Home Personaggi Uomini Alberto Sordi chi è: età, altezza, carriera, vita privata e Instagram

Alberto Sordi chi è: età, altezza, carriera, vita privata e Instagram

CONDIVIDI

Uno dei massimi esponenti del cinema italiano, tra i re della comicità nostrana, simbolo di orma e della romanità ma anche icona immortale del grande schermo. Scopriamo insieme Alberto Sordi.

  • Nome d’arte: Alberto Sordi
  • Soprannome: Albertone
  • Data di nascita: 15 giugno 1920
  • Data di morte: 24 febbraio 2003
  • Età: 82 anni
  • Segno zodiacale: Gemelli
  • Professione: Attore, Regista
  • Titolo di studio: Diploma di Ragioneria
  • Luogo di nascita: Roma
  • Luogo di morte: Roma
  • Altezza: 178 cm
  • Peso: 80 kg

Se vuoi restare aggiornata su tutto ciò che riguarda i personaggi più celebri di oggi e di ieri CLICCA QUI!

Alberto Sordi film

Foto da Facebook @albertosordiofficial

Alberto Sordi viene ricordato maggiormente per i suoi ruoli comici, come nel caso del film Il vedovo per la regia di Dino Risi, accanto a Franca Valeri, oppure nell’indimenticabile Il marchese del grillo, personaggio nobile e decisamente sopra le righe, o ancora Un americano a Roma con la celebre scena in cui “magna” un piatto di spaghetti.

Non si deve però dimenticare che Alberto Sordi è stato innanzitutto maestro nel cinema italiano e, da grande attore quale era, diede prova del suo talento regalando al pubblico anche delle magistrali interpretazioni drammatiche. Ricordiamo a tal proposito il film di Nanni Loy, In attesa di giudizio, nel quale Alberto Sordi recita uno dei suoi ruoli più drammatici e commoventi, ma anche la sua interpretazione all’interno del film di Federico Fellini, I vitelloni, che narra di una generazione di inetti apparenti, più che altro incompresi, nonché colpiti da una profonda crisi esistenziale e vittime di una diffusione di identità.

MA sapete quale fu l’esordio cinematografico di Alberto Sordi? Una piccola comparsa nel film Scipione l’africano, nel 1937. Da qui si dedicò poi per un breve periodo al doppiaggio, divenendo doppiatore ufficiale di Oliver Hardy, al “teatro di rivista“ e partecipando a diversi programmi radiofonici diretti da Corrado. Fu qui che nacquero i suoi primi personaggi comici, come il Signor Dice, il Conte Claro e Mario Pio.

Saranno gli anni ’50 poi a far entrare Alberto Sordi nel grande cinema con importanti registi del calibro di Federico Fellini, Dino Risi e Steno.

Il suo primo ruolo drammatico arriverà nel 1959 con La Grande Guerra, di Mario Monicelli.

I primi meritati riconoscimenti, tra i quali ben cinque Nastri d’Argento e sette David di Donatello, arrivano tra gli anni sessanta e settanta, assieme a ruoli di rilievo e a collaborazioni con i più grandi registi del cinema italiano. Sono di questi anni gli indimenticabili Il medico della mutua e Il vigile.

Non possiamo poi che concludere con alcuni titoli dell’Alberto Sordi regista: Amore mio aiutami, Polvere di stelle e Io so che tu sai che io so, al fianco di Monica Vitti. Da regista Alberto Sordi svela uno stile “tragicomico” del tutto originale, che divenne poi altrettanto distintivo.

Importante ricordare anche le collaborazioni con colui che molti considerano l’erede si Sordi, Carlo Verdone. I due sono insieme in Troppo forte” ed In viaggio con papà.

Negli ultimi anni i film di Albert Sordi si fanno sempre più sporadici, fino ad arrivare al suo ultimo film risalente al 2002 e intitolato Sposami papà, che vede Alberto Sordi al fianco di Valeria Marini.

Alberto Sordi frasi

Foto da Facebook @albertosordiofficial

Alberto Sordi non ha solo dato vita a personaggi indimenticabili ma anche a frasi entrati nella cultura nazional popolare italiana come vere e proprie massime. Ne ricordiamo alcune, quelle più popolari:

“Mi dispiace. Ma io so io e voi non siete un cazzo” (Il Marchese del Grillo – 1981)

“Maccaroni! …uhm… maccaroni! Questa è robba da carettieri. Io nun mangio maccaroni, io so’ americano”. Ma la tartina di pane con yogurt, marmellata e mostarda lo disgusta, e quindi: “Puah! … Ammazza che zozzeria, ahò! … Macaroni … m’hai provocato e io te distruggo, maccaroni! I me te magno! Questo o damo ar gatto! Questo ar sorcio, co questo ce ammazzamo e cimici”. (Un americano a Roma – 1954)

“Lavoratori! Lavoratori della malta! Prrrr…” (I vitelloni – 1953)

“Il marchese del Grillo nun chiede mai sconti: paga o nun paga… e io nun te pago!” (Il Marchese del Grillo – 1981)

“Quanno se scherza, bisogna èsse’ seri!” (Il Marchese del Grillo – 1981)

“E’ meglio che ti ci abitui da piccolo alle ingiustizie, perché da grande non ti ci abitui più!” (Il Vigile – 1960)

Infine una citazione non di un personaggio ma dello stesso Alberto Sordi:

“La nostra realtà è tragica solo per un quarto: il resto è comico. Si può ridere su quasi tutto”

Alberto Sordi figli

Photo credit should read RAPH GATTI/AFP/Getty Images

Nella trasmissione Il fatto di Enzo Biagi, nel 1989, Alberto Sordi dichiarò:

“Alle donne devo tutto. Devo la vita, perché io sono stato molto corteggiato. Giovanissimo entrai in una grande compagnia di rivista. Facevo il ballerino di fila con 42 ballerine che venivano da tutto il mondo. Ho bruciato le tappe della sessualità. Sono sempre stato circondato da donne. Forse non mi sono sposato perché non ho mai avuto la necessità di avere una compagna”

L’attore del resto si era più volte definito “infedele per costituzione“, sottolineando con spiccata ironia, il suo vivere perennemente da single, come quella volta che rispose di non essersi sposato perché non intendeva “mettersi un’estranea in casa”.

Le relazioni che gli si attribuiscono sono numerose ma mai confermate o anche semplicemente affrontate pubblicamente da Alberto Sordi che, infatti, non ha mai avuto figli.

Alberto Sordi sorella

Photo credit should read TIZIANA FABI/AFP/Getty Images

Aurelia Sordi, la sorella più famosa di Alberto Sordi, quella che con lui condivise gran parte della vita.

Fu lei infatti ad ereditare l’enorme patrimonio di famiglia, una fortuna oggetto poi di un lungo processo che vide come imputati, tra gli altri, il notaio Gabriele Sciumbata, l’avvocato Francesca Piccolella, l’autista dell’attore Arturo Artati e l’avvocato Carlo Farina. Si sospettò infatti che la donna fosse stata rigirata da costoro per un ammontare di oltre 2,5milioni di euro, equivalente al 15-20% del patrimonio che la donna ha ereditato dal fratello.

Per tal emotivo fu anche impugnato il suo stesso testamento in cui Aurelia, venuta a mancare nel 2014, lasciava tutto il suo patrimonio alla Fondazione Museo Alberto Sordi.

Gli imputati sono però stati tutti assolti perché “il fatto non sussiste”.

Alberto Sordi dentone

Foto da Facebook @albertosordiofficial

Stiamo parlando di I complessi, un film a episodi del 1965 diretto da Luigi Filippo D’Amico, Dino Risi e Franco Rossi.

L’episodio ancora ad oggi più celebre è quello diretto da Luigi Filippo D’Amico, Guglielmo il dentone. Qui Alberto Sordi interpreta un giovane e brillante giornalista dalla dentatura prominente che aspira a diventare lettore del Telegiornale della sera della Rai. Il personaggio è talmente pieno di sé da non rendersi conto del suo difetto fisico e da mettere in difficoltà la commissione che invece vorrebbe bloccare il suo provino così da scartarlo senza incorrere in problemi di discriminazione.

La storia si ricorda inoltre poiché vi appaiono numerosi personaggi del mondo della televisione di allora che interpretano se stessi.

Guglielmo “il dentone” rimane una delle maschere più famose del grande Alberto Sordi e si narra che nacque da una casualità personale vissuta dall’attore: una cameriera al suo servizio, Pierina, un giorno si presentò a casa con dei denti di celluloide che aveva trovato su una bancarella al mercato, un pggwtto che attirò l’attenzione di sordi che decise di infilarlo nel taschino della giacca e conservarlo fino a quando, qualche tempo dopo, mentre ascoltava una signorina in tv che annunciava un concorso per lettori del cinegiornale, ebbe l’idea l’idea: cosa sarebbe successo se si fosse presentato un lettore straordinariamente bravo, ma con dei denti enormi?

Alberto Sordi lavoratori

Foto da Facebook @albertosordiofficial

“Lavoratori! Lavoratori della malta! Prrrr…”

Si tratta senza dubbio della scena e della battuta più famosa del film I vitelloni di Federico Fellini del 1953.

Alberto Sordi si prende gioco dei lavoratori, rivolgendo loro il noto “gesto dell’ombrello”, oltre che una sonora pernacchia. Peccato però che pochi istanti dopo, i lavoratori si prendono una giusta rivincita.

Alberto Sordi morte

Photo credit should read RAPH GATTI/AFP/Getty Images

Alberto Sordi morì a Roma, 24 febbraio 2003, all’età di 82 anni.

Malato di tumore ai polmoni dal 2001, ridusse abbondantemente le sue apparizioni pubbliche fino a spegnersi dopo un inverno combattuto tra polmoniti e bronchiti.

La salma, sottoposta a imbalsamazione, venne traslata nella sala delle armi del Campidoglio, dove per due giorni ricevette l’omaggio ininterrotto di una folla immensa, la stessa che il 27 febbraio partecipò in massai ai funerali solenni svoltisi presso la Basilica di San Giovanni in Laterano: oltre 250.000 persone le persone presenti.

Alberto Sordi riposa nella tomba di famiglia, presso il cimitero monumentale del Verano. L’epitaffio sulla lapide recita “Sor Marchese, è l’ora” battuta ripresa da uno dei suoi film più celebri, Il marchese del Grillo.

Chedonna.it è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato dalle nostre notizie SEGUICI QUI