Psicosi Puerperale: il disturbo psichico più grave per la neo mamma

0
35

Maternità e psicologia: la psicosi puerperale, cos’è e come riconoscere i sintomi. Un disturbo psichico tra i più gravi, come uscirne senza danneggiare la salute del neonato e quella della mamma

Psicosi Puerperale (Istock Photos)

La gravidanza prima e la maternità dopo costituiscono per la donna un momento di cambiamento nella sua vita. Gli equilibri conosciuti sino a quel momento vengono stravolti per far spazio ad una nuova vita. Tutto si modifica e si plasma in un’altra vita che contenga lei, il bambino e la nuova situazione familiare. Anche la coppia viene a modificarsi, ovviamente, e la donna e l’uomo che fino a poco tempo fa erano moglie e marito ora, con la nascita del neonato rivestono nuovi ruoli importantissimi, quelli di madre e padre. Molteplici risultano le emozioni e i vissuti psicologici associati all’evento della nascita di un bambino. La gravidanza è un evento psicosomatico che genera modificazioni sia fisiologiche che psicologiche nella donna in cui si riattivano conflitti legati al periodo infantile e si riattualizzano processi di identificazione inconsci con la figura materna. I conflitti infantili trovano una risoluzione in questo periodo di svolta, che comporta una rielaborazione delle proprie esperienze e il raggiungimento di un maggiore livello di integrazione. Le neo-mamme in questa fase del ciclo vitale ridefiniscono la propria identità femminile, rivivono il processo di separazione-individuazione dalla propria madre e sperimentano una duplice identificazione con la madre e il feto: sono allo stesso tempo figlie delle loro madri e madri dei loro figli.

Potrebbe interessarti anche: Toxoplasmosi in gravidanza: cos’è, i rischi per il feto e come curarla

La gravidanza, tuttavia, non viene vissuta da tutte le donne nello stesso modo: infatti, essa può arrivare nel momento giusto, troppo presto o troppo tardi, dopo tanti tentativi, può essere desiderata o non programmata, può avvenire senza che si abbia un partner stabile o si potrebbe essere in un Paese straniero o in difficoltà economiche. Questi fattori influenzano il proprio modo di vivere la gravidanza e le emozioni conseguenti: ad es. la donna potrebbe essere in ansia o esperire un umore deflesso se la gravidanza arriva troppo presto o se non si ha un partner stabile supportivo o se si versa in difficoltà economiche, ecc. Dunque, a seconda del proprio vissuto, possono emergere soprattutto emozioni positive di gioia e speranza o emozioni negative durature e intense di ansia o tristezza. Tuttavia, anche nelle situazioni in cui la gravidanza è desiderata ed è rappresentata positivamente nella propria mente, possono alternarsi emozioni positive e negative, gioie e ansie, speranze e delusioni. Questo è del tutto normale. Mentre, ciò che deve essere tenuto in seria considerazione sono le inclinazioni post parto che possono insorgere nella neo mamma. Parliamo di disturbi psicologici e psicopatologici gravi come per esempio la psicosi puerperale. Non troppo conosciuta è, comunque una malattia psicologica seria e tra le più gravi che possa esserci. Analizziamo in fondo la psicosi puerperale, come riconoscerla attraverso i primi sintomi e come comportarsi a riguardo.

Potrebbe interessarti anche: Da Maternity-blues a depressione Post-partum: i segnali pericolosi

Psicosi puerperale: cos’è e come riconoscerla nelle neo mamme

Psicosi Puerperale, cos’è e come riconoscerla (Istock)

Come abbiamo appena specificato, non tutte le donne reagiscono allo stesso modo dopo il parto. Le ansie legate al piccolo arrivato sono tante, così come ledomande che le neo mamme si pongono in quei primi giorni: “Sarò in grado di accudirlo?” oppure “Sarò una buona madre?”. Tutte domande lecite e normalissime che, specie se si è alla prima gravidanza, sorgono spontanee. Ciò che cambia, rispetto all’insorgenza di una vera e propria patologia psichica è la tempistica. Nel senso, i cambiamenti ormonali post parto inducono la neo mamma a poter accusare nei primi 10/15 giorni dopo il parto, a soffrire un po’ di  Maternity-blues. 

Questo, se circoscritto nella prima settimana o al massimo nella seconda è normale e dipende, ricordiamo, dalla nuova situazione che si è creata (l’arrivo del bebè), nonché dagli sbalzi ormonali post parto. Ciò che, invece, è da tenere in stretta osservazione è la psicosi puerperale, vera e propria psicopatologia grave e, per fortuna, rara, che affligge alcune neo mamme. Scopriamo cos’è e quali sono i sintomi legate ad essa.

La psicosi puerperale (del postpartum) si manifesta nelle donne che hanno appena partorito; la sindrome è più spesso caratterizzata da depressione, delirio e timore da parte della madre di fare del male al bambino oppure a se stessa.

Queste idee di suicidio o infanticidio vanno tenute sotto stretto controllo, poiché alcune madri hanno agito in conseguenza di tali idee. Questa psicosi puerperale è il disturbo psichiatrico più grave e raro. I sintomi caratteristici sono: deliri, allucinazioni, brusche oscillazioni dell’umore, disturbi del comportamento. La madre manifesta un rifiuto totale del piccolo e per la maggior parte del giorno appare triste ed apatica, tanto da non dedicarsi neanche alla cura del sé. Spesso compaiono idee paranoidi di persecuzione e si rileva un alto rischio di suicidio e di infanticidio.Questi disturbi hanno delle conseguenze sia a breve che a lungo termine anche sul bambino e sulla relazione di attaccamento tra madre e bambino. Da questo, si comprende, quanto sia fondamentale una precoce individuazione dei sintomi per evitare che il disturbo si aggravi e per poter intervenire tempestivamente. La maggior parte dei dati disponibili indica una stretta relazione tra la psicosi postpartum e i disturbi dell’umore, in particolare i disturbi bipolari e il disturbo depressivo maggiore.

Quindi, un episodio di psicosi postpartum è essenzialmente un disturbo dell’umore, solitamente bipolare, ma anche depressivo. I parenti di una persona con una psicosi post-partum hanno infatti  un’incidenza di disturbi dell’umore simile a quella dei parenti di pazienti affetti da disturbi dell’umore.
La validità delle diagnosi di disturbi dell’umore viene solitamente verificata entro un anno dal parto, quando fino ai due terzi dei pazienti possono avere un secondo episodio del disturbo sottostante. In pochi casi una psicosi puerperale deriva da una condizione medica generale associata a eventi perinatali, come infezioni o intossicazioni da farmaci.

Psicosi Puerperale, quali sono i sintomi da considerare

Psicosi puerperale, quali sono i sintomi evidenti (Istock Photos)

La depressione post partum va distinta dalla psicosi post partum dove i sintomi sono rappresentati da grave alterazione dell’umore e del comportamento, con sintomi gravi quali deliri e allucinazioni.

Abbiamo già detto che la psicosi puerperale è una malattia mentale grave, ma abbastanza rara, che è più probabile che si verifichi nelle prime due settimane dopo la nascita. Può svilupparsi molto rapidamente (spesso in poche ore). I sintomi possono cambiare molto rapidamente anche nel corso della stessa giornata.

I segni premonitori di una psicosi puerperale includono:

  • Calo importante del tono dell’umore
  • Euforia
  • Disturbi del sonno
  • Insorgenza di comportamenti anormali per il carattere della persona
  • Psicosi generale
  • Disturbi paranoici affettivi
  • Stato confusionale acuto
  • Paranoie e angoscia profonda

In alcuni casi sono descritti sintomi cognitivi atipici quali disorientamento, confusione, perplessità, derealizzazione e depersonalizzazione. Ha una prevalenza stimata in 1–2 per 1000 nascite e nella maggior parte dei casi esordisce nelle prime due settimane dal parto. Tra le conseguenze negative della Psicosi Puerperale vi è l’interruzione precoce della relazione madre-bambino con possibili severe conseguenze nello sviluppo emozionale, cognitivo e comportamentale del neonato nel lungo periodo . Le donne affette da PP sperimentano, rispetto a quelle affette da depressione post partum (DPP), meno difficoltà a stabilire una relazione sana con il figlio dopo le dimissioni ospedaliere. Vi sono evidenze che suggeriscono una forte correlazione tra la PP e il disturbo bipolare sebbene esista una bassa incidenza di episodi caratterizzati sintomi schizofreno-simili. La neomamma tende ad avere un’errata percezione della realtà soprattutto dal punto di vista visivo e uditivo, sentendo, per esempio, voci che le impartiscono ordini. Si sono riscontrati casi di deliri di possessione demoniaca che portano a credere che il neonato sia un demone di cui bisogna sbarazzarsi.

Caratteristicamente  la neo mamma inizia a lamentare stanchezza, insonnia e irrequietezza motoria e può avere episodi di pianto e labilità emotiva. In seguito possono comparire sospettosità, confusione, incoerenza, affermazioni irrazionali e paure ossessive sulla salute e il benessere del bambino. I deliri possono essere presenti nel 50% e le allucinazioni nel 25% delle pazienti. Sono anche comuni lamentele sull’incapacità di muoversi, mantenere la stazione eretta e camminare. La mamma può avere la sensazione di non volersi prendere cura del bambino, di non amarlo e, in alcuni casi, di volere fare del male a sé, al bambino o a entrambi. I contenuti deliranti possono comprendere l’idea che il piccolo sia morto o malato. La paziente può negare la nascita e può affermare di non essere sposata, di essere vergine, perseguitata, sotto un controllo esterno, o perversa. Le allucinazioni possono avere gli stessi contenuti e coinvolgere voci che dicono alla paziente di uccidere il bambino.

Potrebbe interessarti anche: Maternità: perché nessuno mi ha parlato della depressione della casalinga?

L’esordio di floridi sintomi psicotici è solitamente preceduto da segni prodromici, come insonnia, agitazione, irrequietezza motoria, labilità dell’umore e lieve deficit delle capacità cognitive. Dopo l’esordio della psicosi la donna può essere pericolosa per sé e per il neonato, secondo il contenuto del suo sistema delirante e il suo grado di agitazione.
In uno studio, il 5% delle neo mamme ha commesso suicidio e il 4% infanticidio.
Una risoluzione favorevole è associata a un buon equilibrio psicologico nella fase premorobosa e alla presenza di una struttura familiare di supporto.
Se vuoi restare aggiornata su tutto ciò che riguarda la gravidanza, la maternità, la psicologia e  come cresce e si sviluppa il tuo bambino CLICCA QUI!
Quali sono i fattori di rischio di una psicosi puerperale?

psicosi puerperale, i fattori di rischio dell’insorgenza della patologia (Istock Photos)

I più importanti fattori di rischio per lo sviluppo di una Psicosi puerperale sono un’anamnesi positiva personale o famigliare per disturbo bipolare o precedenti episodi di Psicosi puerperale. Sono state esaminate numerose complicanze ostetriche in relazione al rischio di sviluppo di PP (incluse complicazioni in gravidanza e durante il parto, taglio cesareo, sesso del bambino e periodo gestazionale) ma l’unica consistente evidenza di associazione è stata con la primiparietà. Inoltre in contrasto con gli episodi di depressione post-partum non psicotici la nascita di un figlio non rappresenta un possibile fattore di stress per lo sviluppo di PP, né vi sono evidenze che eventi di vita stressanti rappresentino fattori di rischio per PP sebbene un partner supportivo possa essere considerato un fattore protettivo. Lo stesso ruolo degli ormoni come fattore di rischio (inclusi estrogeni, progesterone, prolattina, FSH, LH) ha dato evidenze solo circostanziali mentre la malattia tiroidea autoimmune è risultata essere prevalente in donne all’esordio per Psicosi puerperale (19%) rispetto alla popolazione generale di donne nel post parto (5%) tanto da consigliare lo screening per gli anticorpi anti-TPO, il TSH e f T4. Infine alcune evidenze recenti sembrano suggerire numerosi accessi dal proprio Medico di Medicina Generale nel periodo peripartuale.

Recenti studi psicopatologici delle malattie mentali post parto hanno anche suggerito la presenza nella madre di sentimenti conflittuali riguardo alla propria esperienza di maternità.

Alcune donne possono non avere desiderato la gravidanza; altre possono sentirsi intrappolate dalla maternità in un matrimonio infelice. Il disaccordo coniugale durante la gravidanza è stato associato ad un’aumentata incidenza della malattia,  sebbene tale disaccordo possa anche essere riferito proprio al lento sviluppo dei sintomi del disturbo dell’umore nella madre.

In breve i fattori di rischio possono essere così riassunti:
  • Età avanzata
  • Precedente episodio di psicosi post parto
  • Storia psicopatologica pregressa
  • Familiarità psichiatrica
  • Disturbo di Personalità Borderline
  • Primo parto
  • Nascita pre-termine, problemi di salute del bambino
  • Temperamento difficile del bambino
  • Eventi traumatici durante l’anno precedente
  • Insonnia

Diagnosi e Trattamento della Psicosi Puerperale (PP)

Psicosi puerperale, trattamento e diagnosi (Istock Photos)

Poiché un episodio di psicosi puerperale è più verosimilmente relativo a un disturbo dell’umore, il decorso della sindrome è simile a quello osservato nei pazienti con un disturbo dell’umore. In modo specifico, i disturbi dell’umore sono solitamente disturbi episodici, e le pazienti con psicosi puerperale spesso manifestano un altro episodio simile entro un anno o due dopo il parto. Le successive gravidanze sono associate a un maggiore rischio di ricaduta. I sintomi che suggeriscono la presenza di un disturbo psicotico nel postpartum (psicosi puerperale, disturbo bipolare, schizofrenia, psicosi indotta da sostanze) devono essere indagati con attenzione attraverso un rapido invio allo specialista psichiatra per una individuazione precoce, una precisa diagnosi differenziale ed un celere intervento di cura (es.: farmaci, ricovero in ambiente protetto). Un caso di psicosi puerperale rappresenta a tutti gli effetti un’emergenza psichiatrica da trattare immediatamente.
Il trattamento farmacologico è indispensabile in questi casi. I farmaci psicotropi potrebbero essere indicati durante il periodo perinatale per:
  • Profilassi di un disturbo preesistente (come il disturbo bipolare)
  • Trattamento di un nuovo episodio di un disturbo mentale come la Psicosi Puerperale

Anche se esistono dei rischi associati all’uso dei farmaci psicotropi nel periodo perinatale non si deve concludere che è sempre meglio evitarli. Un disturbo mentale non trattato in questo periodo può interferire con il benessere fisico e mentale della donna, del bambino, e su altre persone significative della famiglia.

Chedonna.it è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato dalle nostre notizie SEGUICI QUI