Cibi fritti si, ma senza esagerare, scopriamo il perchè

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Consumare abitualmente i cibi fritti, causa danni irreparabili alla nostra salute. Scopriamo cosa afferma uno studio scientifico

Cibi fritti Fonte: Istock-Photos

I cibi fritti si consumano abitualmente, ma purtroppo è un dato scientifico che sono dannosi alla nostra salute. Sono tante le persone che li consumano quotidianamente perchè i cibi fritti si sa sono più saporiti. I cibi preferiti sono le patatine fritte, i prodotti di rosticceria come arancini, crocchè e frittelle, non riusciamo proprio a  resistere alla tentazione. Scopriamo cosa afferma uno studio scientifico.

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Cibi fritti: studio scientifico

Un gruppo di ricercatori del Massachusetts Veterans Epidemiology Research and Information Center di Boston (USA) in collaborazione con il Brigham and Women’s Hospital ha condotto uno studio. Lo studio mette in associazione l’ assunzione di cibi fritti e i danni recati all’organismo.

Lo studio ha analizzato 154.663 soggetti, ai pazienti sono state poste diverse domande riguardo la frequenza di assunzione di cibi fritti. Molte persone hanno confermato l’abitudine di consumare cibi fritti più di una volta a settimana e sono stati riscontrati poco più di 6.000 casi di patologie coronariche, in seguito a dei controlli.

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Le persone che hanno l’abitudine di consumare alimenti fritti tutti i giorni o più volte a settimana, il rischio di patologie coronariche è più alto, quasi 4 casi su 1000 in più rispetto ai numeri dei pazienti che consumano cibo fritto circa una volta a settimana.

Il team di ricercatori guidata dalla Dottoressa Jacqueline Honerlaw, ha riscontrato che: “il rischio risulta ulteriormente maggiore nei soggetti in condizione di sovrappeso”.

Consumando abitualmente cibi fritti c’è un maggiore rischio del diabete gestazionale, che causa un aumento del livello di glucosio nella futura mamma, con probabili complicazioni al parto. Le donne che inseriscono quotidianamente cibi fritti nella loro dieta causano un impatto sulla loro salute già prima del concepimento.

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La frittura

Durante la frittura gli alimenti assorbono una grande quantità di olio, quindi le calorie assunte si sommano a quelle di altri alimenti ingeriti. In questo modo ci si sente più appesantiti durante la digestione. Cerchiamo di consumare una frittura leggermente dorata, senza aggiungere il sale o le spezie perchè velocizzano il processo di disgregazione dei grassi. Quando la temperatura dell’olio aumenta, rilascia delle sostanze che provocano un aumento della pressione del sangue e una diminuzione dei livelli di colesterolo HDL (colesterolo buono). Scegliere l’olio extravergine di oliva e l’olio di semi di arachidi per la frittura perché sono quelli più adatti sia da un punto di vista organolettico che nutrizionale.

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Durante la frittura questi oli producono una minor quantità di elementi tossici e di acidi grassi ossidati, solo se friggiamo ad una temperatura tra 160°-190°C.
Si forma così una crosta esterna croccante e fragrante, invece a temperature superiori il colore della panatura è quasi marrone e l’interno del prodotto resta crudo. Se friggiamo a temperature più basse, la cottura sarà più lunga e di conseguenza un assorbimento maggiore di grassi. Inoltre è sconsigliabile riutilizzare più volte lo stesso olio di frittura perché si  formano composti nocivi per la nostra salute.

 

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