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Rabarbaro: proprietà, benefici, controindicazioni e come usarlo in cucina

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:17
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Il rabarbaro è un rizoma ancora poco utilizzato ma dal sapore unico. Scopriamone le proprietà, le eventuali controindicazioni e tutte le curiosità che lo riguardano.

Rabarbaro Fonte Istock photo

Il rabarbaro è una pianta di origine cinese che si è diffusa in Asia e in Europa. Di origini antichissime, era già noto intorno al 2700 a.C. Ricco di fibre e di vitamine è un alimento che vanta anche alcune proprietà benefiche come, ad esempio, quella lassativa. Come ogni alimento anche il rabarbaro ha degli effetti collaterali, alcuni anche importanti. Scopriamo quindi tutto ciò che lo riguarda, iniziando dai valori nutrizionali e proseguendo con i modi di usarlo in cucina.

Tutto sul rabarbaro: proprietà, controindicazioni e ricette

Il rabarbaro è una pianta erbacea della specie Rheum. Può arrivare fino a due metri e ha grandi foglie e fiori di colori che vanno dal bianco, al giallo sino al rosso. Noto sia come alimento che come medicinale, per questo ultimo scopo si usa di solito una specie particolare dal nome Rheum palmatum, noto più comunemente come rabarbaro cinese.
Le sue foglie vengono usate spesso come verdura ma l’uso più comune del rabarbaro è quello per le composte o le marmellate che ne esaltano il sapore. Pur non esistendo una fissa giornaliera, il consiglio, viste anche le particolari controindicazioni della pianta, è quello di non esagerare con il consumo.

Calorie e valori nutrizionali
Mediamente, 100 grammi di rabarbaro apportano 21 calorie. Povero di grassi, il rabarbaro è invece ricco di alcuni minerali come il potassio, il calcio, il fosforo e il magnesio. Oltre a contenere diverse vitamine, specie quelle del grupp B, è noto per l’alto contenuto di tannini e polifenoli che ne fanno un alimento si sicura importanza per ciò che concerne i i benefici.

Proprietà e benefici del rabarbaro

rabarbaro Fonte Istock photo

Il rabarbaro apporta svariate proprietà benefiche. Tra queste, le più note sono:

  • A piccole dosi funge da digestivo
  • Ad alte dosi è un potente lassativo
  • È un vero toccasana per il fegato
  • Porta sollievo a scottature e ustioni
  • Placa il mal di pancia
  • Calma dolori dovuti alle coliche
  • Controindicazioni

Se assunte in alte dosi, il rabarbaro può provocare crampi addominali e diarrea. Il suo uso è pertanto sconsigliato in gravidanza e nei bambini al di sotto del primo anno di età. Da evitare anche in caso di diverticoli o di problemi di occlusione intestinali. In consumo delle sue foglie è sconsigliato a chi ha o ha avuto problemi di calcoli renali mentre a dosi elevate può essere tossico. Tra le altre cose può interagire con alcuni farmaci, causando aritmie o problemi di altro tipo. Prima di assumerlo, quindi, è sempre meglio consultare il proprio medico curante, specie se si ha qualche patologia in atto.

Come assumere il rabarbaro e curiosità

Rabarbaro Fonte Istock photo

Il rabarbaro può essere assunto come verdura per accompagnarne altre o per unirsi a preparazioni ideali per un contorno
Il modo migliore per utilizzarlo è sotto forma di composta o di marmellata in modo da renderlo un abbinamento perfetto per formaggi o secondi piatti o l’ingrediente principe per una crostata o un dolce di altro tipo. È noto inoltre il suo utilizzo sotto forma di decotto o di tisana per il fegato e per agevolare la digestione.
Da ricordare che prima di essere usato va sempre cucinato.

Andando alle curiosità

  • Se piantato vicino a cavoli e verze, tiene lontani gli insetti che di solito le attaccano.
  • Messo in infusione con del vino bianco da vita ad un liquido che dona dei riflessi ramati ai capelli se usato dopo il lavaggio.
  • Il suo nome è stato scelto perché un tempo veniva coltivato dai barbari.

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