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“Italia Viva”, Renzi è pronto a partire: i punti principali del nuovo schieramento

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Matteo Renzi è andato via dal PD da qualche giorno, “Italia Viva” è la sua nuova creatura politica. I prossimi appuntamenti, i temi e le curiosità legate al nuovo partito politico.

Matteo Renzi al Senato (Getty Images)

Matteo Renzi si avvia verso la sua nuova avventura politica: la scissone dal Partito Democratico è avvenuta nei giorni scorsi, non tra le polemiche, e ora l’ex premier è più che mai deciso a compiere gli opportuni passi che porteranno alla formazione di una nuova forza d’opposizione che, comunque, non dovrebbe staccare la spina al Governo giallorosso.

Gli scettici frenano, memori del famoso: “Stai sereno”, frase iconica che simboleggia oramai la quiete prima della tempesta, e qualcuno ha più d’un motivo per essere agitato anche se modera i toni. I primi ad attendere i responsi della nuova ‘creatura’ politica in salsa renziana sono Salvini e Berlusconi: la paura è che qualche rappresentante degli schieramenti possa cambiare casacca per accodarsi al ‘nuovo che avanza’ dal sapore di usato sicuro.

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Sono più di 40 quelli che hanno deciso di sposare la causa renziana, numero destinato a crescere: parola del senatore di Rignano che, intanto, annuncia il nome del nuovo partito. “Italia Viva”.

‘Italia Viva’: dalla genesi allo sviluppo, le tappe principali

Matteo Renzi a Bruxelles (Getty Images)

Subito notiamo un distaccamento dalla ‘vecchia politica’, lo stesso fondatore l’aveva profetizzato a “Porta a Porta” da Vespa: “Il partito novecentesco non funziona più. Voglio fare una cosa nuova, allegra e divertente ma che metta al centro i problemi. I parlamentari li ho lasciati tutti a Zingaretti”, dunque via l’etichetta partitica dal nome. Solo due parole.

La stessa idea la ebbe proprio il leader di ‘Forza Italia’ ormai parecchio tempo fa, altro cibo a disposizione dei complottisti che non avranno certamente smesso di trovare similitudini tra i due rappresentanti: riecheggia ancora sui social il famoso ‘Renzusconi’, titolo prestato poi all’editoria grazie a numerosi libri che ne spiegavano i temi e le modalità. Il giornalista Andrea Scanzi ne sa qualcosa.

“Italia Viva”, letteralmente, non è farina del sacco di Renzi: le parole in questione, infatti, furono utilizzate in tal guisa prima da Veltroni come slogan per la campagna elettorale nel 2008 e poi nel 2012 da alcuni imprenditori come nome del loro Think Tank. Gli stessi che presero di mira il toscano per il suo referendum.

L’ex segretario PD, dunque, riprende un claim per plasmarlo ad entità concreta: la concretezza la faranno i temi affrontati, tornerà di moda il decreto sicurezza bis che l’ex sindaco di Firenze punterà a smantellare. Poi c’è l’articolo 18, Renzi si batterà – stando alle indiscrezioni – affinché non venga reintrodotto. Difenderà, invece, il suo Jobs Act dando anche una smossa alla posizione dell’Italia in Europa: “Il tema è parlare, non fare una cosa in politichese, antipatica, noiosa, ma parlare a quella gente che ha voglia di tornare a credere nella politica”, ha sottolineato Renzi.

Renzi, un modo alternativo di fare opposizione

Si riparte dal dialogo, con chi? Certamente il toscano farà opposizione ai Cinque Stelle e, in un certo qual modo, anche al PD che sembrava in procinto di proporre un’alleanza coi pentastellati anche in vista delle Regionali. Renzi vorrà, dunque, andare a prendere i delusi da destra e sinistra, per inserirsi in uno spazio moderato che farà inevitabilmente da spartiacque nei prossimi appuntamenti dell’agenda politica.

A tal proposito, il leader di “Italia Viva” ammette: “Non corriamo alle Regionali (con riferimento alle elezioni in Umbria di fine ottobre), mi interessa arrivare alla Leopolda con mille comitati attivi”. L’ex premier potrebbe appoggiare il candidato civico scelto da PD e M5S, per poter poi far valere il suo peso alle successive elezioni in Emilia Romagna (dove difenderà con convinzione Stefano Bonaccini) e in Toscana (dove sosterrà Eugenio Ciani).

Tutto sembra programmato, dunque. Fin troppo bene, secondo alcuni: infatti, cominciano a trapelare particolari indiscreti sul fatto che la mossa politica dell’ex capo del governo sia stata messa in atto già dal 29 novembre scorso. Data in cui i consulenti della comunicazione renziana avrebbero acquistato e aggiornato il dominio ‘Italiaviva.com’ per dar vita alla piattaforma che, adesso, rinvia ad una homepage vuota con un cartello “Coming Soon”. L’idea che fosse già tutto previsto è un leitmotiv destinato a non spegnersi facilmente.

Ad ogni modo Renzi ha avuto quello che voleva, e cioè piena libertà di manovra in un momento in cui la sua ex forza politica di riferimento – il PD – stava ritrovando una sorta di unità. Ma al leader di Rignano i Democratici – come assetto e scelte – non sono mai andati a genio: “Del Partito Democratico non amo che sia organizzato scientificamente in correnti e impegnato in una faticosa e autoreferenziale ricerca dell’unità come bene supremo“, disse non molto tempo fa a Repubblica. Adesso ha staccato il cordone ombelicale: quanto peserà una scelta simile sugli equilibri della politica? Lo scopriremo solo vivendo, anche questa è l’Italia (Viva).

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