbi, simili ai sintomi di un’influenza. Purtroppo, non è ancora stata individuata una cura specifica. Le cause che provocano la comparsa di questa sindrome rimangono tuttora sconosciute.

La sindrome da Stanchezza Cornica è un disturbo assai complesso, caratterizzato da un senso di fatica persistente, inspiegabile e non mitigabile in alcun modo. In chi ne è affetto, infatti, il senso di prostrazione non si attenua con il riposo e non dipende (nel senso che non è correlato) da problemi di salute o da attività fisiche particolarmente intense. In Italia si stima che ci siano da 200.000 a 300.000 malati di Stanchezza Cronica o Fatica Cronica (CSF). 

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Le Cause che portano ad ammalarsi di Stanchezza Cronica

stanchezza cronica
Sindrome da stanchezza cronica cos’è (IStock)

Che cosa causa la sindrome da stanchezza cronica? Per un certo periodo di tempo ci sono state due principali ipotesi, quella di chi riteneva si trattasse di fatto di una malattia con cause psichiche e chi invece propendeva per attribuire la maggiore responsabilità ad una causa virare. Per molto tempo sotto accusa si è tenuto un retrovirus, l’XMRV ma recenti studi hanno smentito questa ipotesi. Un recente articolo pubblicato su Nature Reviev Neuroscience prova dunque a fare chiarezze sulle possibili ipotesi interpellando i 4 maggiori esperti di questa patologia ancora poco conosciuta e riconosciuta. Ne risulta che la componente psichiatrica sembra reale, il ruolo di infezioni virali e batteriche sembra evidente ma non esistono ancora le prove scientifiche. Nonostante i numerosi studi in merito, i ricercatori non sono ancora riusciti a individuare le precise cause della sindrome da stanchezza cronica.
Le varie ipotesi finora formulate hanno preso in considerazione:

  • Infezioni virali e alterazioni immunitarie: Per quel che sappiamo oggi, la Sindrome da Stanchezza Cronica ha un innesco ambientale o microbiologico, come l’esposizione ad agenti chimici o a un virus, ma i fattori psicologici e sociali sono importanti nella progressione della malattia. Gli interventi come la terapia cognitivo-comportamentale e di esercizi graduali hanno dimostrato di essere utile in parecchi pazienti. In molti casi tale Sindrome è emersa da un’infezione, caratterizzata da sintomi respiratori, gastrointestinali, mialgie, febbre, adenopatie. Molti studi clinici ed epidemiologici hanno descritto sintomi da stanchezza post-infettiva che si verificano in associazione con una grande varierà di agenti virali e batterici. Ci sono anche molti studi che mostrano uno stato di attivazione immunitaria cronica nei pazienti con con Sindrome di Stanchezza Cronica. Vi è un rischio maggiore di sviluppare la Sindrome anche dopo il virus di Epstein – Barr (che causa la mononucleosi) e in seguito ad altre infezioni comuni.
  • Componente Psichiatrica e Psicologica: le manifestazioni psichiatriche svolgono certamente un ruolo nella Sindrome da Stanchezza Cronica (CFS), così come in altre malattie croniche invalidanti. Ci sono però degli altri fattori fisiopatologici non ancora identificati che possono essere coinvolti più direttamente.
    Molti pazienti hanno l’impressione che i medici considerino la Sindrome solo una malattia psichiatrica o psicologica. Per Holgate la frustrazione dei pazienti deriva proprio dal mancato riconoscimento della loro condizione patologica, che è reale e non solo “mentale”. Nei pazienti affetti da Stanchezza Cronica la malattia psichiatrica si sviluppa dopo l’insorgenza della sindrome e può aggravare le sofferenze e richiedere uno specifico trattamento. In particolare si tratta di disturbi dell’umore e d’ansia, ma non ci sono prove che psicopatologie preesistenti conducano alla CFS. La componente psichiatrica della Sindrome da Stanchezza Cronica è comunque ancora da determinare ma la ricerca mostra effetti reciproci del sistema immunitario ed endocrino sul cervello e l’attività neuronale, offrendo possibili spiegazioni ai molti sintomi associati alla sindrome. I sintomi descritti dai pazienti hanno tutti una connessione con il sistema nervoso centrale, tuttavia la sindrome è troppo complessa per essere considerata solo una malattia del sistema nervoso centrale. 
  • Sbilanciamenti ormonali. Un numero cospicuo di pazienti con sindrome da stanchezza cronica presenta valori anomali di ormoni dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. È da stabilire se le due condizioni siano una l’esito dell’altra.

Le donne sono più a rischio?

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sindrome da stanchezza cronica (Istock Photos)
  • Le donne corrono un rischio significativamente superiore di ammalarsi rispetto agli uomini (si stima 4 volte superiore).
  • La fascia d’età più a rischio è quella tra i 20 e i 40-50 anni, anche se chiunque si può ammalare.
  • La sindrome da stanchezza cronica colpisce con minore frequenza i bambini e tipicamente questi hanno età compresa tra i 13 e i 15 anni.
  • Chi è in sovrappeso o obeso e non fa attività fisica corre un rischio maggiore di ammalarsi.
  • Anche lo stress sembra avere un qualche ruolo.
  • Il fattore psicologico è fondamentale nelle persone che hanno subito traumi infantili, presenza di malattie mentali
  • Persone predisposte ad allergie.

La sindrome da Stanchezza cronica (CFS) colpisce tutti i gruppi etnici ed è diffusa in tutto il mondo. Può, quindi, colpire soggetti appartenenti a tutte le fasce di reddito, però alcune ricerche sembrerebbero dimostrare che è più diffusa tra le fasce a basso reddito. In alcuni casi può colpire diversi membri della stessa famiglia, ma non c’è nessuna correlazione che essa possa essere contagiosa, anche se potrebbe essere trasmessa per via ereditaria. Per questo ultimo aspetto sono necessarie ulteriori ricerche.

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I Sintomi correlati alla Stanchezza Cronica

stanchezza cronica
sindrome della stanchezza cronica i sintomi (Thinkstock)

Le persone affette da Stanchezza Cronica presentano per almeno 6 mesi una serie di sintomi correlati quali:

  • faringite,
  • febbre,
  • dolori delle ghiandole linfonodali cervicali e ascellari,
  • dolori muscolari e articolari anche senza motivo
  • cefalee, mal di testa molto intensi
  • sonno non ristoratore,
  • debolezza a seguito di esercizio fisico.
  • Sono comuni i problemi della concentrazione e della memoria.
  • La malattia può condurre alla depressione.
  • Dolori agli arti (artralgia)

Il senso di fatica è descritto dai pazienti come sfinimento, spossatezza. Inoltre, tale sensazione non sembra alleviabile in alcun modo, nemmeno con un riposo appropriato e tende a peggiorare drasticamente dopo un’intensa attività fisica o mentale (di solito, in questi frangenti, le conseguenze si pagano uno o due giorni dopo). Se il senso di fatica è prolungato e se, soprattutto, non accenna a risolversi, nemmeno dopo un periodo di assoluto riposo, si consiglia di rivolgersi immediatamente al proprio medico. Quando la stanchezza e il senso di fatica si fanno eccessivi, il malato si sente completamente privo di forze: non riesce a svolgere le mansioni più semplici, fatica a muoversi, trova difficile alzarsi dal letto e, addirittura, gli riesce impossibile lasciare la propria abitazione.
Tutto ciò potrebbe isolarlo dal contesto sociale, portarlo alla depressione o indurlo ad assentarsi cronicamente dal posto di lavoro.

Come si diagnostica la Sindrome da Stanchezza Cronica?

diagnosi stanchezza
stanchezza cronica, la diagnosi (Istock)

La sindrome da stanchezza cronica viene diagnosticata per esclusione. La diagnosi differenziale viene effettuata soprattutto con tumori maligni, malattie renali ed epatiche, malattie autoimmuni, difetto ormonali e depressione. Una volta escluse queste patologie si diagnostica la CFS se sono presenti almeno 4 dei sintomi correlati per almeno 6 mesi.

Un medico, prima di prendere in considerazione la sindrome da stanchezza cronica, deve assicurarsi che il senso di fatica persistente non sia dovuto a:

  • Disturbi del sonno, come la sindrome delle ppnee croniche del sonno, la sindrome delle gambe senza riposo o l’Insonnia.
  • Problemi di salute gravi e dal carattere cronico, come anemia, diabete e ipotiroidismo. In questo caso, sono di fondamentale importanza gli esami di laboratorio sul sangue del paziente.
  • Malattie psicologiche e mentali, come la depressione, l’ansia, il disturbo bipolare e la schizofrenia. In questo caso, è utile richiedere il consulto di uno specialista del settore.

Il senso di fatica persistente può essere connesso alla sindrome da stanchezza cronica in una persona adulta se:

  • È in atto da almeno 6 mesi, non è provocato direttamente da un intenso esercizio fisico e non è legato ad alcun stato morboso particolare
  • Riduce significativamente qualsiasi tipo di attività svolta da una persona
  • È associato ad almeno 4 dei sintomi sopra descritti.

Mentre, nei pazienti di giovane età, è sufficiente che il senso di fatica sia in atto da 3 mesi.

La Terapia da adottare per la Stanchezza Cronica

terapia per stanchezza
sindrome da stanchezza cronica (Istock)

Per la Sindrome da Stanchezza cronica sono previste terapie a base di antidepressivi e farmaci antinfiammatori non steroidei a basso dosaggio. La terapia cognitivo-comportamentale può aiutare il paziente e l’attività fisica moderata è quasi sempre consigliata. Circa la metà dei pazienti si rimette entro 5 anni dalla comparsa dei sintomi iniziali della malattia, ma spesso questa sindrome presenta un decorso ciclico. La sindrome da stanchezza cronica non è una forma di depressione, tuttavia molti pazienti iniziano a soffrire di depressione perché si ritrovano a dover convivere con una malattia cronica.

Si è molto dibattuto (e si sta ancora dibattendo) in merito all’effettiva efficacia dei rimedi e strategie in uso, in quanto non tutti i pazienti ne traggono eguali benefici; in alcun casi, si assiste anche a un peggioramento della sintomatologia.

  • Terapia Cognitivo – Comportamentale: Lo scopo di questa terapia è di insegnare al paziente a capire la malattia di cui soffre e a riconoscerne i sintomi, in modo da poterli dominare in qualche maniera. In genere, l’attuazione di questa terapia è riservata alle malattie mentali, ma i medici hanno notato che è efficace anche contro la sindrome da stanchezza cronica. Alcuni pazienti con encefalomielite mialgica, trattati con una terapia cognitivo-comportamentale, hanno infatti mostrato di saper “accettare” la propria situazione e di saper “reagire” bene ai sintomi, senza lasciarsi condizionare da essi.
  • Terapia Fisica: E’ una vera e propria terapia basata su esercizi fisici che il paziente deve compiere. Questi esercizi vengono svolti in modo graduale (da leggeri ad intensità crescente). Inizialmente il paziente inizierà l’esercizio brevemente e con poca intensità; poi, col trascorrere delle settimane, gli esercizi si faranno pian piano sempre più lunghi e vigorosi.
    È importante che durata e intensità aumentino a piccole dosi; se così non fosse, l’approccio terapeutico basato sull’esercizio graduale potrebbe avere effetti del tutto avversi. Le attività maggiormente consigliate dai terapeuti sono: nuoto, camminata e corsa.
  • Terapia con Farmaci antidepressivi: soffrire di sindrome da stanchezza cronica potrebbe portare all’isolamento sociale e alla depressione. Se ciò dovesse verificarsi, è possibile che il medico prescriva dei farmaci antidepressivi. Ricordiamo però che il trattamento basato esclusivamente sull’uso di farmaci antidepressivi è poco efficace e sconsigliato. Occorre, specialmente in caso di depressione, affidarsi a uno psicoterapeuta esperto.

Consigli sullo stile di vita

cose da non fare
sindrome da stanchezza cronica (Istock)

Può essere utile ricorrere a questi semplici rimedi pratici:

  1. Diminuite lo stress. Cercate di prendere provvedimenti per evitare di esaurirvi, per affaticarvi di meno ed evitare o limitare lo stress emotivo. Ogni giorno prendetevi un po’ di tempo per rilassarvi, imparando, ad esempio, a dire di no.
  2. Migliorate l’approccio al sonno. Andate a dormire e svegliatevi ogni giorno alla stessa ora. Cercate di non dormire durante la giornata e di evitare la caffeina, l’alcol e la nicotina.
  3. Siate regolari. Se, nei giorni in cui state bene, vi affaticate troppo, ci vorranno più giorni per recuperare.

Cercate di evitare o limitare le attività che sembrano provocare la stanchezza. Per le prime settimane (bastano 15 giorni), tenete un diario delle vostre attività. Annotate i momenti in cui vi sentite molto stanchi ed alla fine esaminate la lista per capire quali attività tendono a stancarvi maggiormente. Un terapeuta può aiutarvi, in questo caso, a esaminare le vostre attività e suggerirvi come modificare lo stile di vita per risparmiare energie. In più:

  • Evitare le bevande alcoliche e il caffè
  • Non eccedere con gli zuccheri e i dolcificanti artificiali
  • Evitare qualsiasi cibo o bevanda verso cui c’è intolleranza
  • Mangiate in modo sano e leggero
  • Andate a letto sempre alla stessa ora (almeno all’inizio rispettate questa tabella di “sonno”)
  • Cercate il più possibile di ritagliarvi dei momenti solo per voi, da dedicare a ciò che più vi piace e vi rilassa

Alla fine della giornata provate a pensare a quanta energia ritenete di aver avuto e a quanta energia in realtà avete usato. Se, nel tempo, queste due quantità di energia tendono a rimanere simili, lentamente comincerete a riguadagnare forza ed energia. Riflettete su quali sono le attività a cui potete fare a meno di tanto in tanto. Ricordatevi di comunicare alle persone che vi stanno vicine qual è la vostra situazione attuale, in modo tale da renderli partecipi e potranno, anche, esservi utili a non strafare. Le Energie, ricordiamo, sono energie che comprendono non solo quelle fisiche ma anche mentali ed emotive.

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