Venezia76, Sarah Felberbaum: “Ho imparato a gestire l’emozione sul set”

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Sarah Felberbaum si racconta al Vanity Fair Stage, presente a Venezia76, tra vissuto, carriera e sentimenti.

Sarah Felberbaum con Alberto De Rossi durante Italia-Croazia (Getty Images)

Al Lido di Venezia c’era anche lei: Sarah Felberbaum, attrice, moglie e mamma. Parlare di cinema, con lei, a Venezia76 viene facile. Quel che resta più complesso ed interessante è partire dal cinema per finire a parlare di vita: la sua, divisa tra Roma e Sudamerica (dove presto seguirà il marito Daniele De Rossi, passato dalla Roma al Boca Juniors, in Argentina) con una carriera da mandare avanti e delle ambizioni da coltivare, mantenendo la serenità dei giorni migliori.

Non è semplice, ma lei sembra riuscirci. Come? Glielo ha chiesto il vicedirettore di Vanity Fair, Malcom Pagani, all’interno della Campari Lounge nel corso del “Vanity Fair Stage”, sbarcato in Laguna per la prima volta.

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Come è nata la passione per il cinema? La prima domanda per rompere il ghiaccio, la Felberbaum non si risparmia e ammette: “Ho avuto la fortuna di avere mamma e papà appassionati di fotografia: la prima immagine che esiste di me ero sulla bilancia, appena partorita, quindi apprezzo l’arte del riprendere qualcuno, osservarne i piccoli dettagli degli esseri umani”.

Sarah Felberbaum: “Ho imparato ad ignorare e gestire l’ansia sul set”

Sarah Felberbaum, con Anna Valle e Giulia Bevilacqua, per Bulgari (Getty Images)

Poi il discorso prosegue fino a toccare un aspetto particolare: come vive i primi giorni su un nuovo set. Qui la Felberbaum ammette di saper controllare le proprie ansie ed insicurezze, dote non comune: “Ho una voce cattiva, dentro, la sento da quando sono piccola, mi butta giù, dice: “Non ce la farai mai”. Di solito il primo giorno di set si fa viva in modo più importante. Mi convince che non sto bene. Dice: “Ti sopravvaluti. Non meriti quel posto lì”. Negli anni poi sono riuscita però anche a ignorarla”, rivela l’attrice.

Tra i riferimenti di Sara Felberbaum, c’è sicuramente Gena Rowlands, che ammira oltremodo. A Malcom Pagani spiega il perché: “Recita con il corpo. Anche appoggiata a un muro, che fuma una sigaretta, riesce a farmi arrivare quello che sta provando, ed è intenso, diretto, e si fa poco importante la parola. Che tu comunque resti rapito. In modo unico e irripetibile”.

Venezia76, Sara Felberbaum: “Momento più imbarazzante? Al provino con Toni Servillo”

Infine, tornando a lei, racconta il momento più imbarazzante della sua carriera professionale lasciandoci con la promessa di scrivere un libro, magari durante il soggiorno sudamericano: “Una volta sono diventata piccolissima, al provino con Toni Servillo. Ero emozionata. Entro nella stanza. “Buongiorno, come va?”, gli chiedo. “Di merda, oggi mi rode il culo”. E la conversazione è finita là. Volevo scappare”.

Non lo fece, così come questa volta che, restando a Venezia qualche ora, si è concessa a fan ed appassionati restituendoci un minimo del proprio vissuto. Anche grazie a momenti così, ci accorgiamo di quanto le star non siano altro che persone comuni, con qualche privilegio in più, alle prese con una routine da portare avanti. Esattamente come ciascuno di noi. Hanno le occhiaie anche loro, piangono e ridono di gusto, se serve. Conservando però la ‘scusa’ migliore di tutte: “Lo sto facendo per un film”. Cosa che non a tutti è concessa, come lei stessa ricorda: “Io sono una che porta molto il lavoro a casa, strascichi emotivi di cui non riesco a liberarmi”. Sul grande schermo come nella vita, il valore aggiunto resta la normalità. Facile a dirsi, un po’ meno a farsi.

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