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Sindrome da rientro a lavoro: come evitarla dopo le vacanze

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La sindrome da rientro a lavoro colpisce 1 persona su 10: Ha un nome preciso e spesso non sappiamo come affrontarla. Consigli utili post vacanze estive

sindrome da rientro a lavoro (Istock Photos)

A chi non è capitato di rientrare dalle ferie estive o da un viaggio e ritrovarsi malinconici e senza gioia di vivere perché si deve rientrare a lavoro? Solo il pensiero di riprendere la routine quotidiana, il tram tram giornaliero tra casa-lavoro, ci fa salire il magone in gola. Eppure si pensa: “Ho fatto le vacanze, dovrei essere carico e riposato, allora perché mi sento triste?”. La domanda nasce spontanea e, ovviamente, non ci si capacita di questo stato di malessere che colpisce, dati alla mano, 1 persona su 10. Perché ciò accade? E come prevenire questa sindrome? Perché di sindrome si parla, che ha come primo sintomo lo stress e la malinconia. Questa sindrome che colpisce 6 milioni di perosne, sta prendendo ogni anno sempre più piede. Conosciuta dagli specialisti con il nome post-vacantion blues e gli psicologi spiegano come evitarla. Cerchiamo dunque di far chiarezza e vediamo come poter affrontare senza traumi il rientro al lavoro.

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Sindrome da rientro a lavoro: cos’è

sonno al lavoro sindrome da rientro a lavoro (Istock)

La sindrome da rientro a lavoro è a tutti gli effetti un disturbo che, a detta degli psicologi, colpisce 1 persona su 10. Ma cos’è nello specifico questa “malattia post-vacanze”?

Le vacanze vengono vissute come un momento di fuga alla realtà, dagli impegni, dalle pressioni, dalle responsabilità, si ritorna a essere maggiormente connessi con i propri desideri e con il proprio Io. Inevitabilmente, quindi, il ritorno alla routine viene vissuto come una sorta di violenza, finito il tempo per sé stessi e per coltivare la propria parte più autentica, si deve tornare a ritmi imposti dall’esterno che, nella maggior parte dei casi, non sono rispettosi delle esigenze personali. La conseguenza di questa situazione è il provare vari malesseri che, rientrano tra i sintomi della sindrome da rientro dalle vacanze estive e che possono rendere ancora più difficoltoso, se non impossibile, il ritorno alla solita routine. È, quindi, fondamentale cercare di gestire al meglio in momento della fine delle vacanze per riuscire a ritornare agli impegni quotidiani in ottimo umore. Ma come fare per recuperare l’ottimismo e la voglia di ripartire alla grande? le strategie esistono e, per superare questo momento delicato, bisogna conoscerle a fondo per poter essere messe in pratica. Dunque iniziamo con il capire i sintomi che insorgono a chi soffre di Sindrome da rientro a lavoro.

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I sintomi della Sindrome da rientro a lavoro

sindrome da rientro a lavoro (Istock)

Irritabilità, calo di attenzione, mal di testa, difficile digestione della quotidianità e un generico senso di stordimento. Sono i sintomi che colpiscono circa una persona su dieci al rientro dalle vacanze. La cosiddetta “post vacation syndrome presenta questi sintomi. Prevenirla è però possibile con dei semplici accorgimenti. Prima di procedere però, occorre sfatare un mito in merito a questa sindrome. La maggior parte delle persone è prigioniera di un pregiudizio, cioè che il riposo e il relax ricarichino le batterie mentali. In realtà, non è così. Per la maggior parte di noi, il lungo riposo estivo acuisce invece i sintomi da stress non appena si rientra alla vita di tutti i giorni. Per recuperare energie occorre invece imparare a chiudere gli affari irrisolti perché la benzina mentale viene consumata nel tentativo di raggiungere obiettivi siano questi importanti (come grandi obiettivi lavorativi o affettivi, più o meno consapevoli) oppure meno (come mettere a posto finalmente la cantina). Ogni obiettivo consuma energia mentale, anche in ferie. Ma quando viene raggiunto pienamente, come per magia la mente si ricarica. È esperienza di tutti che dopo una grande soddisfazione, anche se fino a un attimo prima si era stanchi, ci si sente invece energici e propositivi.

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Questa sindrome si presenta anzitutto con la comparsa dello stress. Il cervello vive e percepisce il rientro al lavoro come una situazione potenzialmente pericolosa e invia messaggi di allerta al sistema nervoso centrale. Questo si attiva causando tensione muscolareansia e tachicardia, fenomeni al giorno d’oggi sono decisamente eccessivi. Questo stress da rientro causa, quindi, una serie di sintomi psicologici e disturbi fisici che si manifestano improvvisamente scombussolando tutte le aspettative e i buoni propositi di ritornare al lavoro e ai soliti impegni con la giusta carica di energia che, magari, è venuta meno durante l’anno.

Lo stress da rientro può, inoltre, causare vari problemi fisici come:

  • disturbi digestivi
  • dolori muscolari
  • affaticamento o astenia
  • disturbi del sonno
  • cefalea.

Il quadro non è decisamente confortante e, soprattutto, è difficile da gestire quando, invece, ci si aspetta di essere al massimo della forma fisica grazie alle vacanze.

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Come intervenire: le regole da seguire per un rientro sereno dalle vacanze

sindrome da rientro a lavoro, come intervenire (Istock Photos)

Nel nostro vivere quotidiano è importante ritrovare una naturale capacità ad allentare: ciò non significa trovarsi uno spazio di stacco lungo e totale, come una notte di sonno o una vacanza esotica, ma rappresenta momenti indispensabili nell’arco della giornata che ci permettono di ricaricarci, di ritrovare energia, di stare piacevolmente a goderci ambienti e pause ristoratori, anche se non ci sembrano necessariamente importanti. Vacanze, sonno, sport possono aiutare (e non sempre) l’allentamento, ma sono un’altra cosa. Dobbiamo crearci pause di morbidezza piacevoli, ristoratrici, quando ne sentiamo il bisogno e non è necessario che siano pause lunghe: sono momenti importanti prima di ricondurci a nuove tensioni e nuovi momenti di vigilanza.

Per evitare quindi la “sindrome da rientro”, il contributo della psicologia appare fondamentale. Per imparare ad allentare durante tutto l’anno con efficacia è possibile intervenire con tecniche e percorsi di rilassamento e concentrazione; per la gestione e la realizzazione degli obiettivi esistono invece le procedure e i percorsi di gestione del tempo, per organizzare le priorità, essere efficaci, risparmiare e spendere bene le energie, e nutrire il nostro cuore attraverso le grandi e piccole esperienze positive. Questi strumenti possono cambiare completamente la percezione e il livello dello stress durante l’anno e rendere nel contempo molto più appagante e durevole il periodo di riposo estivo.

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Le 12 regole da seguire per prevenire la sindrome da rientro

le regole per prevenire la sindrome da rientro a lavoro (Istock)

Spesso, chi soffre da stress da rientro a lavoro, si sente incapace di concentrarsi, fisicamente appesantito, psicologicamente non pronto, schiacciato dal senso di responsabilità e dai compiti incombenti. Chi soffre di stress da rientro accusa quindi un malessere generale accompagnato da astenia, irritabilità e sbalzi d’umore repentini. Per evitare di imbattersi in questo tipo di stress è sufficiente seguire alcune semplici regole:

  • Dormire molto e bene, evitando di passare dalle 8-10 ore di sonno del periodo vacanziero alle 6-7 che ci si concede al rientro. Eventuali problemi di insonnia vanno affrontati aiutandosi con un bagno caldo la sera o con una tisana.
  • Abituarsi con gradualità, rientrando dalle vacanze alcuni giorni prima della fine delle vacanze per poter tornare senza un impatto brusco alle temperature e ai ritmi cittadini. Se possibile, anche il lavoro andrebbe ripreso gradualmente.
  • Fare movimento, soprattutto se le ferie sono state “attive”. Fare attività fisica infatti aiuta a diminuire lo stress e a riposare meglio.
  • Seguire un’alimentazione corretta. Il cervello ha bisogno soprattutto di zucchero, perciò ben vengano, senza esagerare, i carboidrati semplici (saccarosio, miele, confetture, frutta) e quelli complessi (pane, pasta, riso e cereali). La melatonina contenuta nella buccia dei chicchi d’uva, ad esempio, può essere un valido aiuto all’umore.
  • Tempo per te: Ritagliatevi del tempo per voi stesse, riacquistando qualche spazio, anche, piccolissimo per dedicarvi a cosa vi fa piacere, che sia scorrere i social network, farvi una maschera di bellezza o provare una nuova acconciatura.
  • Stare alla luce del sole. Il passaggio dalla luce del sole in spiaggia a quella artificiale dell’ufficio può mettere sotto stress il corpo e la mente. Un consiglio: fare la pausa pranzo all’aria aperta.
  •  Essere ottimisti. Fare pensieri positivi aiuta a ritagliarsi degli spazi di riflessione e a spostare l’attenzione su cosa desideriamo e sulle nostre capacità.
  • Niente tecnologia a letto. Non tenere in camera da letto né computer, né cellulare, né televisione, perché il cervello potrebbe smettere di associare quella stanza al momento del sonno, considerandola alla stregua di un “prolungamento” del salotto.
  • Tornare a scuola con gradualità. Dopo tre mesi di vacanza, per i bambini è ancora più importante tornare al ritmo della scuola gradualmente. Occorre dare al bambino il tempo di abituarsi alle lunghe ore che trascorrerà seduto
  • Concedersi un weekend di relax. Finché il tempo lo consente, dedicare il fine settimana al relax e alla famiglia come se le vacanze non fossero ancora finite, per ricaricarsi e iniziare al meglio la nuova settimana.
  • Prendersi delle pause: almeno 15 minuti ogni ora in modo da abituare gli occhi e la mente al nuovo stile di vita e non stancarsi subito.
  • Ricordate i bei momenti delle vostre vacanze: Ogni tanto visualizzate i ricordi più belli delle vostre vacanze, riassaporatene la gioia e il divertimento pensando che ve le siete potute permettere, anche, grazie al vostro lavoro.

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