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Alimentazione: il burro fa bene o male alla salute?

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Il burro fa bene o male alla salute?

Il burro è un prodotto che è stato a lungo oggetto di controversie e percepito come dannoso e pericoloso per la salute, ma il suo gusto gradevole non lascia indifferente nessuno.

Alcuni studi hanno dimostrato che il burro aumenta i livelli di colesterolo mentre, studi più recenti così come una meta-analisi, hanno concluso che questo prodotto naturale non è associato a malattie cardiovascolari e al rischio di contrarre il diabete. Ma qual’è la verità?

Dati sul consumo di burro

Dietro la Germania, la Francia è il secondo maggior produttore di burro in Europa. In effetti, le statistiche mostrano che il francese è il maggior consumatore di burro al mondo con un consumo fino a 8 kg all’anno per abitante. Su una fetta di pane o per cucinare, questo cibo è uno degli elementi essenziali della cucina francese.

Rispetto ai cugini europei, gli italiani consumano molto meno burro: solo 2 kg pro-capite all’anno. Stando agli ultimi dati del 2018 di Coldiretti, il 2017 ha segnato un aumento del 12,5% dell’acquisto di burro delle famiglie italiane. Un’impennata dovuta in parte a nuovi studi scientifici che hanno dimostrato che il burro ha proprietà positive, facendo cadere i pregiudizi che hanno sempre investito questo prodotto, e in parte anche al fatto che il burro oggi viene percepito come più naturale e salutare rispetto ad altri prodotti ad alto contenuto di olio di palma.

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Detto questo, il burro è buono o cattivo?

Alcuni esperti di nutrizione affermano che il burro aumenta i livelli di colesterolo e ostruisce le arterie, mentre altri affermano che può essere un integratore nutrizionale soprattutto se consumato con moderazione. Controverso, molti scienziati continuano ad approfondire le loro ricerche per valutare i potenziali benefici del burro per la salute.

Alcuni studi hanno dimostrato che la vitamina A presente in grandi quantità nel burro aiuta a rafforzare il sistema immunitario, poichè aiuta a combattere le infezioni. Questa vitamina potrebbe anche aiutare a preservare la cecità notturna e proteggere la vista nel corso degli anni.

Il burro è anche ricco di vitamina D che stimola la perdita di peso. Infatti, uno studio pubblicato sul British Journal of Nutrition, ha scoperto che la vitamina D ha avuto un effetto soppressore dell’appetito, riducendo così il grasso corporeo nei soggetti in sovrappeso.

La vitamina B12, una sostanza nutritiva la cui efficacia è stata dimostrata da altri studi, è un’altra grande risorsa del burro. Questa vitamina aiuta a prevenire il declino cognitivo, l’osteoporosi e mantenere la salute del cuore.

Che dire del grasso del burro?

Il grasso del latte di mucca contiene circa 400 diversi acidi grassi, rendendolo il più complesso di tutti i grassi naturali secondo uno studio pubblicato su Food & Nutrition Research.

In una meta-analisi che ha raccolto dati rovenienti da numerosi studi scientifici, è stato concluso che il burro è sicuro per il cuore e le arterie purché venga consumato con moderazione, cioè non più di 10 g al giorno.

Inoltre, studi pubblicati sull’American Journal of Clinical Nutrition hanno rivelato che i grassi saturi aumentano i livelli di HDL comunemente chiamati colesterolo buono, il che riduce il rischio di malattie cardiache.

Un altro punto importante è che il burro deve essere dissociato dalla margarina o da qualsiasi altra diffusione di origine vegetale. Infatti, analizzando il processo di produzione industriale, è emerso che la margarina contiene acidi grassi trans che si sono rivelati dannosi per il sistema cardiovascolare.

Nonostante il suo elevato apporto calorico, tutta la ricerca sopra citata mostra che il burro può far parte di una dieta sana e ridurre il rischio di obesità.

Dunque il burro è un alimento delizioso e salutare, tuttavia, è comunque calorico e deve essere consumato con moderazione.

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