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Ritrovare se stessi e la giusta motivazione grazie ai film

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Ritrovare se stessi e la giusta motivazione grazie a film e serie televisive: la lista completa dei 30 film da vedere per cambiare il proprio punto di vista

ritrovare se stessi grazie ai film (Isotck)

Guardare un film, un bel film, attiva in chi lo guarda una serie di emozioni, a volte contrastanti altre in linea con il proprio pensiero ma c’è di fondo un comun denominatore: ritrovare se stessi e la giusta motivazione. A chi non è mai capitato, dopo la visione di un film, di sentirsi più forti, più sicuri su qualcosa della propria vita? Fosse solo la giusta carica per alzarsi dal divano e andare in palestra, oppure fare quella telefonata troppo a lungo rimandata? Capita, perché il potere del cinema è proprio questo, la magia di cambiare la persona che è immerso nella visione di quella storia , e questo succede in un’ora e mezza. Il film è per molti considerato un’ancora di salvezza: vediamo un determinato film quando siamo tristi, dopo la rottura con il proprio partner (per esempio), mentre se siamo felici apprezziamo una bella commedia allegra. Insomma, il nostro stato d’animo cambia e si modifica anche in relazione del film che scegliamo di vedere in un determinato momento della nostra vita. Esiste una vera e propria disciplina, la Cinematerapia. Questa si basa proprio sul modo di vedere i film e le sensazioni e le emozioni che questo comporta a livello emotivo e fisico nello spettatore. Ma oggi, vogliamo parlarvi di come, attraverso dei film scelti ad hoc, è possibile ritrovare se stessi e quella motivazione, spesso – molte volte – lasciata assopita in un angolo. Si può ritrovare se stessi così? Scopriamolo insieme

Ritrovare se stessi grazie ai film

ritrovare se stessi grazie ai film (Istock)

Osservare la narrazione di storie sul piccolo o grande schermo è uno dei passatempi preferiti al giorno d’oggi. La maggior parte delle volte questa abitudine non va oltre lo svago, ma con il giusto approccio può essere un utile strumento per ritrovare se stessi. In funzione di quello che vediamo o di quanto siamo analitici, sarà possibile fare delle riflessioni o estrapolare degli insegnamenti che ci servano anche dopo la visione di un film o una serie televisiva. Un film può ispirarti, farti sognare, aiutarti a rilassare, farti piangere e motivarti. Si, proprio così, un film può essere un’inestimabile fonte di motivazione. Un buon film è in grado di motivarci, ispirarci e spingerci a cambiare.

Al pari di un libro, l’impatto che una pellicola può avere su di noi è talvolta molto significativo, soprattutto se stiamo vivendo un momento particolare della nostra vita. Non esiste infatti un’altra forma d’arte che possa restituire una rappresentazione così vivida della realtà, mettendoci di fronte a situazioni di vita vera, fatta spesso di dolore, emozioni, sogni e aspirazioni. Per questo motivo, la prossima volta che decidete di trascorrere una serata a base di “film e popcorn”, valutate questi titoli. Aiutano a riflettere e a ritrovare se stessi.

I migliori film per ritrovare se stessi

ritrovare se stessi grazie ai film (Istock)

La lista racchiude una serie di film che hanno ispirato molti a cambiare il proprio stile di vita (sul serio). Non aspettatevi che, dopo la visione di uno di questi film vi venga l’illuminazione, no, non succede così, basta anche solo un piccolo gesto inaspettato come uscire per andare a trovare quell’amica che da molto tempo non vedete perché “non si ha mai il tempo”, oppure dedicare una coccola in più al vostro partner o a vostro figlio. Insomma, qualsiasi cosa è valida, perché è da i piccoli passi che si percorrono i chilometri della vita.  Ecco allora la lista dei film

1. Yes Man: l’importanza di agire

ritrovare se stessi grazie ai film (Google jpg)

Jim Carrey, attore famoso per i suoi ruoli comici e poco profondi, è il protagonista di questo film che sprona alla motivazione. Il protagonista, Carl, è depresso poiché conduce una vita che non gli piace. È stanco del suo lavoro, sua moglie l’ha lasciato per un altro uomo e passa le serate da solo a casa a guardare la televisione.

Tuttavia, tutto cambia quando va quasi per obbligo a un seminario sulla crescita personale. In quest’occasione, fa un “patto con l’Universo” che lo costringe a dire di sì a qualsiasi opportunità gli si presenti. A partire da questo momento, la sua vita farà una svolta di 180 gradi. Yes Man è un film con cui ritrovare se stessi, perché ci ricorda quanto è importante assumersi dei rischi e agire. È molto facile immedesimarsi nel protagonista. Questa posizione estremista lo metterà davanti a sfide e avventure che, altrimenti, non avrebbe nemmeno preso in considerazione. Bisogna dire sempre di sì? No. E’ ciò che impara Allen durante i 100 minuti di pellicola che raccontano la sua storia. Bisogna imparare a dire di si per poi saper dire di no senza fuggire dalle occasioni e senza portarsi dietro occasioni mancate, ma soltanto delle nuove possibilità. Un no deve essere una nuova possibilità di dire si. Un si un’esperienza, un’occasione di crescita.

2. Will Hunting – Genio ribelle

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Will Hunting – Genio Ribelle, diretto da Gus Van Sant e interpretato dalla meravigliosa coppia Matt Damon e Robin Williams, è un film ironico e toccante, che racconta la storia di Will Hunting, un ragazzo che fa le pulizie al Massachusetts Institute of Technology e che nasconde delle incredibili doti matematiche. Will vive, però, in modo precario e scombinato, con alcuni amici teppisti. Non sfrutta il suo talento, ha difficoltà a relazionarsi con le altre persone, persino con Skylar (Minnie Driver), la sua ragazza, studente ad Harvard. Dovrà imparare ad affrontare e superare la paura dell’abbandono per amare e fidarsi. In questo compito lo aiuterà il suo amico Chuckie (Ben Affleck) e sopratutto il dottor Sean McGuire (Robin Williams) uno psicologo che ha vissuto esperienze difficili simili a quelle del ragazzo. Tra i due nasce una relazione terapeutica che porterà Will a cambiare profondamente e il Dr. McGuire a rivedere molte cose della sua vita.  Il rapporto con un capace e sensibile professore di liceo riuscirà a fargli comprendere le sue aspirazioni intellettuali, cercando un equilibrio tra il suo animo ribelle e la sua mente geniale e trovando la forza di cambiare la propria vita. Vincitore di due premi Oscar, ilfilm può essere un’ottima base di discussione sulla valenza della self-disclosure, su come, quando e perché il terapeuta può svelare aspetti di sé o eventi di vita personali vissuti.

3. Into the Wild –  Nelle terre selvagge

ritrovare se stessi grazie ai film (Istock)

Terminiamo la nostra lista di film per ritrovare se stessi con quello che probabilmente è uno dei titoli più ispiratori di sempre. In Into the Wild, percorriamo la storia di Christopher McCandless, un giovane che è cresciuto sotto l’attento sguardo dei propri genitori. Porta sulle spalle il peso delle pressioni sociali, tra cui doversi laureare presso un’università prestigiosa, ma finisce per decidere che la vita alla quale si stava preparando da sempre non fa per lui. Con uno zaino e qualche risparmio, il giovane intraprende un epico viaggio che lo porta fino alle terre sconfinate dell’Alaska. Durante l’itinerario, conoscerà persone di ogni tipo e vivrà situazioni molto diverse, che lo aiuteranno a crescere come individuo e a scoprire chi è davvero.

Non è un caso che Into the Wild sia diventato un film cult per persone di tutte le età. La pellicola è ricca di emozioni, positive e negative. Il viaggio di McCandless viene rappresentato con una maestria tale da provocare un universo infinito di sensazioni tra le quali non vi è certo l’indifferenza. Si tratta di un attacco alla mediocrità e al conformismo che può dare la spinta di cui si ha bisogno per dare una svolta alla propria vita.

4. V per Vendetta

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V per Vendetta, un evergreen attuale sempre, è un film del 2005 tratto da una graphic novel del 1988, creata da Alan Moore e illustrata da David Lloyd. Il film è diretto da James McTeigue e schiera Hugo Weaving e Natalie Portman nei ruoli principali, contestualizzati in un futuro distopico (il 2015).
Iniziamo con una citazione… “Creedy: Abbiamo controllato questo posto. Non hai niente! Niente a parte i tuoi diabolici coltelli e le tue belle mossette di Karate! Noi abbiamo le armi!”

“V: No, voi avete la speranza che quando le vostre pistole saranno scariche non sarò più in piedi, sennò sarete tutti morti prima di aver ricaricato.” Solo questo basterebbe a farvi alzare dal divano e agire per il bene dell’umanità. La storia è ambientata nel Regno Unito dove si è stabilito un regime nazionalista e oppressivo dopo anni di agitazioni terminate con il voto degli elettori a uno spietato Partito conservatore che aveva fatto leva sulla strategia della paura (anche organizzando alcuni attentati).Ai vertici di questa struttura politica piramidale si trova l’Alto Cancelliere Adam Sutler, che ha stabilito un regime totalitario e persecutorio nei confronti di alcuni cittadini, come omosessuali o musulmani. I mass media sono controllati dal governo, proprio come avveniva in epoca Hitler e Mussolini, e ad agire in modo cruento e violento è la polizia segreta, con a capo Peter Creedy. In questo regime di pace apparente e controllo serrato un misterioso vendicatore, dal volto sfigurato e coperto dalla Maschera di Guy Fawkes, medita di rovesciare il regime insieme a una ragazza, Evey, che ha perso i genitori – in quanto oppositori del regime – e ha trovato lavoro presso la TV di Stato. Vessati e perseguitati, il vendicatore Mr. V ed Evey dichiarano guerra al sistema, meditando di rovesciare il regime dittatoriale.

5. I sogni segreti di Walter Mitty

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Walter è il classico uomo che nessuno guarderebbe due volte. Conduce una vita ancorata alla monotonia, con un lavoro che gli piace, ma che non gli offre molti stimoli. Per evitare di cadere preda della noia, fantastica con frequenza su situazioni nelle quali è l’eroe. Ma la fantasia resta nella sua mente e non apre mai la porta verso la realtà.

All’improvviso, un problema al lavoro lo porta ad assumersi dei rischi e intraprende un incredibile viaggio in vari angoli del mondo per salvare la rivista in cui lavora. Da uomo anonimo e frustrato, attraversa mezzo pianeta e a affronta qualsiasi genere di difficoltà. Ciò gli permetterà di maturare grande fiducia in se stesso e tornerà a casa essendo una persona completamente nuova.

I sogni segreti di Walter Mitty è un film che offre un punto di partenza per la riflessione personale, dato che la sensazione che ci trasmette il protagonista ci è familiare. Chi non sogna a occhi aperti di poter vivere delle avventure e liberarsi della routine? Grazie al suo viaggio e agli incredibili paesaggi che si presentano davanti agli occhi, è impossibile non sentire la spinta, la scintilla che farà ritrovare se stessi e che darà una svolta alla propria storia personale.

6. Forrest Gump

ritrovare se stessi grazie ai film (istock)

Forrest Gump (1994), diretto da Robert Zemeckis e interpretato da Tom Hanks, è la storia di Forrest Gump, un uomo con uno sviluppo cognitivo sotto la media che riuscirà a fare della sua esistenza qualcosa di straordinario. La fiducia negli altri e la meraviglia per il mondo, mixati a una ferrea volontà e un coraggio fuori dal comune, lo renderanno adattabile a ogni circostanza, tanto da consentirgli di affrontare le situazioni più disparate. Con la sua disarmante ingenuità, Forrest vivrà — e condizionerà — gli eventi e i personaggi più importanti della storia recente degli Stati Uniti, dall’incrocio con un giovanissimo Elvis (cui darà lo spunto per il suo famoso passo), ai successi sportivi (dal football al ping pong, fonte di distensione con la Cina), dalla guerra in Vietnam (dove salverà la vita a tanti compagni, compreso il suo grande amico e socio tenente Dan!), fino all’incontro con diversi presidenti degli Stati Uniti. Mamma Gump diceva sempre: “La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita“, e il segreto dei cioccolatini della vita sta proprio nell’assaggiarli, nel non aver paura delle cose nuove che ci capitano, nel non rimanere incastrati nelle abitudini consolidate, nell’affrontare con audacia, semplicità e un pizzico di innocenza le novità fertili, che potrebbero farci crescere e restituirci quello stupore per la vita che spesso osserviamo negli occhi dei nostri piccoli.

7. Il discorso del Re

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Vincitore di 4 premi Oscar, il Discorso del Re (2010) è un inno alla forza di sé. Il film è tratto dalla vera storia del rapporto tra il Duca di York (Albert, secondo genito del re d’Inghilterra Giorgio V) e di un logopedista di origine australiana, Lionel Logue. Albert ha un serio problema di balbuzie che deve assolutamente risolvere soprattutto perché è invitato spesso a tenere dei discorsi in pubblico. Dopo diversi tentativi falliti la moglie di Albert (Elizabeth, Duchessa di York) si rivolge a Lionel Logue, un esperto del linguaggio che utilizza un metodo innovativo per la cura della balbuzie. Attraverso il supporto di Lionel il principe Albert riuscirà a risolvere in parte il suo problema, ma imparerà anche a credere in se stesso e ad attingere alle proprie risorse, sconfiggendo la vergogna e il senso di inadeguatezza. Il discorso del Re, pertanto, descrive l’affascinante storia della solida relazione (terapeutica) tra il sovrano e Lionel, che sigilla il plauso del pubblico in un trepidante e avvincente viaggio nella ri-abilitazione del Re Giorgio VI davanti ai suoi sudditi, per i suoi sudditi, che alle soglie della seconda guerra mondiale ri-trovano un monarca, che li sosterrà lungo tutto il doloroso periodo bellico.

8. La ricerca della felicità

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La ricerca della felicità (2006), di Gabriele Muccino, racconta la storia di Chris Gardner, interpretato da Will Smith, il primo broker afroamericano a Wall Street e fondatore dell’azienda Gardner Rich, che affronta una lunga discesa verso il baratro del fallimento e una luminosa risalita contando solo su se stesso, sull’amore nei confronti del figlio, sulle proprie capacità e sulla determinazione nel perseguire i propri sogni e i propri obiettivi per trovare la felicità. Attraverso il racconto di questa vita e grazie al contributo della psicologia, puoi comprendere quanto la felicitàil benessere psicologico e la salute psicologica siano aspetti della vita fondamentalmente e profondamente diversi ma  strettamente intrecciati! Puoi vivere una fase della tua vita in circostanze esterne avverse e molto negative, puoi non essere soddisfatto di te stesso e della tua vita, puoi viverti e considerarti come infelice ed avere un basso livello di salute psicologica ma la cosa fondamentale riguarda il tuo funzionamento psicologico: coltivalo, prenditene cura anche ricorrendo ad un aiuto specialistico, fai in modo di raggiungere un funzionamento psicologico ottimale perché è questo che ti consentirà, ad un certo punto della tua vita, di sentire che la tua vita ha un senso e che vale la pena di essere vissuta!

9. Ogni maledetta domenica

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Ogni maledetta domenica è un film del 1999 diretto da Oliver Stone che rientra sicuramente nella lista dei film che ti cambiano e che ti fanno crescere.
La trama potrebbe sembrare quella di un film sullo sport: Tony D’amato è un allenatore di football americano già alla fine della sua carriera, tanto che la dirigenza vorrebbe mandarlo via; un compito non facile, dato che l’allenatore è molto amato dalla sua squadra. In realtà quello che Tony D’amato riesce a trasmettere va molto oltre il semplice ambito sportivo e insegna ad ognuno di noi che dobbiamo essere disposti a combattere ogni singolo giorno per realizzare i nostri sogni e vedere raggiunti i nostri obiettivi. Il suo storico discorso alla squadra è una vera e propria metafora della vita: “E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro, e io so che se potrò avere una esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì, in questo consiste. In quei 10 centimetri davanti alla faccia…” Uno spaccato del mondo del football americano. Da non perdere il discorso pre-partita del Coach interpretato da Al Pacino.

10. Philadelphia

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Film del 1993, Philadelphia trae ispirazione da un fatto realmente accaduto: il licenziamento, nella città di Boston, del talentuoso avvocato di colore, Clarence Cain, malato di AIDS. Attraverso lo strumento del legal movie, il regista J. Demme,  racconta una storia di ordinaria discriminazione in cui la paura del diverso e la paura del contagio si saldano in un unico, spietato, rigetto dell’altro. Il regista Jonathan Demme sceglie di ambientare la propria storia a Philadelphia e non a Boston, poiché la grande città della Pennsylvania si offre particolarmente evocativa. Innanzitutto il nome, Philadelphia, che in greco classico richiama ai concetti di amore e fratellanza,  e certamente non è un caso che proprio in questa città dal respiro democratico fu firmata la Dichiarazione d’Indipendenza Americana, la quale, come ricorda lo stesso Avvocato Miller, recita: Tutti gli uomini sono stati creati uguali. Philadelphia non è una storia d’amore, né ricorre ostinatamente al motivo retorico e patetico della commiserazione; è un film giudiziario, che chiama al banco degli imputati molto più di un’ipotesi di licenziamento motivata dalla discriminazione: chiama in causa il pregiudizio stesso. L’amore, in un film che non parla d’amore, compare improvvisamente quale trait d’union tra due vite che si dichiarano incomparabili e si rivelano invece, profondamente simili.

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