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Psicanalisi | Un uomo su quattro si vergogna di andare in terapia, lo rivela uno studio britannico

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Un uomo su quattro è restio ad affidarsi ad uno psicologo nei momenti di difficoltà, esperti del settore hanno provato a spiegare da cosa derivi questa ritrosia.

Sempre più uomini si vergognano ad andare in terapia (Istock)

Un lettino, comodo per alcuni, castrante per altri che ci intravedono una botola senza ritorno in caduta libera sui propri pensieri. A contatto con le proprie paure, senza via di fuga dai propri sospesi, a tu per tu con i propri tabù. La psicanalisi, per molti uomini, è ancora un problema: forse perché l’associano ad una confessione non richiesta, una finestra sul cortile delle proprie cicatrici che hanno troppo timore ad aprire per lasciar andare le ferite. Spesso l’unico appiglio ad una vita di stenti, da cui poter magari ripartire. Più forti e risolti di prima.

Ammetterlo è un primo passo, sapere di aver bisogno di aiuto, riconoscerlo è un primo step che paradossalmente ci fa essere già a buon punto: non mentiamo più allo specchio, siamo pronti – probabilmente – per farlo anche davanti ad un analista. Il punto è che molti, il 33% degli uomini (inclusa la fascia d’età che va dai 16 ai 34 anni), questa prontezza, tale sicumera e se vogliamo quel pizzico di umiltà, non ce l’hanno. Nei confronti della psicoanalisi vige ancora una sfiducia di base, data anche da una gran parte di scetticismo che emerge non appena c’è bisogno di fronteggiare un problema. Un trauma.

Lo psicologo come rivale: cosa intimorisce gli uomini

Psicanalisi, le paure degli uomini aumentano (Istock)

Capita sempre agli altri, mai a noi. Siamo molto più bravi, come genere universale e cosmopolita, a dare lezioni prima di ascoltare ed ascoltarci. Appena avremo l’ardire di affidarci ad un parere diverso, lì inizierà la scalata verso la rinascita. Lo sottolinea con uno studio la società di ricerche Mintel, che rimarca come un quarto degli intervistati – preso in esame un migliaio di uomini inglesi – non si trovi a proprio agio nel parlare di tristezza e solitudine. Inoltre c’è il fattore ulteriore dell’imbarazzo che porta ad inibirsi dinnanzi ad un professionista, nonostante quest’ultimo abbia a che fare con la psiche umana (intesa come oggetto di studio) da parecchio tempo.

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Inoltre un fattore che incide negativamente, per gli uomini, e li fa desistere dal recarsi in analisi è la parte economica: il 20% fra le persone ascoltate rivela di non ricorrere allo psicoterapeuta per questioni legate al denaro. Le sedute costano troppo, quindi meglio – secondo molti – ricorrere a metodi alternativi: incamerare ansie e agitazioni, sperando che passino da sole, fino a non poterne più. In crescente aumento è il numero di coloro che preferiscono rintanarsi in casa e azzerare ogni tipo di contatto sociale, escludendo il minimo indispensabile, per vergogna, timore o timidezza.

Inoltre, c’è l’aspetto della trascuratezza legata all’orgoglio da non sottovalutare: “L’uomo quando soffre psicologicamente pensa di non essere un vero uomo. Questo a causa di ciò che ha appreso dalla cultura in cui è cresciuto che è sessista, maschilista e lo induce a non esprimere i propri sentimenti e le proprie emozioni. Deve essere silenzioso nel suo dolore secondo questa visione. Per molti purtroppo la psicoterapia è ancora un qualcosa inventato da un uomo (Freud, ndr), ma per le donne”, rivela Antonella Montano direttrice dell’Istituto AT. Beck di Roma.

L’orgoglio, dunque, può renderci forti ma non felici. Rimandare, ignorare sintomi latenti, soltanto per paura di confrontarsi con un esperto non può e non deve essere la soluzione. Essere umani, uomini consapevoli, presuppone oggi anche saper cadere per poi rialzarsi. Abbiamo sostituito troppo frequentemente l’ostentazione della tranquillità con l’appagamento. Ecco perché continuiamo a soffrire in silenzio invece di chiedere aiuto, conviviamo perennemente con il timore di dover fare la scelta giusta. L’unico favore che potremmo farci e restituire a noi stessi e agli altri un po’ di leggerezza, a volte per farlo dobbiamo armarci di pazienza ed affidarci a qualcuno: la vera risorsa è accorgersi, in tempo, di non essere infallibili. Un terapista insegna a ciascun paziente come accorgersi del proprio valore ripartendo dalla fragilità, per costruire assieme un mosaico che rispecchi fedelmente la nostra anima, un seme da coltivare anche se i frutti non maturano immediatamente.

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