Il Presepe: simbolo del Natale, conosciamo la sua storia?

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Il Presepe: simbolo del Natale, conosciamo le sue origini, la sua storia? Scopriamolo insieme per avvicinare il simbolo alla sua vera natura

presepe il simbolo (Istock)

Quando pensiamo al Natale pensiamo alla gioia, alla festività che questo periodo porta con se e già agli inizi di Dicembre prepariamo i simboli che ormai fanno parte del mondo intero, l’albero di Natale che addobbiamo con i nostri cari il giorno dell’Immacolata concezione (8 dicembre) come per tradizione, e il Presepe. Per il presepe sappiamo davvero cosa sta ad indicare? Certo, tutti noi sappiamo cosa rappresenta, la natività di Gesù, il percorso che Giuseppe e Maria hanno fatto fino alla nascita di Cristo ma, davvero sappiamo da dove ha origine il presepe? Chi fu il primo a farlo? Chi ebbe avuto l’idea cristiana di portare questa rappresentazione della nascita in giro per il mondo intero? Scopriamolo insieme!

Il Presepe: simbolo del Natale, le origini che non conosciamo

Presepe (Istock)

Si narra che il primo presepe vivente (o presepio) avvenne nel lontano 1223 per volere di San Francesco d’Assisi nel cuore della Valle Reatina e, più precisamente a Greccio, un piccolo paesino nell’entroterra laziale. L’idea era venuta al Santo durante il Natale dell’anno prima a Betlemme. Francesco rimase particolarmente colpito tanto che, tornato in Italia, chiese a Papa Onorio III di poter ripetere le celebrazioni per il Natale successivo.

A quei tempi le rappresentazioni sacre non potevano tenersi in chiesa. Il Papa così gli permise di celebrare una messa all’aperto, proprio nel paesino umbro. I contadini del paese accorsero nella grotta, i frati con le fiaccole illuminavano il paesaggio notturno e all’interno della grotta fu inserita una mangiatoia riempita di paglia con accanto il bue e l’asinello. Quello fu il primo presepe vivente: una tradizione che si rinnova ancora oggi in piccoli e grandi centri dove si rievoca la Notte Santa.

Il primo presepe con tutti i personaggi risale al 1283, per opera di Arnolfo di Cambio, scultore di otto statuine lignee che rappresentavano la natività e i Magi. Questo presepio è conservato nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Inizialmente questa attività prese piede in Toscana e subito si diffuso nel Regno di Napoli, dove ancora si detiene il primato italiano in termini di tradizione, curiosità e innovazione. Infatti tra il 600 e il 700 gli artisti napoletani decisero di introdurre nella scena della Natività personaggi immortalati nella vita di tutti i giorni, soprattutto durante il loro lavoro. Questa tradizione è ancora molto viva, come dimostrano le popolari bancarelle piene di personaggi lungo la via San Gregorio Armeno. Sempre agli artisti napoletani si deve l’aver dotato i personaggi di arti in fil di ferro e l’averli abbigliati di abiti delle più preziose stoffe e soprattutto di aver realizzato le statuette di vip, politici e personalità note.

La raffigurazione della Natività ha però origini ancora più antiche. Infatti, i primi cristiani usavano dipingere o scolpire le scene della nascita di Cristo, nei loro punti d’incontro, come per esempio le catacombe romane. L’evoluzione dell’iconografia interesserà, successivamente, anche lo sviluppo del presepe che nel corso dei secoli si evolve nelle tecniche, nell’uso dei materiali e nelle dimensioni artistiche. In Italia il presepe più famoso è quello caratteristico napoletano ma in tutte le regioni italiane non manca la tradizione legata alla messa in scena del presepe sotto le feste.

Il presepe è una vera e propria rappresentazione religiosa legata ad un evento cristiano, la nascita di Gesù e, come tutti sappiamo, i personaggi che formano il presepe hanno tutti un ruolo ben preciso all’interno di questa rappresentazione. Ma scopriamoli più da vicino

Chi sono i personaggi tipici del presepe?

Presepe simbolo del Natale (Istock)

I personaggi che formano il presepe non sono semplici statuine messe lì a caso. Ognuna di loro, nella loro simbologia, rappresenta qualcuno ma noi, di certo, non ne conosciamo la storia e le origini. Questi personaggi sono rappresentativi, della moda, degli utensili, dei mestieri quotidiani, e rappresentano tutta la società. La realtà dell’epoca è descritta anche nella fisionomia e nell’espressione dei volti dei popolani, che sono per lo più pastori che portano qualcosa in dono. Il concetto ispiratore del dono è che ciascuno offre ciò che può.

La Sacra Famiglia

Presepe il simbolo di Natale (Istock Photos)

I personaggi della Sacra Famiglia sono l’elemento cardine di tutti i presepi e sono sempre presenti anche in quelli più piccoli e modesti. I tre protagonisti sono Gesù Bambino, posto nella mangiatoia la notte di Natale (anche se in alcune tradizioni viene posto nella mangiatoia solo il 25 dicembre). Accanto a lui si trova Maria, collocata nella capanna (o nella grotta) nei pressi della mangiatoia che ospita il figlio ed è solitamente rappresentata con abiti blu o azzurri. Fino al XIV secolo veniva rappresentata sdraiata accanto al figlio, mentre nei secoli più recenti l’iconografia l’ha sempre figurata in ginocchio o adorante. San Giuseppe è solitamente simile per abbigliamento e fisionomia ai pastori, è situato a lato di Gesù ed è caratterizzato da un bastone con l’impugnatura ricurva, i suoi vestiti sono o gialli o marroni. Inoltre in alcune rappresentazioni Maria viene rappresentata sopra l’asino che attende Giuseppe che sta cercando un alloggio che per via del censimento non è disponibile.

Il personaggio di Maria è esso stesso simbolo di purezza, non a caso porta vesti bianche e azzurre. San Giuseppe viene rappresentato come colui che accoglie il figlio di Dio con umiltà, rappresentato con il capo chino e uomo di rare virtù.

Gli animali del Presepe

presepe simbolo del Natale gli animali (Istock)

Il bue e l’asinello sono i due animali principali che troviamo nel presepe e che rappresentano l’allegoria degli Ebrei e dei gentili che riconoscono la divinità del loro re. Ma il presepe è pieno di animali: dalle pecore, ai dromedari, ai cammelli. L’asino, invece,  è collocato nella stalla dietro la mangiatoia ospitante Gesù, ed è, secondo alcuni, quello che avrebbe accompagnato Maria e Giuseppe nel loro viaggio. Le pecore: solitamente sono molte e vengono disposte nei pressi dei pastori; nei presepi più elementari il rapporto vede in vantaggio i secondi in quanto essi ne prevedono solo un paio. I cammelli  vengono spesso aggiunti insieme ai Re Magi e sono solitamente, per le loro grandi dimensioni, prerogativa dei presepi più grandi. Oltre a questi animali principali, spesso i presepi artigianali contengono altri ovini, cavalli, bovini, volatili e animali esotici.

I Re Magi

presepe il simbolo del Natale (Istock)

I Re Magi rappresentano il viaggio notturno dell’astro, che termina lì dove si congiunge con la nascita del nuovo sole Bambino, credenza tipica delle tarde religioni mesopotamiche. Verso metà del ‘500 i tre Magi (le statuine che rappresentano Gaspare, Melchiorre e Baldassarre sono aggiunte tradizionalmente la notte precedente l’Epifania), sono rappresentati con abiti ricchi e reggono i tre doni spesso rappresentati in groppa a tre diversi animali: il cavallo, il dromedario e l’elefante che rappresentavano rispettivamente l’Europa, l’Africa e l’Asia. I continenti conosciuti e dunque la gente del Mondo. I doni che i Re Magi portano a Gesù sono l’oro, simbolo di luce, dono riservato ai re e alle divinità solari; l’incenso che simboleggia la purificazione e l’elevazione dello spirito; la mirra, simbolo della doppia natura del Bambino divino alla cui umanità si augurava salute.

I Pastori e gli Artigiani

Presepe il simbolo del Natale, i pastori e gli artigiani (Istock)

I Pastori costituiscono la classe più povera e sono i primi personaggi ad adorare il Bambino. Rappresentano un gruppo molto variegato e sono ritratti in diversi momenti della loro giornata. Il numero dei pastori può variare da uno o due nelle rappresentazioni più elementari a qualche decina nei presepi più ricchi; vengono solitamente posti davanti alla capanna (o, in alternativa, alla grotta) oppure percorrono i sentieri che conducono al luogo dove è collocata la mangiatoia. Gli Artigiani, invece rappresentano tutte le professioni praticate in quel tempo e sono probabilmente la categoria più complessa. I più classici sono i fabbri, le donne incaricate di lavare i panni presso il ruscello diventato, soprattutto negli ultimi anni, un elemento essenziale, gli allevatori intenti a mungere bovini, i muratori, ecc. Non mancano comunque statuine ritraenti personaggi più particolari. Come per i pastori non esiste limite alla loro quantità, ma nei presepi più semplici possono essere omessi. Sono rappresentati mentre svolgono le loro attività, ma si riesce a cogliere facilmente dalla posizione e, nel caso di statue grandi e dettagliate, dall’espressione la distrazione provocata dalla notizia.

I simboli del Presepe: la grotta e il fiume

Presepe il simbolo del Natale la grotta (Istock photos)

Dalla nascita del presepe sino ad arrivare ai giorni nostri, il simbolo per eccellenza della natività è legato ad esso. Nel presepe moderno risiedono il realismo dell’avvento e la raffigurazione simbolica della nascita così come in passato. In tutti i presepi della tradizione, si riscontrano una serie di luoghi fissi di rappresentazioni con una loro precisa collocazione il cui significato va oltre la semplice raffigurazione paesaggistica. Basti pensare alla Grotta dove nacque Gesù, simbolo materno per eccellenza, così come la rappresentazione del fiume, simbolo anch’esso materno, poiché rappresenta la rigenerazione, la vita all’interno del grembo materno nonché del ciclo vitale. Il presepe è carico di simbolismo, e con uno sguardo più accurato possiamo leggere tutti questi simboli che sono lì per parlarci della storia, della vita e della nascita.

I Presepi viventi: le rappresentazioni in giro per l’Italia, dove vederli

presepe il simbolo del Natale, dove vederli in Italia (Istock)

Ogni regione italiana ha la sua storia particolare, raccontata ed esposta con creatività e simbolismi propri in riferimento al fedele evento cristiano.

Rappresentazioni di presepi viventi animano ogni anno borghi e città di tutta Italia. Alcuni tra i presepi viventi più caratteristici da vedere si trova proprio nelle Marche, con la rappresentazione storica del Presepe vivente di Genga (AN). Curiosità di questo presepe è che ha una superficie coperta di 30mila mq, incastonato nella Gola di Frasassi ove sorge il suggestivo Tempio di Valadier. Diviene così il presepe coperto più grande al mondo.

Altro presepe da visitare è il Presepe vivente Grottammare (AP) dove un intero borgo diventa presepe, così come il Presepe vivente di Potenza Picena (MC) da apprezzare la suggestiva location, la selva dei Frati Minori dove avviene la rappresentazione. Per finire ad Urbino va in scena dal 5 dicembre la Festa del Duca d’inverno con il Presepe Rinascimentale tutto da scoprire. Quest’anno tra una fetta di panettone e un calice di spumante ricordiamo che il presepe non è altro che la vita che inizia,  dunque che sia di buon auspicio, per un anno prospero di sorrisi.

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