Il femminicidio ha le chiavi di casa | I casi di Violenza: 88 al giorno

Il femminicidio ha le chiavi di casa, non bussa mai alla porta | I casi di maltrattamento sulle donne sono 88 al giorno. I dati allarmanti dell’Istat sulla violenza contro le donne non sono diminuiti. 

relazioni pericolose
Relazioni di coppia pericolose, i segnali (Istock Photos)

Oggi è la giornata mondiale contro la Violenza sulle donne e i dati aggiornati a Marzo 2019 dall’Istat non sembrano incoraggianti. In Italia 88 donne al giorno subiscono maltrattamenti da “uomini” con cui la maggior parte delle volte si è avuto una relazione: ex mariti, fidanzati gelosi e violenti, persone deboli che minano solo al male della donna. Quasi sempre la donna che si trova davanti al suo carnefice non capisce realmente il pericolo in cui si trova. Perché? semplicemente perché “si fida” di quella persona che, magari, fino a poche settimane prima era l’amore della sua vita. Molte donne danno una seconda possibilità, non rendendosi conto che proprio quella volta potrebbe essere l’ultima volta in cui escono da casa. Molte donne vittime di violenza, non solo sessuale ma anche psicologica, vivono una relazione di coppia che, agli occhi degli altri, risulta idilliaca e amorevole ma, che sanno dentro di loro che aleggia qualcosa di pericoloso. La relazione di coppia che hai sempre sognato si sta sgretolando per colpa di quell’uomo che ti da la colpa su tutto, ti ferisce con parole e gesti che sai essere sbagliate. Giorno dopo giorno, ti senti sempre più indifesa e sola, ti chiudi in te stessa e pensi che, forse, la colpa è solo tua. Ma la colpa non è mai della donna quando si tratta di femminicidio o violenza sessuale e psicologica.

Basta ascoltare un telegiornale qualsiasi per capire che non è così, che sei solo una  delle tante vittime e  che se non reagisci, il tuo “marito-mostro”, potrebbe sconfinare in un genere di violenza senza precedenti. Forse, ancora ora, mentre leggi, starai pensando: non è il mio caso oppure per me è diverso. No, per te non è diverso e questo è anche, purtroppo, il tuo caso. Lo sai anche tu che fondamentalmente è così ma la paura ti costringe a rimanere ferma, a non agire e a provare a rimettere le cose a posto da sola. Cosa sbagliata da fare e da pensare, le cose non miglioreranno, è questa la dura e cruda verità e tu, dovrai prendere la tua dignità e la tua vita in mano. Soprattutto se, all’interno della vostra relazione pericolosa, vi sono dei figli. In questo caso, è proprio da loro che dovrai prendere forza e agire di conseguenza.

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Femminicidio e Violenza sulle Donne | Nel 48% dei casi la donna non vedrà più suo figlio

femminicidio 2019
femminicidio giornata mondiale contro la violenza (Istock)

In Italia le donne vittima di violenza sono 88 ogni giorno, una ogni 15 minuti. Il 41% subisce maltrattamenti, il 31% stalking, il 10% violenza sessuale e il 18% percosse. È quanto emerge dal rapporto della polizia di Stato “Questo non è amore 2019” riferito ai dati aggiornati al mese di marzo 2019 e pubblicato in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che come ogni anno si celebra il 25 novembre. Nel biennio 2018-2019 il fenomeno della violenza sulle donne appare in diminuzione: calano del 16,7% le violenze sessuali (nel 2017 erano in aumento del 14%), del 2,9% i maltrattamenti in famiglia e del 12,2% gli atti persecutori. Nel 61% dei casi, la vittima ha indicato l’ex partner come il presunto autore degli atti persecutori. A seguire conoscenti o amici con il 15%, poi i partner non conviventi in un caso su 10. L’autore della violenza, come dice il rapporto, “non bussa ma ha le chiavi di casa”. Nell’82% dei casi, infatti, si tratta di una persona già conosciuta dalla donna. Negli ultimi tre anni le vittime di violenza di genere di sesso femminile risultano in aumento: dal 68% circa del 2016 al 71% del 2019. Le vittime sono nell’80% dei casi italiane, mentre l’autore è italiano in tre casi su quattro (74% del totale, +1% rispetto al 2018). Tra le donne straniere, sono le rumene ad aver denunciato più di altre una violenza nell’ultimo biennio.

La metà delle violenze denunciate è avvenuta in strada, in auto o in parcheggi, mentre nel 35% dei casi l’atto persecutorio avviene in un luogo chiuso.

Le forme della violenza sulle donne e i pregiudizi degli Italiani

femminicidio
femminicidio giornata mondiale contro la violenza sulle donne (Istock)
  • 31,5% violenza fisica o sessuale (6 milioni 788 mila)
  • 21,0% violenza sessuale (4 milioni 520 mila)
  • 5,4% stupro/tentato stupro (1 milione 157 mila)
  • 23,3% violenza psicologica/economica da (ex)partner
  • 16,1% stalking (3 milioni 466 mila)

Nell’anno 2018 i dati sono allarmanti: 133 Omicidi volontari di Donne! E vi è anche un’altra forma di violenza contro le donne, molto più sottile ma non per questo meno incisiva. Parliamo dei pregiudizi che girano intorno ai maltrattamenti e violenze sulle donne: I pregiudizi sulla violenza sessuale. I dati parlano chiaro, le percentuali anche:

  • 39,3% dei casi: le donne che non vogliono un rapporto sessuale riescono ad evitarlo
  • 23,9%: le donne possono provocare la violenza sessuale con il loro modo di vestire
  • 15,1%: se una donna subisce violenza sessuale quando è ubriaca o sotto effetto di droghe è almeno in parte responsabile
  • 10,3%: spesso le accuse di violenza sessuale sono false

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Gli stereotipi più comuni di genere di donne e uomini in Italia

femminicidio
femminicidio giornata mondiale contro la violenza sulle donne (Istock)

I più comuni stereotipi di genere di donne e uomini in Italia sono, anch’essi allarmanti e dovrebbero farci riflettere.

  • Nel 32,5% dei casi le persone hanno risposto che: per l’uomo, più che per la donna, è molto importante avere successo nel lavoro
  • Nel 31,5%: gli uomini sono meno adatti ad occuparsi delle faccende domestiche
  • Nel 27,9%: l’uomo che deve provvedere alle necessità economiche della famiglia
  • Nel 16,1%: in condizioni di scarsità di lavoro, i datori di lavoro dovrebbero dare la precedenza agli uomini rispetto alle donne
  • Nel 8,8% dei casi: l’uomo che deve prendere le decisioni più importanti riguardanti la famiglia 

Il 58,8% della popolazione (di 18-74 anni), senza particolari differenze tra uomini e donne, si ritrova in questi stereotipi, più diffusi al crescere dell’età (65,7% dei 60-74enni e 45,3% dei giovani) e tra i meno istruiti. Gli stereotipi sono più frequenti nel Mezzogiorno (67,8%), in particolare in Campania (71,6%) e in Sicilia, e meno diffusi al Nord-est (52,6%), con il minimo in Friuli Venezia Giulia (49,2%).

I dati Istat sulla violenza nella coppia in Italia

femminicidio 2019
femminicidio (Getty Images)

Sul tema della violenza nella coppia, il 7,4% delle persone ritiene accettabile sempre o in alcune circostanze che “un ragazzo schiaffeggi la sua fidanzata perché ha civettato/flirtato con un altro uomo”, il 6,2% che in una coppia ci scappi uno schiaffo ogni tanto. Rispetto al controllo, invece, sono più del doppio le persone (17,7%) che ritengono accettabile sempre o in alcune circostanze che un uomo controlli abitualmente il cellulare e/o l’attività sui social network della propria moglie/compagna.

Sardegna (15,2%) e Valle d’Aosta (17,4%) presentano i livelli più bassi di tolleranza verso la violenza; Abruzzo (38,1%) e Campania (35%) i più alti. Ma nelle regioni le opinioni di uomini e donne sono diverse.

Alla domanda sul perché alcuni uomini sono violenti con le proprie compagne/mogli, il 77,7% degli intervistati risponde perché le donne sono considerate oggetti di proprietà (84,9% donne e 70,4% uomini), il 75,5% perché fanno abuso di sostanze stupefacenti o di alcol e un altro 75% per il bisogno degli uomini di sentirsi superiori alla propria compagna/moglie. La difficoltà di alcuni uomini a gestire la rabbia è indicata dal 70,6%, con una differenza di circa 8 punti percentuali a favore delle donne rispetto agli uomini.

Il 63,7% della popolazione considera causa della violenza le esperienze violente vissute in famiglia nel corso dell’infanzia, il 62,6% ritiene che alcuni uomini siano violenti perché non sopportano l’emancipazione femminile mentre è alta ma meno frequente l’associazione tra violenza e motivi religiosi (33,8%).

A una donna che ha subito violenza da parte del proprio compagno/marito, il 64,5% della popolazione consiglierebbe di denunciarlo e il 33,2% di lasciarlo. Il 20,4% della popolazione indirizzerebbe la donna verso i centri antiviolenza (25,6% di donne contro 15,0% di uomini) e il 18,2% le consiglierebbe di rivolgersi ad altri servizi o professionisti (consultori, psicologi, avvocati, ecc.). Solo il 2% suggerirebbe di chiamare il 1522.

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Percentuale di uomini uccisi – 50% , le donne + 49% nel 2019

femminicidio i dati istat (Istock)

Per quanto riguarda i femminicidi, il rapporto della polizia evidenzia come negli ultimi 10 anni la percentuale di uomini uccisi sia diminuita di oltre il 50%, mentre il numero di donne uccise non segue affatto lo stesso trend. Rispetto al 2018, nel periodo gennaio-agosto 2019 diminuisce del 4% anche il numero di vittime di sesso femminile sul totale degli omicidi, si passa infatti dal 38% al 34%. Nel 2019, sul totale degli omicidi ai danni donne commessi in Italia, nel 49% dei casi si è trattato di femminicidio (+12% rispetto al 2018), con vittime di nazionalità straniera nel 67% dei casi (+6% in un anno). Nel 48% dei femminicidi la donna lasciava almeno un figlio piccolo, un dato in leggero calo (-7%) rispetto al 2018. Nel 61% dei casi l’autore è il partner. Sempre nello stesso periodo, per i femminicidi sono state utilizzate armi da fuoco nel 18% dei casi, armi da taglio nel 36%, oggetti contundenti nel 27%, mentre il 18% delle vittime è stata soffocata.

I segnali che evidenziano se sei vittima di violenza psicologica

violenza sulle donne
femminicidio (istock)

I campanelli d’allarme in una relazione pericolosa sono molti ma non tutte, all’inizio riescono a percepirli come tali. Vediamo nel dettaglio quali sono i segnali a cui prestare attenzione in una relazione di coppia pericolosa:

  • Si parte quasi sempre dalla gelosia partner ha su di voi, che inizialmente vi lusingava, con l’avanzare della relazione ha gradualmente subito delle modificazioni, passando da semplice gelosia innocua a ossessività e possesso nei vostri confronti. L’uomo possessivo nasconde al suo interno una mancanza di fiducia allarmante, nonché un senso di inferiorità altissimo. Per tutti questi motivi, tenderà a prevalere sulla donna con abusi verbali e psicologici pensanti. Il suo obiettivo sarà precludervi tutte le vie d’uscita, cercando di insinuare in voi un senso sempre maggiore di sfiducia in voi stesse, mancanza di autostima e dipendenza da lui. E per rimarcare il tutto, inizierà ad alzare le mani, perché dove non arriva la parola, arrivano gli schiaffi e i pugni.
  • Tendenza ad attribuire agli altri (in questo caso a te), la colpa sui suoi comportamenti aggressivi. Un esempio può essere dato dal fatto che non trova lavoro e il motivo è perché non capiscono le sue doti. Oppure se commette un errore dipende solo dal vostro intervento che lo ha distratto, e in più un’altra caratteristica che va guardata con allarme è l’accelerazione investita nel rapporto: non è raro che tra il primo appuntamento e la convivenza o il matrimonio passino meno di sei mesi. Insieme alla fretta ci sono le aspettative irrealistiche, la convinzione che soddisferete ogni suo bisogno, che sarete perfette.
  • Insulti e minacce: la violenza sulle donne, ricordatevi che inizia sempre con una violenza verbale. Insulti su ogni cosa che non fate come desidera lui e le conseguenti minacce se non “ubbidite” ai suoi ordini, sono solo alcuni degli esempi di violenza psicologica che possono accadere.
  • Rabbia e aggressività: nelle discussioni, anche le più banali il vostro partner si scalda facilmente e vi aggredisce verbalmente perché si sente attaccato personalmente, anche se così non è. Questo è uno dei motivi scatenanti, se non l’unico, che portano il partner ad aggredirvi con rabbia crescente. Le porte iniziano a sbattere, gli oggetti a scagliarsi contro muri e vetri, se non siete proprio voi il suo bersaglio. Tutta questa aggressività non cesserà con il passare del tempo. anche se dopo la sfuriata, lui verrà a chiedervi scusa – è la pressi che adottano questi generi di individui – voi cercate di tenerlo alla larga, per il vostro bene e assolutamente non esitate a dubitare.
  • Controllo delle amicizie e degli affetti più cari: Capita spesso che l’uomo cerchi di isolare la donna, che la tratti come un oggetto di proprietà adducendo la scusa che vuole proteggerla e cerchi di allontanarla da coloro che “non capiscono il suo amore”.
  • Limitazioni all’autonomia economica: molte testimonianze raccontano di aver passato anni di prigionia, caratterizzati da continue umiliazioni e attacchi mirati a distruggere la propria autostima. E come conseguenza la limitazione dell’autonomia fisica e soprattutto economica con un controllo ossessivo delle sostanze economiche della famiglia per limitare la donna a essere indipendente. Il partner ha paura che la donna si informi, sviluppi un pensiero autonomo e lo abbandoni e quindi la frase che meglio rappresenta questa situazione sarà “non c’è bisogno che lavori”.
  • Insistenza continua ad avere rapporti sessuali aggressivi: non importa che tu lo voglia o no, lui ha deciso così e la donna il più delle volte è costretta a subire dei veri e propri abusi di violenza da parte del marito. L’ uomo la cui partner cerca di lasciare per questi abusi si mostra pentito, in lacrime e disperato, giurando che cambierà e che non lo farà più e questo per farle capire quanto la ama. Bisogna a quel punto raccogliere la forza di andarsene di casa e denunciare il tutto agli organi competenti. Perché un uomo che si comporta così, lo farà sempre.

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Le 10 domande che ogni donna dovrebbe porsi per capire se è vittima di violenza

femminicidio 2019
Femminicidio le domande da porsi (Fonte: GettyImages)

Le domande da porsi per capire se anche tu sei vittima di violenza psicologica da parte del tuo partner o marito sono il primo campanello d’allarme che devi affrontare. Da non sottovalutare e tenere presente in ogni circostanza. Queste domande e le risposte che ti dai onestamente, ti daranno la forza di cambiare il corso della tua vita ed uscire dal tunnel pericoloso nella quale sei entrata.

  1. Mi ha mai umiliata in pubblico?
  2. Mi sono spesso trovata a coprirlo per i suoi gesti o parole?
  3. Da quando sto con lui, ho come l’impressione che la mia autostima si stia sgretolando man mano?
  4. Ho la sensazione che le cose stiano andando nel modo sbagliato?
  5. Mi sta isolando dal resto del mondo, in particolare dai miei affetti più cari?
  6. Ho molte volte il desiderio che tutto sparisca?
  7. Mi fa sentire imprigionata nella mia stessa casa?
  8. Ho la libertà di cercarmi un lavoro o fare una passeggiata quando lo desidero?
  9. Mi fa sentire, dopo una litigata, come se a causarla fosse solo colpa mia?
  10. Ho paura di lui?

Se hai risposto “sì” anche a una sola di queste 10 domande, dovresti prendere dei provvedimenti e non indulgere ancora oltre. Non sarà facile fare il primo passo ma, esistono strutture e persone che aiutano donne vittime di violenza domestica e psicologica proprio come te. L’uomo che hai avuto la sfortuna di incontrare non ti ha mai amata e di certo non lo farà con nessuna. Costruisciti la vita che meriti, da sola o in compagnia di chi davvero ti vuole bene.

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Femminicidio (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)