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Inchiostro per tatuaggi: un campione su cinque contiene sostanze tossiche

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:52
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Un controllo a campione effettuato dai Nas rileva la presenza di sostante tossiche o cancerogene nel 20% degli inchiostri per tatuaggi.

Foto da iStock

Il Comando dei carabinieri per la Tutela della Salute d’intesa con il ministero della Salute opera un costante monitoraggio sulla regolarità e l’innocuità dei prodotti a base di inchiostro utilizzati per la realizzazione di tatuaggi.

Durante uno dei più recenti controlli si è sancita, ispezionando l’intera filiera distributiva, la non conformità di 22 campioni per presenza sopra i limiti di legge di sostanze potenzialmente tossiche o cancerogene.

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Cerchiamo di capire allora meglio come siano stati effettuati tali controlli e il dettaglio dei problemi emersi.

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Inchiostro per tatuaggi: allarme tossicità

Fonte: Istock

Il controllo è stato effettuato su 117 aziende dedite ad attività quali produttori e distributori nazionali di pigmenti, centri di tatuaggio e importatori. 100 campioni di inchiostro per tatuaggio sono stati prelevati e inviati ai laboratori allo scopo di individuare eventuali sostanze chimiche, quali ‘ammine aromatiche’ e ‘idrocarburi policiclici aromatici (IPA)’.

Ben 22 campioni sono risultati tossici e il ministero della Salute ha disposto una serie di provvedimenti urgenti, rivolti a tutti i soggetti appartenenti alla filiera (importatori, distributori ed utilizzatori). E’ stato così imposto il divieto di vendita e di utilizzo, il ritiro/richiamo dalla rete commerciale nonché l’obbligo di informare i soggetti che si sono sottoposti a tatuaggio circa la pericolosità dei prodotti, mediante sistemi di rintraccio dei clienti o altri metodi ritenuti efficaci.

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Già un precedente servizio di controllo conoscitivo, svolto tra il 2014 ed il 2015 nell’ambito di un protocollo di collaborazione con il Dicastero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità, aveva evidenziato come 97 campioni di pigmenti per tatuaggi, su 318 oggetto di prelievo, presentassero criticità circa la sterilità, a causa di contaminazioni microbiche e fungine non compatibili con il commercio e l’impiego di tali prodotti.

Il monitorio dunque appare costante e non tentiamo a credere che ben presto potremo avere nuovi aggiornamenti. Teniamo dunque occhi e orecchie ben aperti.

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