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Da Baglioni a Bocelli, fenomenologia del cantautore natalizio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:00
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L’avvento del Natale ha portato negli anni molti cantautori a raccontare in musica lo spirito della festa. Ecco cinque esempi italiani di maggior fortuna: da Bocelli a Baglioni passando per Enrico Ruggeri

Claudio Baglioni tour
Fonte: Instagram @claudiobaglioniofficial

L’avvento del Natale porta con sé più di qualche aspetto, perchè come sottolinea una profetica pubblicità: “L’attesa del piacere è essa stessa il piacere”. Infatti, per molti non è bello il Natale in sé, ormai sempre più laico e intriso di luoghi comuni che poco hanno a che fare con la cristianità, ma diventa irrinunciabile la gioia dell’attesa: il prepararsi a festeggiare, con tutta quella serie di rituali antecedenti alle feste comandate che compongono un ideale calendario dell’avvento: al posto dei cioccolatini, ogni giorno che passa, sino alla fine di dicembre, abbiamo scadenze da rispettare.

Vale per i comuni mortali, quasi tutti, immersi nel turbinio di file per attraversare i centri commerciali alla caccia dell’ultimo regalo, vale – se è possibile ancor di più – per i vip che devono prepararsi alla festa anche se magari il Natale lo odiano. I personaggi famosi, in definitiva, devono avere lo spirito natalizio in dotazione anche se solo a sentir parlare di pungitopo e abete gli viene l’orticaria: la loro immagine impone, quantomeno pubblicamente, una sorta di politically correct per cui se li trovate in qualche programma ad essere intervistati non stupitevi se notate di quando in quando riferimenti velati a Babbo Natale e soci. Continui rimandi al buon senso e alla concordia, perchè arriva Natale, quando bisognerebbe esser “più buoni” tutto l’anno: la retorica è servita.

I cantori del Natale: ecco chi ha avuto maggior fortuna

Elio e le storie tese (Twitter)

 

Il principale ingrediente del business natalizio è proprio questo: l’artificio retorico e artistico. I bambini realizzano la recita natalizia davanti agli adulti, questo iter si ripete di generazione in generazione per dar vita ad un determinato retaggio culturale che resta impresso nella mente: da piccoli si chiama recita, da grandi diventa spettacolo. Per chi può permetterselo. E il nettare dello spettacolo, al giorno d’oggi, è la SIAE.

A Natale, autori, editori e cantautori ne fanno tantissima. I guadagni dalle opere a tema si moltiplicano. Quindi non può essere, malgrado tutto (comprese eventuali reticenze), una festività da snobbare. Dunque, fra le altre cose, torna attuale il cantautore natalizio. Negli Usa lo chiamano crooner (letteralmente significa canticchiare) ed è quel tipo di cantore che riadatta canzoni e melodie in chiave confidenziale, in poche parole: Michael Bublè. Colui che notoriamente vive e si esibisce in vari periodi dell’anno, ma si ha sempre l’impressione che lo scongelino soltanto con la prima neve di fine ottobre per prepararsi alle compilation natalizie.

Tanti soldi (per tutti quei colleghi dell’artista canadese che vogliono cimentarsi sul suo stesso campo) e troppi ricordi da consegnare agli ascoltatori. Non c’è solo in America, però. La tradizione del crooner si è diffusa, con il favore del tempo, anche in Italia. Così, a Natale, più di qualcuno si reinventa musico e paroliere a disposizione degli affezionati con tanto di cd personalizzato e scaricabile (legalmente) per l’occasione. Ecco i cinque artisti che nel nostro Paese hanno fatto maggior fortuna con le vicende di Santa Claus.

Buon Natale Compilation, Elio e Le Storie Tese. Correva l’anno 2005 e la band milanese, ai limiti del demenziale, confezionò una serie di hit (6 per la precisione) che cantarono il Natale con filosofia ironica e dissacrante. Radio Deejay ci mise lo zampino e il successo è servito.

Il regalo di Natale, Enrico Ruggeri. Il cantautore milanese, nel lontano 2007, decise di cantare le festività con toni rock. Il cofanetto quindi racchiude gli intramontabili successi White Christmas e Jingle Bells rivisitati in chiave hard core e, tra gli altri, brani inediti come “C’era una volta il Natale” e “Regalo di Natale” che dà il titolo all’album stesso.

Un piccolo Natale in più, Claudio Baglioni. L’artista romano ha sempre avuto un rapporto particolare, quasi morboso, con le festività. Al punto da arrivare ad incidere un disco, nel 2012, che consente di cantare il Natale in 26 modi differenti rivisitando alcune tra le più famose canzoni a tema natalizio. Questo è uno degli album che ha fruttato maggiormente al cantautore, secondo solo ai risultati di “Questo piccolo grande amore” e “Strada facendo”.

My Christmas, Andrea Bocelli. Uno dei massimi interpreti della lirica italiana ed internazionale ha ceduto all’appeal del Natale concependo un album senza pari. Dieci anni fa, il cofanetto che racchiude cover delle più celebri canzoni natalizie, è stato inciso in cinque lingue tra cui il Latino (per il brano Adeste Fidelis). All’epoca vendette ben cinque milioni di copie, piazzandosi al decimo posto della classifica annuale delle vendite. Negli Stati Uniti, le copie vendute furono due milioni che gli valsero la quinta posizione nel ranking di vendite e il doppio disco di platino.

Laura Xmas, Laura Pausini. La cantautrice di Solarolo vive ogni anno il Natale come un sogno itinerante che si realizza, nel 2016 incise questo disco contenente 12 tracce della tradizione natalizia riadattate in genere swing: 60 paesi di distribuzione e presentazione del lavoro in una delle location più suggestive, Disneyland Paris.

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