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Cristiana Dell’Anna, da “Un posto al sole” a “Gomorra”: i mille volti dell’attrice

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Cristiana Dell’Anna, conosciuta ai più per l’interpretazione di Patrizia Santoro in “Gomorra”, si prepara per nuove avventure professionali. I mille volti dell’attrice.

Cristiana Dell’Anna nei panni di Patrizia (Instagram)

Quando la fiction diventa un cult, apre le porte al cinema: lo stesso vale per i suoi interpreti. Se pensiamo per un attimo ad “Un posto al sole”, non possiamo fare a meno di azzardare paragoni illustri: è un po’ la nostra “Beautiful”, questa serie ci accompagna da anni e generazioni di giovani e meno giovani l’hanno vista almeno una volta nella loro vita, oppure c’è chi è proprio un fedelissimo sin dalla prima ora – che risale al 21 ottobre 1996, da allora sono trascorse più di 5138 puntate – e conosce ogni intreccio della vicenda interamente ambientata a Napoli.

Da questa soap opera, la prima interamente prodotta in Italia, sono usciti volti noti del nostro jet-set: pensiamo a Fabrizio Rispo, Paolo Calissano e Maurizio Aiello. Oppure a Micaela e Manuela Cirillo, due nomi che detti così non vi dicono nulla, qualcosa in più potrebbero suscitarvi se tirassimo in ballo anche la compianta Patrizia Santoro.

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Quello che accomuna queste tre persone, tre donne dalle sorti più diverse, è un volto: lo stesso, quello di Cristiana Dell’Anna. Attrice, classe 1985, che nasceva proprio in questo periodo (24 agosto per essere precisi) una trentina d’anni fa. Non specifichiamo l’età: prima per galanteria e poi per un pizzico di titubanza, in fin dei conti è sempre conosciuta come una delle criminali più pericolose di Secondigliano.

Cristiana Dell’Anna: dal crime alla commedia e viceversa con la stessa intensità

Parte del cast di “Gomorra” al Giffoni (Getty Images)

Paradossi e prospettive dovute alla serialità, ma più concretamente Cristiana riesce a scalare e raggiungere le vette del successo proprio grazie al prodotto ideato da Gino Ventriglia. Gli anni di “Un posto al sole” servono da nave scuola non soltanto a lei, ma anche al suo pubblico di affezionati che puntata dopo puntata impara a conoscere quegli occhi profondi che, con l’avvento di “Gomorra”, non scorderà più.

Lei è brava ad imprimere connotazioni sempre diverse a ciascun carattere che interpreta: fa l’attrice, direte, è anche normale. Tutt’altro, perché se normalmente gli attori – durante le interpretazioni – mettono sempre qualcosa di assurdo e paradossale nei propri personaggi, Cristiana Dell’Anna riesce a farli trionfare usando la semplicità.

Vale appunto per Patrizia Santoro, ragazza semplice che parla il napoletano come fosse una melodia – quasi un requiem – per chi le sta davanti, che ama la vita a tal punto da restarle attaccata e arrivare a perderla per star dietro a quei particolari che la rendono più bella: l’amore e l’affetto di chi amiamo. Infatti, in “Gomorra”, nel corso degli anni in cui vi ha preso parte, la Dell’Anna riesce a conciliare un prisma di suggestioni diverse rendendole accessibili a ciascuno spettatore: dalla purezza alla sfrontatezza, dalla fragilità alla concretezza, dallo smarrimento alla consapevolezza nel giro di poche stagioni.

Una tela di emozioni che ritroviamo, come detto, nelle sue espressioni (non solo dialettali): la prossemica e il volto parlano più di qualsivoglia battuta, lo sguardo perso e sognante – in un mondo che malgrado tutto sentiva suo – di Patrizia sarà difficile da dimenticare.

Così come l’aria ammirata e distinta che riesce a trasmettere vestendo i panni di Caterina Chinnici, figlia del giudice Rocco assassinato dalla mafia nel 1983, nei confronti delle istituzioni e quello che rappresentano. Al netto di alti e bassi che la vita, purtroppo, mette in evidenza. È proprio questa confidenza con la realtà che fa di Cristiana Dell’Anna una perla del nostro cinema.

Non solo “Patrizia”: gli anni con Siani e Horrocks

Sul grande schermo si è vista due volte: la prima risale al 2011 con “Third Contact” di Simon Horrocks e la seconda arriva a distanza di sei anni, nel 2017, grazie ad Alessandro Siani che la volle fortemente al suo fianco in “Mister Felicità”. Dalla commedia al dramma, e viceversa, con un’adeguatezza e una confidenza disarmante.

Smessi i panni d’attrice, Cristiana è una donna (e moglie) piena di interessi: ama viaggiare, come possiamo capire dal suo account Instagram, e battersi quando serve per giuste cause: dall’ambiente alla parità di genere, ma soprattutto fuori dal set appare disponibile e puntuale. Questo dicono di lei i fan che conservano gelosamente selfie, autografi (ammesso che ancora se ne facciano) e quant’altro.

Nelle interviste cambia pelle: sfoggia una dizione da far invidia, abbinata alla cultura e intelligenza che ha sempre dimostrato di avere, per permettere di cogliere anche le sfumature più impercettibili di un carattere poliedrico – il suo – non certo schiavo di maschere o pantomime dovute alla sua mutevole professione.

Inoltre, si è concessa nel tempo anche una parentesi in ambito musicale (sempre come interprete) nel video di ‘Ntò “Pe t’ave”. Attualmente sta lavorando su più fronti, per nuovi progetti: “La scelta di far morire Patrizia è arrivata proprio da me” – ha detto riferendosi al personaggio interpretato in Gomorra – “Inizialmente non era prevista nella sceneggiatura, ma poi ho chiesto di uscire di scena poiché sentivo il bisogno di una svolta professionale. Scelta che ha lascito col fiato sospeso i moltissimi affezionati che, siamo certi, resteranno tali anche nei prossimi appuntamenti professionali dell’attrice che sicuramente rivedremo in scena quanto prima. Magari sarà lei stessa a dirci di più fra qualche tempo.

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