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Gravidanza e intimità: la guida completa dei nove mesi, pro e contro

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Gravidanza e rapporti intimi: la guida completa dei nove mesi. Quali sono i mesi più adatti e quali, invece, quelli da stare attenti: tutti i pro e i contro del sesso in dolce attesa

gravidanza e sesso (Istock)

La gravidanza è un momento delicato, tutto si tinge di rosa – o azzurro – e il mondo ci appare più sereno, perché noi lo siamo (ormoni a parte). E proprio di ormoni vogliamo parlare oggi, perché se è vero che l’attività fisica fa bene in gravidanza, è altrettanto vero che avere rapporti intimi con il proprio partner, è fondamentale per una serie di motivi, psicofisici che spiegheremo a breve. Anzitutto, quando si è in dolce attesa gli ormoni della gravidanza compiono dei veri e propri “miracoli” – a volte non sempre nel senso positivo del termine, facendoci alzare a dismisura la libido o, al contrario, “ripudiando” i rapporti intimi sotto ogni sua forma. In entrambi i casi, la “colpa”, come dicevamo, è da attribuire agli ormoni, il progesterone che in questi mesi appare come impazzito, causa anche di sbalzi d’umore nella futura mamma repentini. Ma è anche vero che accostare alla parola Gravidanza quella di rapporto intimo, spesso è considerato un tabù (purtroppo). Un aspetto quindi spesso trascurato della gravidanza è quello che riguarda la sfera sessuale; spesso infatti si hanno idee confuse sul rapporto tra intimità e gravidanza, o meglio su come si può vivere l’intimità in questo periodo.

Quando si aspetta un bambino aumenta il bisogno di ricevere coccole e tenerezze, aumenta il desiderio di sentirsi al centro dell’universo, di sentirsi desiderate dal partner e, allo stesso tempo, lo si desidera più intensamente. Il desiderio intimo, in gravidanza, può diventare più forte e il piacere più intenso e frequente. Ma così come aumenta, la voglia di “fare l’amore” può in alcuni casi anche diminuire o scomparire del tutto. Scopriamo ancora di più, focalizzandoci nei trimetri della gravidanza e cercando di capire i benefici di avere una buona intesa intima e i contro quando si è in attesa di un bebè.

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Gravidanza e intimità: aumento e calo del desiderio

gravidanza e intimità (Istock Photos)

Sul versante fisiologico, se da un lato il desiderio cala per gli alti tassi di progesterone (ormoni che riducono il desiderio), dall’altro gli ormoni gravidici facilitano la lubrificazione e la risposta al piacere, fattori che permettono alla donna di abbandonarsi tranquillamente al rapporto intimo con il partner.
In più, il muscolo uterino aumentato di “massa” permette di percepire meglio le contrazioni uterine sia durante sia dopo l’apice del piacere (le contrazioni, sempre di brevissima durata, sono presenti anche normalmente). Il calo del desiderio si verifica soprattutto durante il primo trimestre di gravidanza, mentre il secondo trimestre è invece, generalmente, il periodo più appagante anche dal punto di vista dell’affiatamento intimo.  Nell’ultimo trimestre, “l’ostacolo” fisico del pancione può ridurre il desiderio.

Se si indagano gli aspetti psicologici si deve ricordare che la donna incinta va incontro a una vasta serie di smottamenti psichici che la possono fortemente condizionare in questo campo della sua vita. I condizionamenti per lo più arrivano dalle credenze popolari che da sempre circondano la donna incinta, proibendole tutta una serie di attività. Inoltre va ricordato che la sessualità femminile viene trattata da pochi decenni e quindi è vittima di molti tabù che vanno ancora sfatati.

In uno studio del 1998 eseguito in alcune strutture ospedaliere venne rilevata una notevole riduzione dei rapporti intimi in gravidanza, riduzione attribuita a motivi di salute, alla paura di danneggiare il feto, all’aumento di dimensioni dell’addome ed alla paura di un rifiuto del partner, tutte preoccupazioni senza fondamenta serie. Va sottolineato che ogni donna dovrà regolarsi sulla base dei suoi desideri, questo è ovvio, ma deve restare costante e salda la certezza che l’attività intima, all’interno di una gravidanza sicura,  non reca alcun danno al feto. Al contrario, una vita intima soddisfacente, se desiderata, reca notevole beneficio alla donna, influenzando positivamente il suo equilibrio psichico, il che non può essere che un vantaggio per il nascituro e per la coppia.

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Benefici e controindicazioni dei rapporti intimi in gravidanza

Gravidanza e intimità, i benefici e le cotroindicazioni (Istock Photos)

Attualmente, è ormai condiviso dalla comunità scientifica che non vi sono controindicazioni se si praticano rapporti in gravidanza, tranne nei casi di gravidanze a rischio; andrebbe evitato solo nelle ultime settimane prima del parto, infatti sia le contrazioni derivate dal piacere che la presenza di una sostanza simile alla prostaglandina contenuta nel liquido maschile possono favorire il travaglio. Anche se sono ormai noti i benefici di un’intimità in gravidanza, la reazione delle coppie e in particolare della donna non è così scontata, anzi risulta influenzata da fattori psichici ed emotivi. Da un lato, infatti, nella società moderna la donna incinta ha riacquistato una sua femminilità e l’identità di donna tende ad essere conservata anche quando si acquisisce l’identità di madre, in un’ottica di maggiore unitarietà e armonia. Le neo-mamme continuano ad essere donne e compagne, oltre che mamme e questo risulta positivo per la vita di coppia. Infatti, l’interruzione dei rapporti intimi può far sentire il padre escluso dalla gravidanza; mantenendo l’intimità nella coppia, invece, il papà ha la possibilità di sentirsi parte del processo procreativo e questo aumenta la sua vicinanza sia alla donna che al bambino stesso. I timori che la coppia, e la donna in modo particolare può avere sull’avere rapporti intimi durante i nove mesi, sono da attribuire spesso all’inconsapevolezza che questo atto possa far male al bambino. Cosa assolutamente sbagliata  poiché tali timori sono assolutamente di natura psichica, in quanto fisicamente il bambino è al sicuro e non può subire nessun danno se hanno rapporti in gravidanza. Anzi, in gravidanza l’eccitazione e il piacere della donna risultano spesso intensificati a causa dell’aumentata produzione ormonale e dell’elasticità della muscolatura. Alcune ricerche hanno anche dimostrato che una sana attività intima in gravidanza può avere un effetto positivo sul parto: infatti, le donne che raggiungono il piacere in gravidanza hanno una probabilità minore di avere parti prematuri; inoltre, le prostaglandine contenute nello sperma aumentano le contrazioni uterine e possono favorire il travaglio. Anche il bambino sembra gradire la sensazione di benessere della mamma durante il rapporto intimo, a causa del rilascio di endorfine che entrano subito in circolo. Se si vogliono avere rapporti intimi, dunque la posizione consigliata dai ginecologi è quella in cui la donna sta sul fianco e l’uomo giace davanti o dietro di lei. Sconsigliabile, invece, la posizione in cui la donna “sta sopra” in quanto potrebbe determinare una penetrazione troppo profonda. Quindi, l’attività intima può avvenire con accortezza, la donna non deve provare alcun dolore o fastidio, deve quindi scegliere la posizione che le è più congeniale. Per quanto riguardano invece le controindicazioni, le situazioni che controindicano l’attività intima in gravidanza sono le condizioni di “gravidanza a rischio” (minaccia d’aborto, perdite ematiche, minaccia di parto pretermine, ipercontrattilità, placenta previa, rottura prematura del sacco amniotico, ecc.). In questi casi i rapporti intimi devono essere evitati. In breve, non bisogna avere rapporti intimi in caso di:

  • ipercontrattilità dell’utero, trattata con assunzione di farmaci per rilassare la parete uterina stessa;
  • placenta previa, ossia impiantata nella parte inferiore dell’utero, fino a coprire in parte o totalmente il collo, e perciò a maggior rischio di distacco;
  • dilatazione del collo dell’utero prematura rispetto alla data del parto;
  • rottura prematura del sacco amniotico.
  • villocentesi e amniocentesi:questi esami provocano un rischio, sia pure minimo, di aborto spontaneo: per questo si raccomanda di non avere rapporti per circa 48 ore. Poi, tutto torna alla normalità.

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La guida all’intimità in gravidanza: dal primo trimestre all’ultimo

gravidanza e intimità, la guida dei nove mesi (Istock Photos)

Se è vero che fare l’amore e avere rapporti intimi con il proprio partner non presenta assolutamente quasi nessuna controindicazione (a meno che non si hanno delle problematiche fisiche dovute alla gravidanza in corso), è altresì vero che esistono dei mesi in cui è più consentito fare l’amore e altri mesi, che sarebbe più prudente diminuire l’intensità della vita amorosa o fermarsi del tutto. Scopriamo, attraverso il calendario dei nove mesi, i trimestri migliori e quelli out.

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1. Primo Trimestre di Gravidanza e rapporti intimi

gravidanza e intimità, primo trimestre (Istock Photos)

Di solito nel  primo trimestre, l’azione degli ormoni può incidere negativamente sul desiderio della futura mamma: nausea e stanchezza sono tutt’altro che infrequenti e la futura mamma può non avere affatto voglia di fare l’amore. In alcuni casi, poi, l’aumento degli ormoni femminili e soprattutto del progesterone fa crollare la libido. Non è una contraddizione: anche nella donna, come nell’uomo, il desiderio viene stimolato dal testosterone, che è un ormone maschile, ma presente – in quantità diverse – in entrambi i sessi. E durante la gravidanza, è ridotto a livelli minimi. Non è detto, però, che il picco di progesterone abbassi sempre la libido, perché agisce anche su un altro versante: rende la zona genitale più lubrificata e, quindi, più sensibile. Questo ormone, infatti, fa aumentare l’irrorazione sanguigna in tutti i tessuti. In particolare, diventa ancora più recettivo alle stimolazioni il cosiddetto ‘punto G’, una zona all’interno della vagina ricca di terminazioni e nota per essere fonte, anche in condizioni normali, di un piacere profondo.

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2. Secondo Trimestre di Gravidanza: rapporti intimi ok

Gravidanza e intimità, secondo trimestre (Istock Photos)

Dopo i primi tre mesi di gravidanza, quando la donna ha finalmente passato la brutta fase della stanchezza, della sonnolenza e della nausea, si sentirà più propensa ad avere rapporti intimi con il proprio compagno. In questo Secondo trimestre, infatti, gli ormoni saliranno considerevolmente, facendo risvegliare nella futura mamma, il desiderio intimo precedentemente assopito. Quindi, gli sbalzi ormonali sono meno marcati, eventuali minacce di solito si risolvono e tutti i disturbi tipici del primo trimestre normalmente scompaiono o si riducono. In più in questo secondo trimestre di gravidanza molte donne si sentono più belle, anche fisicamente, il seno è prosperoso e turgido, la pelle morbida, i capelli fluenti e le unghie splendenti. Ma non è solo una sensazione fisica. Chi vive l’attesa come se avesse raggiunto il culmine della femminilità prova una grande energia vitale. È un sentimento molto positivo, che porta a esibire il pancione, a sentirsi importanti, quasi onnipotenti per la propria capacità creativa. E se la donna riesce a dare ascolto e ad assecondare la sua libido, l’intimità può essere molto appagante.

In questo periodo è di vitale importanza che anche il partner continui a manifestare il suo desiderio, a considerare la propria compagna una donna attraente come e più di prima. Questo infonde un grande senso di sicurezza e rinsalda la coppia, soprattutto in vista del “dopo”, quando trovare momenti di intimità sarà, per forza di cose, più difficile.

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3. Terzo Trimestre di Gravidanza: rapporti intimi si o no?

Gravidanza e intimità nel terzo trimestre (Istock Photos)

Nel terzo trimestre, il volume del pancione, il maggior affaticamento, la preoccupazione, più o meno consapevole, del parto del post partum e di quanto accadrà quando arriverà il bambino, possono frenare il desiderio. Ma non è una regola per tutti.  In questa ultima fase di solito la donna cerca più tenerezza, ascolto e comprensione dal partner. È come se “regredisse” psicologicamente e tornasse lei stessa bambina per prepararsi ad accogliere e capire meglio il neonato. Tutto normale, quindi, se la voglia di fare l’amore non è ai massimi livelli. Per quelle donne che invece si sentono un po’ inibite a causa delle dimensioni abbondanti della loro pancia e non si vedono per niente sexy, dovrebbero sapere che la maggior parte degli uomini trova molto stimolante l’idea di fare l’amore con la propria compagna incinta. Lo confermano anche numerose ricerche. Ma qual è il motivo? Certamente l’idea di compiere un atto considerato trasgressivo e un po’ tabù. Molti uomini, inoltre, considerano il pancione della propria partner gioiosamente sexy, quasi un trionfo della femminilità e si sentono anche orgogliosi perché è il segno più tangibile della loro virilità.

Per quanto riguarda il volume del pancione, possiamo considerare che fino al quinto o al sesto mese di gravidanza, non è affatto necessario cambiare abitudini. Nell’ultimo trimestre di gravidanza, invece, potrebbe essere più confortevole trovare le giuste posizioni adeguate alla mamma. Nuove posizioni mai provate prima risultano talvolta particolarmente comode: la gravidanza, allora, può diventare l’occasione giusta per sperimentare modi diversi di vivere l’intimità di coppia, e perché no, scoprirsi ancora più intimi.

Un consiglio e un vantaggio da prendere in considerazione nell’ultimo trimestre e, in modo particolare nell’ultimo mese o settimane precedenti alla data del parto è che l’attività sessuale stimola la comparsa delle contrazioni, permettendo dunque di entrare in travaglio. Molti ginecologi, infatti, consigliano nelle fasi finali della gravidanza, di avere rapporti intimi affinché venga incentivato il travaglio.

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Il bambino sente qualcosa mentre si hanno rapporti intimi?

sviluppo del feto gravidanza e intimità, il feto sente qualcosa? (Istock Photos)

Domanda forse un po’ ingenua ma che molte coppie si pongono in vista di un rapporto intimo in gravidanza. Chiariamo subito che no, il bimbo non sente nulla e questo perché è comodamente protetto all’interno del sacco amniotico e in aggiunta, pare che il bimbo gradisca molto la sensazione di benessere che prova la mamma, dovuta al rilascio di endorfine che entrano subito in circolo. Durante il rapporto, infatti, il battito cardiaco rallenta e i suoi movimenti sono meno vivaci, come se rimanesse in attesa di qualcosa; subito dopo, riprende a muoversi con più vigore di prima. Quindi non c’è il rischio di infastidire o di schiacciare il bambino nel pancione.

Il Puerperio: l’intimità dopo il parto, quando aspettare?

Gravidanza e intimità dopo la nascita del bimbo (Istock)

Dopo il parto, la vita di coppia viene messa a dura prova dall’arrivo di un bambino:  il brusco cambiamento ormonale dopo la gravidanza e la stanchezza per la routine giornaliera si fanno sentire, riducendo il desiderio intimo. Nonostante questo, una delle domande più frequenti delle mamme al ginecologo riguarda quando è possibile riprendere l’attività intima.

Ci sono da considerare però alcuni fattori che possono inibire l’inizio dell’attività intima con il proprio partner:

  • Aspetto fisico: uno è puramente di tipo fisico. In generale, la donna può riprendere i rapporti sessuali a partire da un mese dopo il parto. Questo, infatti, è il periodo minimo di “convalescenza” per consentire ai tessuti di ripararsi dopo un’episiotomia, un taglio cesareo o in generale per riprendersi dall’evento parto. Infatti, anche se questo è stato naturale e senza alcuna complicanza, non di meno è una prova di resistenza fisica, che richiede un periodo di riposo.
  • Aspetto ginecologico: dopo un mese dal parto viene consigliata la visita presso il ginecologo, che valuterà la corretta cicatrizzazione di eventuali ferite cutanee e mucose, se l’utero è tornato alle dimensioni normali e se le perdite post partum sono cessate (o stanno per farlo, alcune piccole perdite sono nella norma). Anche nel caso di una visita medica perfettamente regolare, i cambiamenti fisici, anche fisiologici, conseguenti al parto possono ostacolare la ripresa dell’attività sessuale
  • La paura del dolore è un forte deterrente alla ripresa dei rapporti intimi, ma ci si può aiutare con due accorgimenti: il primo è di continuare a usare l’olio da massaggio perineale, insistendo sulle zone in cui i tessuti sono al tatto più fibrosi. Il secondo è di usare un lubrificante al momento del rapporto in quantità abbondanti, in modo da poter rimediare alla scarsa secrezione naturale. La ripresa dei tessuti può essere ancora più lenta nel caso di un taglio cesareo: i punti interni, infatti, impiegano più tempo a essere completamente riassorbiti, e, come in tutti gli interventi chirurgici sull’addome, possono residuare delle aderenze creando dolore. In questo caso, può essere necessario più tempo per riprendere una normale e soddisfacente attività intima, cosa che comunque avviene, in tempi variabili, nella grande maggioranza delle persone.
  • Scarsa tonicità delle pareti vaginali:dopo il parto (specie naturale) la scarsa elasticità delle pareti vaginali può ridurre il piacere sia della donna che del partner. Si tratta comunque di un fattore che si risolve nel tempo, aiutandosi con la ginnastica del pavimento pelvico, i cosiddetti esercizi di Kegel.
  • L’aspetto emotivo: questo aspetto non è da sottovalutare nella buona ripresa di intimità in coppia. I cambiamenti che la neo mamma sta affrontando sono radicali e le sue energie sono tutte concentrate sull’accudimento del piccolo, è comprensibile che l’attività intima sia l’ultimo dei suoi pensieri. La prima cosa da fare in questo caso è rispettare i propri tempi e accettare il fatto che per un periodo, più o meno lungo, i rapporti amorosi non potranno essere come prima. Inoltre, questo stato emotivo così delicato può essere condiviso con il partner, se questi preme per riprendere l’attività intima, soprattutto nel caso in cui, per ansia o problemi della gravidanza, l’astinenza dura da diversi mesi.
  • Fattori logistici: la presenza del piccolo, specialmente nel caso di co-sleeping, (presenza nel lettone del piccolo), rende difficile potersi ritagliare spazi di intimità per i suoi genitori e non aiuta certo il pensiero di poter essere interrotti da un risveglio improvviso e inaspettato. Ecco perché si consiglia sempre ai neo genitori di rispettare gli spazi del bimbo e abituarlo a dormire nella sua culla sin da subito.

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