Home Attualità L’Italia cambia look: all’Olimpico, contro la Grecia, in tenuta verde

L’Italia cambia look: all’Olimpico, contro la Grecia, in tenuta verde

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L’Italia contro la Grecia giocherà in maglia verde. C’è un motivo per questa scelta stilistica che ha fatto tanto discutere i tifosi, che saranno comunque presenti sabato sera all’Olimpico.

Verdi sono anche le divise d’allenamento dei ragazzi di Mancini (Getty Images)

L’Italia diventa verde. No, non è un problema di rabbia o indigestione: verde è la maglia con cui la Nazionale di Roberto Mancini giocherà sabato sera, all’Olimpico di Roma, contro la Grecia per le Qualificazioni ai prossimi Europei di calcio. Il kit da gioco prende il nome “Renaissance” dall’esigenza di ispirarsi a tessuti ed architettura del Rinascimento.

Gli azzurri – complicato chiamarli così dopo questo cambio cromatico – non è la prima volta che indossano questo colore: il precedente risale al dicembre del ’54, teatro dello scontro sempre l’Olimpico di Roma. Quella volta contro l’Argentina finì 2-0 in favore dei nostri ragazzi. Il motivo di questo revival è sicuramente un pizzico di scaramanzia e, poi, la Federazione vuole omaggiare il nuovo corso azzurro all’insegna della gioventù e della freschezza. Una vera e propria svolta green che vede 12 elementi, sui 25 convocati dal Commissario Tecnico Roberto Mancini, avere meno di un quarto di secolo.

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Allenamento a Coverciano in vista della partita contro la Grecia (Getty Images)

La meglio gioventù, potrebbe azzardare qualcuno. Sicuramente il nuovo trend non è piaciuto alla maggior parte dei tifosi che, con questa scelta di stile, si sentono depredati da una sorta di appartenenza identitaria che passerebbe anche dall’abbigliamento. Molti vorrebbero, infatti, il rosso e il bianco (colori di bandiera) abbinati al verde proposto. Per non parlare della discutibile – sempre secondo la massa di followers sui social network – omologazione cromatica del tricolore: senza contare, e questa forse è la parte che pesa maggiormente per il popolo del Web, che il verde di norma viene associato ad altre nazioni. Irlanda e Nigeria in primis.

Non resta che sperare in un po’ di fortuna: se questa maglia così chiacchierata dovesse rivelarsi una specie di talismano, ogni polemica sarebbe messa a tacere. Il patriottismo viene esaltato maggiormente durante le manifestazioni calcistiche, ma decade dinnanzi alla portata scaramantica di ciascun eventuale riscontro. Uniti si vince, anche in verde, purché quella bandiera torni a sventolare dai balconi. Magari come nel 2006, dal tetto del mondo al tetto d’Europa: è presto per pensarci, ma se l’Italia dovesse arrivare in fondo alla competizione, il verde non rappresenterebbe più il malcontento degli utenti – e quindi la rabbia – bensì la speranza di un futuro roseo. Almeno sportivamente.

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