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Richiamo Formaggi dai supermercati | Rischi per la salute – La lista

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:07
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Richiamo Formaggi di Capra dai supermercati | I rischi per la salute dei consumatori, rischio chimico e presenza di allergeni. Tutte le Informazioni

richiamo formaggio dai supermercati (Istock)

il 19 Novembre 2019 è stato reso noto dal Ministero della Salute il richiamo per alcuni tipi di formaggi dai supermercati italiani per rischio di chimico e presenza di allergeni. I prodotti alimentari in esame sono diversi e appartenenti ad alcune case di produzione italiane. Cosa succede se si acquista e si mangia questo tipo di prodotto? Quanto c’è di grave nel rischio chimico e nel rischio della presenza di allergeni? Scopriamolo subito con tutte le informazioni utili ai consumatori e vediamo come funzionano le allerte alimentari in Italia, chi interviene a riguardo?

Richiamo Formaggi dai Supermercati | La Lista dei prodotti alimentari a rischio

Richiamo formaggio dai supermercati (Istock)

Il Ministero della Salute ha richiamato dai supermercati, per rischio chimico e presenza di allergeni alcuni prodotti caseari. In modo particolare il Formaggio di Capra che, come specificato nel richiamo del Ministero della salute, risultano essere a rischio per la salute fisica dei consumatori. La notizia è di poche ore, proprio il 19 Novembre 2019 il richiamo è partito dai “piani alti”. L’allarme per rischio chimico è elevato ma, cosa succede al nostro organismo se ne dovessimo mangiare una parte? Scopriamo ora, la lista dei formaggi “incriminati” e richiamati dal Ministero della Salute:

  • Uno dei prodotti richiamati dai supermercati è il Formaggio di Capra : Fior di Capra, Il marchio del prodotto in questione è Marchio Arnoldi, ed è stato rilevata la presenza, all’interno del prodotto caseario, di sostanze inibenti nel latte di lavorazione. Richiamo del 19 Novembre 2019
  • Un altro dei prodotti richiamati è: Caprino Fresco 70gr – Marchio del prodotto: Ciresa S.r.l. Motivo del richiamo per comunicazione da parte del fornitore di presenza di sostanze inibenti nel latte di capra destinato alla produzione di un lotto
  • Altro alimento richiamato è: Fior di Capra FIORONE  – A marchio Arrigoni. Motivo del richiamo è il rischio chimico per possibile presenza di inibenti nel prodotto
  • Altro alimento richiamato fa parte sempre del marchio Arrigoni ma, in questo caso parliamo del Caprino Fresco Spalmabile di Capra. Il richiamo è avvenuto in data 14 Novembre 2019 con rischio chimico per possibile presenza di inibenti nel prodotto. In più le avvertenze riscontrate dal Ministero della Salute dichiara di non consumare e restituire al punto vendita.

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Da cosa deriva il Rischio Chimico nei prodotti alimentari? Tutte le informazioni

Formaggi (fonte: Istock)

E’ fondamentale capire, in primis, di cosa stiamo parlando quando ci riferiamo ad un “rischio chimico” associato ad un prodotto alimentare. Le informazioni ai consumatori non sono spesso chiare e, questo, induce nel consumatore a non prendere sul serio i rischi derivati da un alimento contaminato. Ecco allora l’importanza di una corretta informazione per salvaguardare la nostra salute e quella dei nostri familiari! Cos’è il rischio chimico associato ai prodotti alimentari? E cosa succede se ingeriamo un alimento contaminato da rischio chimico?

Anzitutto, c’è da sapere che il rischio chimico associato ai prodotti alimentari deriva:

  • dalla presenza di sostanze potenzialmente pericolose come alcune tossine di origine naturale, gli allergeni, i contaminanti ambientali, alcuni composti chimici indotti dal processo o i residui di prodotti utilizzati nel processo o nella filiera produttiva, come ad esempio farmaci veterinari;
  • dagli effetti avversi a seguito di esposizione a sostanze chimiche aggiunte intenzionalmente ai prodotti alimentari a scopo tecnologico durante la produzione. Queste sostanze non sono tossiche alle dosi di impiego, ma è necessario verificare il corretto utilizzo o il loro utilizzo improprio o illegale (quantità superiori al consentito, utilizzo in alimenti non consentiti).

Cos’è il Rischio Chimico negli alimenti

Allergeni nei cibi (fonte: Istock)

Il rischio chimico è un rischio più subdolo rispetto ai rischi biologici e nutrizionali, perché il pericolo spesso non può essere prevenuto dalle buone prassi igieniche e il consumatore può fare poco per eliminarlo.
Precisiamo però una cosa: tutti gli esseri viventi e gli alimenti sono costituiti da sostanze chimiche. Non tutte sono dannose, molte sono indispensabili al corretto funzionamento del nostro organismo, e in ogni caso il nostro organismo possiede ottimi strumenti per detossificarsi dalle sostanze nocive, come il fegato.

Inoltre il rischio chimico è un rischio molto studiato dagli esperti che definiscono limiti ben precisi per le sostanze dannose negli alimenti. In questo caso, come vedremo tra un po’, ad occuparsene è il Ministero della Salute, l’OSA e l’EFSA.

La classificazione dei potenziali pericoli non è semplice, e le valutazioni non sono univoche e costanti nel tempo.

L’elenco di categorie di prodotti

Industrie alimentari (fonte: Istock)
  • Residui di farmaci veterinari: gli antibiotici o chemioterapici sono il gruppo di composti maggiormente rappresentato in questa categoria, i controlli sono indirizzati alla verifica del rispetto dei tempi di sospensione degli animali prima della macellazione con il rispetto dei Limiti Massimi Residuali (MRL) previsti dalla normativa.
  • Ormoni e promotori della crescita: ovvero sostanze naturali o sintetiche, in grado di influenzare il metabolismo degli animali, in maniera da aumentarne la loro crescita. Il numero di molecole utilizzate è estremamente ampio. In base alla natura si possono classificare in  ormoni sessuali (androgeni, estrogeni, progestinici), corticosteroidi,  ß-agonisti.
  • Additivi e coloranti alimentari: sono sostanze di origine naturale o sintetiche che vengono aggiunte nelle fasi di preparazione, imballaggio, trattamento, trasporto e/o immagazzinamento degli alimenti. Le loro principali funzioni sono quelle di migliorare la conservabilità o l’aspetto degli alimenti.
  • Contaminanti: sostanze chimiche non aggiunte intenzionalmente ad alimenti e mangimi che possono essere presenti in essi come risultato delle varie fasi della loro produzione, lavorazione o trasporto.

Tra questi ultimi si distinguono:

  • sostanze pericolose naturalmente presenti negli alimenti: si tratta di sostanze che vengono prodotte da particolari muffe o organismi presenti nell’ambiente e per evitare la contaminazione degli alimenti è possibile attuare qualche precauzione nella fase di produzione primaria o mantenere un elevato livello di monitoraggio. In questa categoria vengono ricercate le micotossine (aflatossina B1 Aflatossina M1, Ocratossina A, Fumonisine, Zearalenone, Deossinivanenolo, Tossine T2 e HT2), alcuni altri prodotti tossici delle piante come gli alcaloidi e le biotossine marine nei molluschi (ASP, DSP, PSP)
  • contaminanti ambientali: è un settore molto articolato e vede fra le principali attività la ricerca di metalli pesanti (piombo, cadmio, mercurio, cromo), fitofarmaci (pesticidi, erbicidi), idrocarburi policiclici aromatici (IPA), policlorobifenili (PCB), diossine
  • composti chimici indotti dal processo, come nitrosammine, acrilammide o furano
  • composti chimici prodotti a seguito di alterazione dell’alimento o di cattivo stato di conservazione: il capostipite di questa tipologia di composti è l’istamina, che è alla base di numerose intossicazioni alimentari (sindrome sgombroide).

(Fonte. Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie)

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HACCP (fonte: Istock)

Come funziona il sistema delle allerte alimentari 

Quando c’è il sospetto che alcuni alimenti in commercio siano pericolosi per la salute dei consumatori le aziende del settore alimentare e le autorità sanitarie attivano il sistema delle allerte alimentari.

Vengono effettuate delle analisi di laboratorio per determinare la presenza e la quantità di sostanze e microrganismi che sono nocivi per la salute negli alimenti. In caso di positività, le aziende produttrici possono intervenire con ritiri e richiami dei prodotti rischiosi. Le autorità sanitarie possono inoltre segnalare all’allerta al RASFF, il Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi dell’Unione Europa.

Per tutte le sostanze chimiche estranee che potrebbero contaminare gli alimenti o per gli additivi alimentari che vengono aggiunti, gli esperti scientifici dell’EFSA – Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare studiano e valutano la sicurezza di ogni sostanza, valutando anche gli effetti che potrebbe avere sulla salute dei consumatori.

Queste valutazioni si basano sull’esame di tutti i dati tossicologici disponibili, comprese le osservazioni negli esseri umani e nei modelli animali. Sulla base dei dati disponibili, viene stabilito un livello massimo di sostanza che non ha effetto tossico dimostrabile.

Questo livello massimo viene utilizzato dagli esperti scientifici per determinare la “dose giornaliera ammissibile” (DGA) e quindi la quantità massima di ogni sostanza che può essere contenuta nell’alimento. La DGA prevede un ampio margine di sicurezza e si riferisce alla quantità di sostanza che può essere assunta quotidianamente nell’arco di una vita senza effetti negativi sulla salute.

Ma cosa può far scattare un’allerta alimentare? Che differenza c’è tra ritiro e richiamo?  Della Sicurezza Alimentare se ne occupa l’OSA, ovvero gli Operatori del Sistema Alimentare. Questi operatori (OSA) hanno l’obbligo di informare i propri clienti sulla non conformità riscontrata negli alimenti da essi posti in commercio e a ritirare il prodotto dal mercato.
In aggiunta al ritiro, qualora il prodotto fosse già stato venduto al consumatore, l’OSA deve inoltre provvedere al richiamo cioè deve informare i consumatori sui prodotti a rischio, anche mediante cartellonistica da apporre nei punti vendita, e a pubblicare il richiamo nella specifica area del portale del Ministero della Salute.

La pubblicazione del richiamo nel portale internet del Ministero è a cura della Regione competente per territorio, che lo riceve direttamente dall’OSA, previa valutazione della ASl. 
Oltre ai richiami di prodotti alimentari, sono pubblicate on line anche le revoche dei richiami successivi a risultati di analisi favorevoli, scadenza o per altri motivi.
Sono autentici e assolvono agli obblighi di informazione ai consumatori soltanto i richiami e loro revoche pubblicati nel portale del Ministero della Salute. Il Ministero della salute non è responsabile di avvisi non pubblicati nel portale e di eventuali manipolazioni o falsi diffusi on line, per i quali si riserva denuncia all’autorità giudiziaria.

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Rischio chimico nei prodotti alimentari | Quali danni all’organismo?

Problemi salute cibi (fonte: Istock)

Si parla di rischio chimico quando i pericoli per la salute possono derivare da atomi, molecole e sostanze in generale che – per vari motivi – si possono formare nell’alimento durante la filiera produttiva o la gestione da parte del consumatore. Si tratta di elementi non viventi che non si moltiplicano né si riproducono. Questo rischio può derivare ad esempio:

  • dalla presenza nel cibo di sostanze potenzialmente pericolose per la salute come tossine di origine naturale, contaminanti ambientali, residui di prodotti utilizzati nella filiera produttiva, composti chimici indotti dal processo di cottura;
  • dall’utilizzo improprio o illegale di sostanze aggiunte durante la fase di produzione degli alimenti a scopo tecnologico.

Se ingeriamo, sfortunatamente, un alimento nella quale è presente un elevato rischio chimico, possiamo incappare in una intossicazione. Questa può presentarsi in vari modi:

  • intossicazione acuta, quando gli effetti si manifestano immediatamente;
  • intossicazione cronica, quando gli effetti invece si vedono a distanza di tempo; in questo caso significa che la sostanza si è accumulata nell’organismo.

(Fonte: Ministero della Salute)

Alimentazione biologica sostanze vietate (Fonte: Istock)