Dal ristorante alla sala: 7 trattorie celebri del nostro cinema

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Il cinema italiano ha girato molte scene nei ristoranti, alcune hanno fatto epoca. Ecco le trattorie più rappresentative nella Settima Arte.

I ristoranti più iconici del nostro cinema (Getty Images)

Il cinema, volendo, sa essere una cornice sulla vita reale: la Settima Arte cattura suggestioni, sentimenti ed emozioni dalla nostra quotidianità riassumendole in un’ora, due o tre, a seconda delle esigenze. Un film, in qualche maniera, è il racconto di noi stessi o della proiezione di quello che avremmo voluto essere o che saremo.

Il cinema è un riflettore puntato sulla nostra mente, che illumina il grigiore della routine abbagliando con rivelazioni inaspettate in grado di identificare un luogo con uno stato d’animo e viceversa. Quante volte ci è capitato di passeggiare e ripensare ad una scena – per così dire – del nostro vissuto soltanto vedendo uno spiazzo, l’entrata di un ristorante, la vetrina di un negozio? Lo stesso accade a registi e sceneggiatori solo che loro i film non se li fanno solo in testa, come può succedere a molti di noi secondo cui la macchina da presa è il flusso di coscienza, riescono a dargli una quadratura portandoli sul grande schermo.

Cinema e ristoranti: i luoghi più iconici della Settima Arte

Trattoria “Sora Lella” a Roma (Getty Images)

Nel mondo della celluloide sono tanti i luoghi che hanno fatto la storia di altrettanti cult di genere: dalla celluloide alla cellulite è un attimo, per cui non è così sbagliato pensare che molti luoghi iconici – per registi e cultori del settore – siano ristoranti. Nella Capitale, ad esempio, basta guardarsi attorno per ritrovare centri nevralgici del nostro cinema.

Dal centro alla periferia di Roma è tutto un ricordare, un ricondurre a scene, momenti e interpretazioni: ad esempio, all’Isola Tiberina troviamo la trattoria “Sora Lella”, ristorante gestito dai nipoti della famosa caratterista che ha lavorato per anni al fianco di Verdone. Lì dentro si respira l’aria di un’arte cinematografica ormai tramontata pur essendo intramontabile, sembra di rivivere ogni volta istanti indimenticabili della commedia all’italiana. Luogo imprescindibile per Verdoniani e non solo.

Spostandoci a Trastevere, volgiamo lo sguardo in Vicolo dei Cinque e l’attenzione non può non andare alla trattoria “Cencio La Parolaccia”: ristorante ripreso e descritto in vari lavori, da ‘Fracchia la belva umana’ a ‘Simpatici e antipatici’ di Christian de Sica, tra stornelli romani e linguaggio colorito – come impone il nome – ai clienti. I piatti sono quelli tipici della cucina romana, evidenziati anche nelle singole scene.

Nel 2013 Paolo Sorrentino conquistò l’Oscar con “La grande bellezza” anche grazie ad una scena epocale che racchiude la reunion dei protagonisti a cena, momento rappresentato all’Hotel Columbus – albergo a 4 stelle sin dal 1950 – all’interno del quale è situata “La veranda”, ristorante con una sala ricca di affreschi in grado di ospitare sino a 300 commensali. Definita “Il gioiello della corona”.

In periferia troviamo, invece, il bar Necci situato al Pigneto. Lì, oltre all’opera di famosi street artist come Mauro Pallotta (famoso per aver disegnato l’occhio di Pasolini all’entrata dell’esercizio), hanno girato molti registi tra cui Francesca Archibugi nel corso del film “Questione di cuore”. Per il New York Times uno dei migliori ristoranti della Capitale, che ha ampliato l’offerta da una decina d’anni.

Mentre in “Mangia, prega, ama” la famosa scena degli spaghetti con Julia Roberts è girata a via degli Antiquari, dove c’è – per l’appunto – l’Osteria dell’antiquario. Woody Allen, infine, si servì dall’Osteria Margutta che compare in una scena di “To Rome with Love” all’interno di una delle quattro storie presenti nella trama del film. Correva l’anno 2012 e Allen, oltre ad essere un grande regista, ha dimostrato anche d’essere una buona forchetta.

Molto spesso basta saper scegliere, a tavola come in sala. I film sono cibo per il nostro intelletto che si nutre anche di luoghi particolari: meglio ancora se c’è una tovaglia sopra, mangiare è simbolo di condivisione. Sarà per questo che il cinema e la culinaria vanno di pari passo.

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