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Cellule staminali da cordone ombelicale: perché conservarle e dove

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Cellule staminali da cordone ombelicale: perché è importante conservarle. Tutti i pro e i contro, i costi e le malattie che si possono curare

cellule staminali da cordone ombelicale (Istock)

È sempre più evidente l’importanza delle cellule staminali per il trattamento di numerose malattie. Ecco perché sempre più coppie in attesa di un bimbo si trovano a decidere cosa fare del cordone ombelicale del proprio figlio, che contiene al suo interno una popolazione eterogenea di staminali. In Italia esistono due possibilità: la donazione del cordone ombelicale o la conservazione del sangue cordonale ad uso familiare presso banche estere. Ma perché queste cellule sono così importanti? Quali sono le loro caratteristiche e potenzialità? Scopriamolo insieme capendo anzitutto cosa sono le cellule staminali da cordone ombelicale e perché è utile conservare il sangue da cordone ombelicale. I pro i contro, i costi e le malattie che queste cellule riescono a guarire.

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Cellule staminali da cordone ombelicale o “sangue cordonale”: cos’è?

cellule staminali da cordone ombelicale (Istock)

Quando il cordone ombelicale viene tagliato, dopo la nascita del bambino, permane del sangue nei vasi sanguigni della placenta e nella porzione di cordone ombelicale ad essa attaccata. Dopo la nascita, il neonato non ha più bisogno di questo sangue extra che è chiamato sangue del cordone ombelicale o, in breve, “sangue cordonale”. Le cellule staminali del sangue sono cellule, non ancora completamente differenziate, da cui originano gli elementi corpuscolati del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.
Queste cellule sono in grado di rigenerare il midollo osseo nei casi in cui è stato danneggiato in seguito a malattie come aplasie midollari, esposizione a radiazioni ionizzanti o a trattamenti chemio e/o radioterapici per la terapia di tumori.

La difficoltà di reperire un donatore compatibile per alcuni pazienti o la necessità di un intervento terapeutico rapido hanno portato alla ricerca di fonti di cellule staminali emopoietiche alternative al midollo.
L’osservazione che il sangue placentare contiene cellule staminali emopoietiche ha indotto studi e sperimentazioni, che hanno confermato la possibilità di utilizzare il sangue prelevato dal cordone ombelicale come fonte alternativa di staminali emopoietiche a scopo di trapianto.

Le cellule staminali da cordone ombelicale sono perfettamente in grado di ricostituire un midollo osseo dopo la sua distruzione in seguito a trattamento radio-chemioterapico.
Il sangue cordonale raccolto subito dopo il parto contiene cellule staminali con relativa immaturità immunologia, il cui utilizzo spesso permette di superare, le tradizionali barriere di compatibilità consentendo di effettuare il trapianto anche tra persone non perfettamente compatibili, come invece è necessario per le staminali emopoietiche da adulto.

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Cellule staminali: 3 gruppi e 3 caratteristiche

cellule staminali (Istock Photos)

Innanzitutto le cellule staminali possiedono 3 caratteristiche di base molto importanti ai fini di utilizzi terapeutici:

  • sono indifferenziate, cioè senza un’identità già definita,
  • si autorinnovano dando origine ad altre cellule staminali
  • sono in grado di generare tutte le tipologie cellulari presenti nell’organismo adulto.

Le staminali costituiscono inoltre una popolazione molto ampia e si possono suddividere in tre gruppi, in base alle diverse capacità replicative:

  • Cellule staminali adulte (Totipotenti): popolazione di staminali in grado di originare tutte le tipologie cellulari presenti nell’individuo adulto comprese quelle dei tessuti extraembrionali.
  • Cellule staminali embrionali (Pluripotenti): staminali che possono generare ogni cellula dell’individuo escluse quelle degli annessi extraembrionali.
  • Cellule staminali cordonali (Multipotenti): cellule staminali che possono dare vita a diversi tipi cellulari in grado di svolgere una sola funzione specifica. A questa famiglia appartengono, per esempio, le cellule ematopietiche, le staminali del sangue che danno origine a tutte le cellule della linea ematica ma non a quelle del cervello o delle ossa.

Le cellule pluripotenti presenti nell’embrione, la cui raccolta costituisce però un grave problema etico poiché prevede la distruzione dello stesso embrione.
Le cordonali sono cellule staminali multipotenti presenti nel cordone ombelicale di ogni nuovo nato e possono essere raccolte dopo il parto in modo sicuro e indolore.
Le staminali adulte, infine, sono cellule presenti virtualmente in ogni tessuto e organo dell’organismo umano. Le più importanti sono le staminali ematopoietiche, cioè del sangue, e quelle mesenchimali, che possono dare origine diverse tipologie di cellule come quelle della cartilagine o dell’adipe.
Tutte queste caratteristiche hanno portato gli studiosi a definire le cellule staminali un patrimonio biologico, potenzialmente in grado di generare ogni organo e tessuto umano.

La raccolta delle cellule da cordone ombelicale: come avviene

Gravidanza, 20 settimana d'attesa cellule staminali, come avviene il processo (Istock Photos)

Una volta nato il bambino, il cordone ombelicale viene clampato. Il sangue residuo nel cordone ombelicale e nella placenta non è più necessario né al bambino né alla mamma. A questo punto, il sangue cordonale può essere raccolto sia prima che dopo l’espulsione della placenta; questa tempistica dipende dalle procedure in uso presso l’ospedale. Se il sangue cordonale non viene raccolto per essere conservato, viene gettato e smaltito come il resto dei prodotti biologici in accordo con le indicazioni nazionali e internazionali. Il sangue cordonale è raccolto in una sacca sterile, che è denominata unità di sangue cordonale. Al fine di raccogliere un numero di cellule sufficiente per un trapianto è necessario raccogliere un volume adeguato di sangue (alcuni paesi raccomandano un minimo di 70 ml). La sacca viene poi inviata ad una banca del sangue cordonale dove vengono eseguiti alcuni esami e controlli (conta cellulare, assenza di malattie trasmissibili, tipizzazione HLA). Tuttavia, molte unità raccolte non vengono conservate perché non contengono abbastanza cellule o sangue per eseguire un trapianto.Quando l’unità di sangue cordonale è considerata idonea a scopo di trapianto, viene attribuito un codice identificativo e viene conservata in una banca. Normalmente le unità di sangue cordonale sono conservate in azoto in fase liquida (− 196 °C) o in vapori di azoto (− 150 °C). Le unità raccolte e conservate nelle banche pubbliche vengono inserite in un registro nazionale e messe a disposizione dei pazienti.

La raccolta del cordone ombelicale può essere ritenuta indolore e non è affatto invasiva.  La procedura viene applicata in maniera sicura sia per il neonato che per la madre. I trattamenti con le cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale non per forza devono richiedere una compatibilità del 100%, quindi le cellule possono essere utilizzate anche per le cure di membri di un’intera famiglia.

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Le cellule del cordone ombelicale sono in grado di riprodursi qualora trapiantate in un organismo che ne sia stato privato a causa di patologie del sistema ematopoietico. Le cellule staminali del cordone ombelicale possono essere conservate a scopo trapianto presso le banche pubbliche  oppure presso le banche private. La raccolta del cordone ombelicale avviene, dunque, durante il parto. I genitori in attesa di un bambino possono scegliere la donazione del cordone ombelicale (banca pubblica) o la conservazione del cordone ombelicale (banca privata). Se la famiglia sceglie la donazione del cordone ombelicale del proprio bambino, è necessario che il parto avvenga in una delle strutture ospedaliere che offrono questo servizio (con alcune restrizioni di orari dipendenti dall’organizzazione dell’ospedale). Il sangue cordonale prelevato subito dopo il parto, viene conservato in forma anonima in una banca pubblica e viene inserito nel Registro Internazionale per essere messo a disposizione della collettività. Purtroppo solo 20% dei campioni donati viene effettivamente conservato.

Se la famiglia sceglie la conservazione del cordone ombelicale del proprio bambino è necessario firmare un accordo con la banca e ottenere il kit per il prelievo del campione. Il prelievo del sangue cordonale è possibile in tutti gli ospedali in Italia e il personale medico è tenuto a effettuare il prelievo. In questo caso, il costo della conservazione è a carico della famiglia e le cellule staminali rimangono ad uso esclusivo della famiglia, e sono a sua immediata disposizione per un trapianto in qualsiasi momento.

Quindi, dopo il parto il cordone ombelicale che durante i nove mesi di gestazione ha trasferito il nutrimento dalla mamma al feto viene tagliato: il sangue contenuto al suo interno contiene cellule staminali che si sono rivelate molto preziose nella cura di alcune patologie, per questo oggi è possibile scegliere di raccoglierlo e donarlo a una banca apposita, oppure conservarlo per eventuali necessità future.

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Perché è utile conservare il sangue del cordone ombelicale?

cellule staminali perché è utile conservarle (Istock Photos)

Il sangue contenuto nel cordone ombelicale contiene cellule staminali particolarmente corpose, come quelle del midollo, che sono ampiamente utilizzate nel trattamento di alcune patologie. Nel caso in cui si scelga la donazione, il sangue viene raccolto immediatamente dopo il parto dal cordone stesso e dalla placenta e quindi viene inviato ad un laboratorio, dove viene conservato fino a quando non sarà utilizzato ad esempio per la cura di patologie,  tumorali del sangue, come leucemia e linfomi, oppure talassemia, aplasia midollare e immunodeficienze. Nel caso in cui il campione non risultasse idoneo alla terapia del paziente sarà invece utilizzato per la ricerca. La ricerca su questo campo si è sviluppata da poco e rimane in continua evoluzione, per scoprire nuove potenzialità e nuovi settori di applicazione. Anche alcune malattie che oggi sono ritenute impossibili da trattare, attraverso le nuove scoperte, potrebbero ricevere una cura in futuro. Di contro, non possiamo disporre attualmente di una quantità di dati abbastanza elevata di soggetti trattati con cellule staminali e che hanno ottenuto risultati. Di certo per alcune patologie trattabili con staminali del cordone ombelicale, come le leucemie, le anemie e i linfomi, ne sappiamo abbastanza, ma per altre malattie abbiamo bisogno ancora di conferme. Si stanno portando avanti degli studi, che ipotizzano e indicano come le cellule staminali in questione potrebbero avere molte potenzialità nel trattare anche altre malattie, come il morbo di Parkinson, l’Alzheimer, il diabete, le lesioni spinali e cerebrali. Qualche campo di applicazione è stato individuato anche per ciò che concerne l’infarto. Esistono delle banche pubbliche del cordone ombelicale, sulle quali si può fare affidamento. Si può scegliere di conservare privatamente le cellule staminali, ma in questo caso la procedura è a pagamento.

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Conservazione del cordone ombelicale: Banche pubbliche e Banche private e i costi

gravidanza, 32 settimana cellule staminali, banche pubbliche e banche private (Istock Photos)

Negli ultimi anni, si è registrato un aumento del numero delle banche che offrono alle famiglie, a fronte di tariffe annuali, il servizio di conservazione del sangue cordonale del loro bambino, per un possibile futuro uso privato. Oggi, i genitori si chiedono, quindi se, dopo la nascita del proprio figlio, sia opportuno donare il sangue cordonale alle banche pubbliche, conservarlo nelle banche private o gettarlo.

Le unità di sangue cordonale raccolte vengono conservate nelle banche di sangue cordonale. Il numero delle banche è aumentato in questi ultimi anni. L’unità di sangue cordonale, dopo la raccolta in sala parto, viene inviata alla banca, dove è sottoposta a controlli specifici per verificare l’idoneità alla conservazione. I dati relativi alle unità di sangue cordonale, conservate presso la banca, vengono trasmessi al Registro internazionale dei donatori di midollo osseo e rese visibili per la eventuale selezione da parte di centri trapianto che hanno in cura pazienti potenzialmente curabili con le cellule staminali emopoietiche.

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1. Banche pubbliche e donazione dedicata

In Italia, le banche di sangue cordonale, istituite esclusivamente all’interno di strutture pubbliche, svolgono la loro attività in base a standard di qualità e sicurezza definiti a livello nazionale e internazionale. Il decreto ministeriale del 18 novembre 2009 ha istituito la Rete nazionale italiana di banche per la conservazione di sangue da cordone ombelicale, attualmente composta da 18 banche, distribuite su tutto il territorio nazionale, e coordinata, a livello centrale, dal Centro Nazionale Sangue in collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti. Le banche pubbliche raccolgono, processano e conservano le unità di sangue cordonale peri trapianti allogenici. Queste banche sono spesso finanziate dai sistemi sanitari nazionali e conservano le unità di sangue cordonale donate dai genitori che, altruisticamente, ne consentono l’uso per i pazienti che necessitano di un trapianto. Le banche pubbliche conservano anche campioni per uso “dedicato” (ad esempio per il trapianto tra fratelli) se, prima della nascita del donatore, viene riscontrata una malattia che può essere trattata con le cellule staminali del cordone. Quando i genitori donano il cordone ombelicale alle banche pubbliche, firmano un consenso informato che consente alla banca di inserire le caratteristiche del cordone ombelicale del bambino all’interno del registro nazionale utilizzato per la ricerca di unità compatibili per i pazienti. Le informazioni inserite riguardano esclusivamente le caratteristiche biologiche del sangue cordonale, senza alcuna informazione sull’identità del donatore. Il successo di una ricerca per un paziente compatibile dipende dalla quantità e varietà genetica delle unità conservate. Per questo motivo, i registri nazionali di tutto il mondo sono collegati e condividono le informazioni relative alle unità conservate. Questo permette di trovare il donatore migliore per ogni caso specifico. Le banche pubbliche sono regolamentate da leggi nazionali e devono seguire protocolli stringenti allo scopo di ottenere unità di sangue cordonale sicure e di alta qualità, con un elevato numero di cellule staminali, che potranno essere utilizzate per uso terapeutico consolidato. Solo le unità con tali caratteristiche possono essere inserite nel registro nazionale. In alcuni paesi viene richiesto anche un accreditamento internazionale. Questa tipologia di accreditamento è comunque raccomandata per le banche inserite nel registro internazionale.

Le banche pubbliche non richiedono ai genitori alcun costo. È una donazione altruistica che può dare speranza ad un paziente che ne ha bisogno, incluso il tuo bambino.

2. Banche private per uso personale estero (uso autologo)

In questo caso, tramite un accordo tra Stato e regioni, è consentito esportare, presso una struttura estera a proprie spese, il sangue di cordone ombelicale prelevato al momento della nascita del proprio figlio e conservarlo ad uso personale. Tuttavia tale attività di conservazione ad uso autologo presenta rilevanti incertezze scientifiche relative alla capacità di soddisfare eventuali esigenze terapeutiche future. Le persone interessate all’esportazione dei campioni di sangue si possono rivolgere direttamente alla direzione sanitaria della struttura che consegna i moduli per la richiesta di autorizzazione. Tale richiesta comprende:

  • lo schema di domanda,
  • il modulo informativo per il counselling
  • il materiale informativo sulla raccolta, conservazione e utilizzo del sangue cordonale.

Quindi, entro i 10 giorni lavorativi prima della data di spedizione del campioni di sangue cordonale, è necessario consegnare alla direzione sanitaria:

  • i moduli ricevuti compilati e sottoscritti
  • i referti dei marcatori infettivologici B, C ed HIV, eseguiti nell’ultimo mese di gravidanza presso un laboratorio accreditato
  • i dispositivi di prelievo con le relative certificazioni di conformità e procedure di prelievo e confezionamento del campione fornite dalla banca cordonale estera presso cui verrà conservato il campione.

La direzione sanitaria, verificata la conformità di quanto presentato, rilascia l’autorizzazione alla esportazione, che deve essere allegata al campione di sangue cordonale al momento della spedizione. In aggiunta, è importante tenere a mente che nella maggior parte delle banche private, le unità di sangue cordonale vengono scartate nell’eventualità in cui i genitori non fossero più in grado di sostenere le spese di conservazione.

Il costo delle banche private per la donazione

Il costo per il bancaggio nelle banche private può variare da paese a paese e da banca a banca. I prezzi si aggirano fra i 900 e i 2.400 euro, prezzo che include la conservazione per un determinato numero di anni. Un’altra formula proposta da alcune banche è il pagamento di una rata annuale per la conservazione che va dai 50 a 150 euro più il costo iniziale (per la raccolta e processazione) che varia dai 300 ai 600 euro.

Sistemi di conservazione alternativi: le banche ibride

Oggi sono varie le alternative per la conservazione del sangue cordonale che vengono offerte al pubblico. Ad esempio, le banche ibride offrono alle famiglie la possibilità di mantenere la loro donazione privata o di donare il cordone per l’uso pubblico. Qualunque sia la decisione, l’unità verrà conservata nella medesima struttura. In aggiunta, le leggi di alcuni paesi, consentono l’uso di banche private per la donazione autologa ma impongono che l’unità donata sia disponibile per l’uso allogenico qualora fosse necessaria per un paziente non legato al donatore.

Tutte le mamme possono donare il sangue cordonale?

chi può donare il cordone ombelicale? (Istock)

Tutte le mamme che non presentano patologie e con una gravidanza fisiologica possono donare il sangue del cordone ombelicale. Ma in alcune condizioni le mamme non possono accedere alla donazione, alcune di queste sono:

  •  Gemelli o nascite multiple: i gemelli sono spesso più piccoli e non hanno abbastanza sangue cordonale per trapianto (in realtà non sempre è possibile procedere alla raccolta in questi casi per la pre maturità dei bambini, che costituisce una causa di esclusione alla raccolta)
  • Parto prematuro: i bambini prematuri sono generalmente più piccoli e presentano più frequentemente complicazioni al momento della nascita.
  • Quando i genitori del bambino o i fratelli hanno qualche tipo di cancro
  • Mamme con il diabete in terapia con insulina.
  • Quando la mamma ha ricevuto un trapianto d’organo o di tessuto.
  • Quando la mamma presenta un elevato rischio di contrarre patologie trasmissibili con il sangue (se ha fatto un tatuaggio di recente o un piercing con tecniche o materiali non sterili)
  • Quando la mamma ha vissuto in zone del mondo ad elevato rischio di patologie trasmissibili con il sangue.

(Fonte: Ministero della Salute)

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