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Inquinamento nel mediterraneo: viviamo in un mare di plastica?

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Il Mediterraneo sta diventando una pericolosa trappola di plastica, con livelli record di inquinamento che mettono in pericolo la vita marina e la salute umana.

Inquinamento nel mediterraneo Inquinamento nel mediterraneo – Fonte: iStock

L’inquinamento del mar Mediterraneo è una delle emergenze più gravi dell’epoca moderna. Secondo il rapporto del WWF pubblicato in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, la vita degli animali marini e la salute dell’essere umano sono gravemente a rischio.
La situazione è allarmante: la plastica rappresenta oggi il 95 per cento dei rifiuti sulle spiagge e sulla superficie del Mediterraneo.

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Inquinamento del Mediterraneo: è emergenza

inquinamento mar mediterraneo Cavalluccio marino intrappolato in un cotton fioc – Fonte: Ilsole24ore

Pur rappresentando solo l’1% delle acque marine mondiali, il Mediterraneo concentra il 7% di tutta la microplastica (frammenti di meno di 5 mm), che ha raggiunto livelli record di concentrazione, precisamente 1,25 milioni.
La concentrazione di plastica nel Mediterraneo è 4 volte superiore a quella dell'”isola di plastica” del Pacifico settentrionale.
Ciò è dovuto alla sovrapproduzione e al consumo eccessivo, alla cattiva gestione dei rifiuti e al turismo di massa, che fanno del Mediterraneo uno dei mari più plasticamente inquinati del mondo.

Con 60 milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno, l’Europa è il secondo produttore mondiale di plastica dopo la Cina e scarica ogni anno quasi 500.000 tonnellate di macroplastiche e quasi 130.000 tonnellate di microplastiche. La maggior parte di questa plastica è respinta dalla Turchia e dalla Spagna, seguita da Italia, Egitto e Francia, attraverso i loro fiumi principali.

Dove finiscono i rifiuti di plastica in Europa?

Dei 27 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica prodotti ogni anno in Europa, solo un terzo viene riciclato e metà dei rifiuti di plastica in Italia, Francia e Spagna finisce in discarica. La Francia non è esclusa: attualmente ricicla solo il 22% della plastica, uno dei peggiori record in Europa.

Il direttore dell’iniziativa marittima Mediterranea WWF afferma:

In Europa produciamo una grande quantità di rifiuti di plastica, la maggior parte dei quali viene inviata in discarica, con il risultato che ogni anno milioni di tonnellate di plastica vengono inviate nel Mediterraneo. La conseguenza di questa inondazione di inquinamento è il livello record di microplastiche pericolose che minacciano sia le specie marine che la salute umana.

Per tutti questi motivi, il WWF invita i governi, le imprese e i cittadini ad adottare una serie di azioni per ridurre l’inquinamento delle materie plastiche, tra cui:

  • La firma di un accordo internazionale giuridicamente vincolante per fermare lo scarico di plastica negli oceani, sostenuto da ambiziosi obiettivi nazionali per raggiungere il 100% di plastica riciclabile e riutilizzabile entro il 2030 e la raccolta dei rifiuti al 100%;
  • Divieti nazionali su tutti i materiali monouso e le aggiunte di microplastica nei prodotti entro il 2025;
  • Un invito alle aziende ad investire in innovazione e progettazione ecocompatibile per un uso più sostenibile ed efficiente della plastica.
  • A tutto ciò si aggiunge, inoltre, l’attività turistica della regione che, con oltre 200 milioni di turisti all’anno, aumenta il livello di inquinamento.

Queste misure contro l’inquinamento da materie plastiche devono inoltre far parte di una dinamica più ampia di tutela della biodiversità e degli ecosistemi, che culminerà nella Convenzione sulla diversità biologica di Pechino nel 2020.

Di: LUCIA SCHETTINO

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