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Le diverse tipologie di bugie e come smascherare un bugiardo

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Cosa nascondono le bugie? Le diverse tipologie di bugie e la differenza tra bugia, finzione, errore e segreto. I segnali per smascherare un bugiardo

bugie che ci diciamo Le diverse tipologie di bugie (Istock Photos)

Chi tra noi, nel corso della vita, non ha mai detto una bugia alzi la mano. Tutti, prima o poi diciamo o abbiamo detto una o più bugie. Si dice spesso, che lo si fa “a fin di bene”, cioè per non far soffrire chi ci ama e ci vuole bene – le bugie bianche – ma, in realtà, in qualsiasi modo le si vogliano chiamare, le bugie rimangono bugie. Ma cosa nascondo le bugie? Perché le diciamo? E qual è il peso a lungo tempo di una bugia? L’universo della bugia è davvero grande e, sin da piccolissimi, impariamo a dirle. Conosciamo poi, la differenza tra le varie tipologie di bugie? Ne esistono di diverse, da quelle bianche – le più conosciute e “innocue” – sino ad arrivare alle bugie compulsive e patologiche, vere e proprie patologie. Oggi ci occupiamo proprio della differenza tra le bugie, come riconoscerle quando ne sentiamo una e quale differenza esiste tra bugia, segreto, errore e finzione.

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Cosa sono le bugie? La differenza tra bugia, finzione, errore e segreto

Le diverse tipologie di bugia (Istock)

Gli scienziati ritengono che una bugia si componga di due parti: quando mentiamo dobbiamo creare la menzogna e anche nascondere la verità. Essere bugiardi dunque richiede un duplice sforzo, che si traduce in una maggiore attività cerebrale. Il che, tanto per dire, spiegherebbe perché le persone che mentono impiegano più tempo a rispondere a una domanda. In più, secondo uno studio condotto dagli psicologi del dipartimento di comunicazione dell’università del Michigan su 1.000 cittadini americani, le persone mentono in media tra una e le due volte al giorno. Ma come mai ci capita? Quali motivazioni ci spingono a dire una bugia? Prima di rispondere a questa domanda, è bene comprendere che cosa sono le “bugie” e da quali altri comportamenti simili si differenziano.

  • Bugia e finzione: la differenza tra le due si ha già etimologicamente, poiché queste due parole sottolineano una diversità. Infatti mentre la bugia fa riferimento al mentire e al falso, la finzione fa invece riferimento al fingere e al finto. Fare finta richiama inevitabilmente gli studi dello psicologo Jean Piaget sul gioco simbolico, definito come un’ attività caratteristica di una fase evolutiva del bambino (che inizia dai 18 ai 24 mesi) dove qualcosa viene utilizzato per rappresentare qualcos’altro. Oggetti, azioni, identità, situazioni, vengono utilizzati per rappresentare oggetti, azioni, identità e situazioni diverse e soltanto immaginate (ad esempio un tavolo coperto da una tovaglia diventa una casa, un lenzuolo blu diventa il mare). Quindi, la finzione è trasporre un qualcosa con un determinato significato a qualcos’altro, che però in un altro contesto assume un significato diverso.
  • Bugia ed errore: questa è un’altra importante differenza. Affermare il falso per ignoranza del vero è molto diverso dall’affermare il falso pur essendo al corrente di come stanno realmente le cose. La differenza dunque sta nel fatto che nella bugia si è a conoscenza della verità e intenzionalmente si dichiara il falso; l’errore invece non è una bugia, chi dice il falso per ignoranza lo fa in buona fede, non ha l’intenzionalità di non dire il vero, anche perché crede nella verità di quello che sta affermando.
  • Bugia e segreto: in ultimo, bisogna differenziare la bugia dal segreto. In entrambi si ha l’intenzione di nascondere e non rivelare conoscenze, ma nel caso del segreto si pensa di avere il diritto di non riferire ad altri specifiche informazioni.

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Ma cos’è, in definitiva una bugia? Per dare una risposta esaustiva bisogna citare le parole di Paul Ekman il quale definisce la bugia come “un atto comunicativo consapevole e deliberato di trasmettere una conoscenza non vera ad un altro in modo che quest’ultimo assuma credenze false sulla realtà dei fatti”.

Con questa definizione si presuppone che il mentire avvenga all’interno di una interazione sociale fra una o più persone, in cui si ha uno scambio comunicativo. La bugia inconsapevole quindi non esiste, in quanto nessuno può dire bugie senza intenzionalità e consapevolezza di farlo e questo può verificarsi in due maniere:

  • colui che mente può cercare di far credere il falso,
  • chi mente può tentare di non far credere il vero.

Volendo riassumere i contenuti citati, la bugia è caratterizzata da 3 elementi essenziali:

  1.  La falsità del contenuto di colui che comunica in modo linguistico o paralinguistico
    2. La consapevolezza del contenuto falso
    3. L’intenzionalità di ingannare l’interlocutore

Le diverse tipologie di bugie, come riconoscerle?

Diverse tipologie di bugie, come riconoscerle? (Istock)

Uno studio condotto dall’Università del Massachusetts ha rivelato che per il 60% degli adulti non è possibile avere una conversazione di dieci minuti senza dire una bugia. Questo solo nel caso in cui i due interlocutori si conoscano già; se è la prima volta che si parlano, invece, la media ammonta a tre bugie nei primi dieci minuti. A quanto pare, una delle verità più scomode esistenti è che l’essere umano mente quasi fin dalla nascita. Questo studio è stato condotto prima della diffusione dei social network. Facebook e Twitter, probabilmente, avranno già fatto aumentare le percentuali, dato che forniscono degli scenari in cui le opportunità di mentire sono molto più ampie, così come la loro diffusione.

Anche se in molti pensano che i social media siano i primi responsabili nella diffusione delle bugie, la verità è che svolgono semplicemente il ruolo di cassa di risonanza della predisposizione umana alla menzogna. E voi, che tipo di bugie raccontate?

Le Bugie bianche dei bambini

Bugie nei bambini (Istock)

Sin da subito, i bambini iniziano a usare le parole per mentire.Si inizia con le bugie più semplici, che vengono pronunciate tra i 2-3 anni, per arrivare ai 3-4 anni con l’elaborazione di bugie più sofisticate. Nella psicologia dello sviluppo tutto questo, sebbene possa apparire una contraddizione, è riconosciuto come un segno di intelligenza sociale.

I bambini, e anche molti adulti, gestiscono in modo del tutto naturale le bugie bianche, considerate del tutto innocue e volte soprattutto a salvaguardare i propri sentimenti e quelli altrui. Diciamo che potrebbero essere considerate come una sorta di lubrificante sociale.

Le Bugie di difesa o innocenti

Come favorire lo sviluppo del linguaggio nei bambini Fonte foto: Istock

Esse partono dalla motivazione di una persona di proteggere il proprio sé o i sentimenti di persone amate. Pensiamo ai complimenti che i bambini ricevono di fronte ai loro primi scarabocchi, oppure, se a Natale riceviamo un regalo che non ci piace, difficilmente lo comunicheremo alla persona che ce l’ha regalato; è più verosimile che dissimulando la delusione, ci mostreremo contenti. Soprattutto gli adulti mentono per cortesia, ma i bambini imparano questa regola sociale precocemente tramite un’istruzione diretta o per osservazione dei comportamenti dei genitori.

Le Bugie di evitamento

Bugie di evitamento (Istock Photos)

Questa tipologie di bugie nascono dalla motivazione di evitare una punizione, un conflitto, un rifiuto o per difendere la propria privacy. Le bugie per evitare una punizione si ritrovano nelle persone adulte, ma soprattutto nei bambini, i quali imparano a mentire quando si rendono conto di aver commesso una trasgressione punibile. Le bugie per evitare un conflitto o un rifiuto si ritrovano spesso nell’adulto e vengono utilizzate nella sfera lavorativa, sociale o familiare per evitare di entrare in conflitti senza fine dannosi per qualsiasi tipo di relazione interpersonale. Infine, le bugie per difendere il proprio privato, riguardano prevalentemente adolescenti ed adulti, nascono dal bisogno di preservare un senso di indipendenza, di autonomia e di libertà personale, sono comportamenti protettivi che restituiscono al mentitore una percezione di controllo relazionale sull’altro preservando la propria autonomia e il proprio vissuto.

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Le Bugie per migliorare l’immagine di sé

diverse tipologie di bugie, le persone narcisistiche (Istock)

Queste bugie nascono dal bisogno di sentirsi approvati, la motivazione è quella di migliorare e aumentare l’immagine della persona che la racconta, di accedere a un’immagine di sé perduta o inaccessibile, il tutto per ottenere un vantaggio personale. La persona potrebbe inventarsi di appartenere a una famiglia molto benestante, di avere conoscenze importanti, oppure potrebbe attribuirsi maggiori meriti scolastici o lavorativi per accaparrarsi un posto di lavoro. Questo tipo di bugia è considerata normale nell’infanzia e fino a quando occupa un posto ragionevole nell’immaginazione del bambino, diciamo intorno ai 6 anni. Mentre, la sua continuità oltre tale età potrebbe invece evidenziare psicopatologie, come ad esempio il disturbo narcisistico di personalità. 

Le Bugie di autoinganno

Le bugie (Istock)

Queste Bugie partono dalla motivazione di proteggere il proprio sé. Hanno, dunque l’effetto di un “anestetico psicologico” ossia hanno lo scopo di non prendere una totale consapevolezza di parti del proprio funzionamento mentale e comportamentale, o di non prendere coscienza di certi aspetti o situazioni della nostra vita per le quali, si potrebbe provare disagio. Quindi, chi pratica l’autoinganno non da rilievo alle motivazioni più valide a livello razionale, ma quelle maggiormente funzionali per il raggiungimento del proprio benessere e dei propri desideri.

Le Bugie patologiche o pseudologie fantastiche

Bugiardo patologico, le bugie (Istock)

Fredde e calcolatrici, le bugie patologiche fanno parte dei cosiddetti bugiardi patologici. Questi individui, così come le bugie che dicono, contengono obiettivi e interessi specifici, di solito egoistici. Sono bugie manipolative e astute. Queste forme di menzogne, a differenza delle bugie ​​bianche, sono usate da persone che basano la propria vita su di esse; le loro falsità condizionano negativamente le vite degli altri, causano danni profondi alle loro vittime.

Grazie ad alcuni studi, sappiamo che i bugiardi patologici possiedono più sostanza bianca nell’area prefrontale del cervello. In termini generali, la sostanza bianca è associata a connessioni più veloci, a un maggiore flusso di pensiero e a una maggiore fluidità verbale.

Altri studi, invece, definiscono tali bugie  come abituali, intenzionali e facilmente mascherabili in quanto poggiate su costruzioni di natura complessa e fantasiosa, che vengono vissute dal soggetto come reali. Sono dunque bugie a cui lo stesso autore crede, possono riguardare i più svariati eventi o argomenti e, a differenza delle bugie di acquisizione, non vengono dette per ottenere un vantaggio sociale. E’ una bugia caratteristica delle personalità istrioniche (i bugiardi patologici ), e nella sindrome di Mùnchausen. Questi individui, inoltre, presentano problemi di empatia e poca attività nelle aree responsabili delle emozioni. Infine, nessuno si sente a proprio agio nel dire una bugia, o quantomeno alla maggior parte di noi non piace affatto mentire.

Le Bugie di timidezza

le bugie per timidezza (Istock)

Una motivazione che può spingere una persona a raccontare bugie è proprio la timidezza. Le persone timide solitamente sono caratterizzate da una concezione di base di sé negativa, possono affrontare le situazioni sociali con la sensazione di essere inferiori rispetto alla maggior parte delle altre persone. Questa lettura della realtà può portarli a raccontare bugie per apparire migliori agli occhi degli altri, per evitare situazioni sociali o attività considerate imbarazzanti e dove potrebbero sentirsi al centro dell’attenzione e inadeguati.

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Sapevi che: più si ha il testosterone alto meno bugie si dicono? Lo svela la scienza

Le bugie e la scienza (Istock)

Uno studio condotto da alcuni scienziati dell’Università di Bonn rivela che onestà e sincerità hanno una connessione diretta con i livelli di testosterone, l’ormone steroideo  (detto ormone dell’aggressività) prodotto principalmente dalle gonadi maschili e in minor quantità, dalle gonadi femminili. Il gruppo di ricerca ha infatti dimostrato una correlazione positiva tra sincerità e testosterone, ossia, all’aumentare del testosterone aumentano i livelli di onestà e sincerità. Maggiore è il testosterone e minore è la possibilità di ricorrere alle bugie. Lo studio ha preso in considerazione un campione di 90 adulti maschi, sottoponendo metà di loro ad un trattamento gel a base di testosterone, e l’altra metà non ha ricevuto nessun trattamento con testosterone.
Dalla prova comportamentale è emerso che gli uomini a cui è stato dato il trattamento gel con testosterone dimostravano una maggiore predisposizione a dichiarare il vero rispetto agli uomini che avevano assunto il gel senza testosterone.
Sembra dunque che la propensione a dire bugie sia influenzata anche dai livelli di testosterone presenti nell’individuo.

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Sembra anche che dire menzogne comporti, a lungo tempo, disagi non solo a livello sociale e nei rapporti con gli altri ma, soprattutto a livello fisico. Infatti alcune ricerche hanno dimostrato che le persone che tendono a dire bugie, hanno maggiori problemi legati alla gola, allo stomaco e alla testa. Disturbi fisici che comportano, nel tempo, l’aggravante psicologico: malinconia e legami superficiali. Mentre le persone che non mentono hanno meno problemi fisici e maggiore stabilità psicologica nel tempo.

Le bugie hanno le gambe corte, è solo questione di tempo!

bugie e tempo(Istock)

Le bugie e l’inganno hanno le gambe corte, cioè è solo una questione di tempo prima che il castello di carta crolli definitivamente.i Questo accade poiché le bugie hanno bisogno di molte circostanze per stare in piedi e molta memoria da parte di chi le dice. Alla fine, così, si entra in un circolo di enormi dimensioni che il bugiardo non è più in grado di gestire. Tuttavia, anche se è molto difficile che una bugia duri nel tempo, è normale che gli altri riescano ad ingannarci a lungo. Magari abbiamo davanti molti indizi, ma la cosa più probabile è che i vincoli e i legami affettivi ci rendano ciechi di fronte alla verità. Ma vi siete mai chiesti perché esiste il detto “Le bugie hanno le gambe corte?” In realtà, pensandoci su è semplice. Quando qualcuno ci ha mentito e riusciamo a scoprire la verità si prova sempre una certa soddisfazione, ma anche un po’ di rammarico; questa è la situazione nella quale viene usato questo proverbio, forse il primo fra tutti di quelli che trattano di bugie. Esso viene usato per riprendere qualcuno all’atto della verità o anche mettere in guardia qualcuno sul mentire. Il significato di questa espressione è che le bugie hanno vita breve perché inevitabilmente la verità viene sempre alla luce, proprio per questo hanno le “gambe corte”, perché la strada che percorreranno sarà breve.

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Come smascherare un bugiardo: i segnali che non mentono

bugie e bugiardi (Istock)

Smascherare un bugiardo si può. Basta osservare per bene i comportamenti di chi mente. Le microespressioni facciali e comportamentali sono la carta vincente. Chi è appassionato di spy story o film del genere FBI sa di cosa sto parlando. I comportamenti “naturali” del corpo, la postura non mentono mai, è impossibile sbagliare. Per esempio, sapete che chi sta inventando una bugia guarda sempre verso destra? Forse non ci avete mai fatto caso ma è scientifico! Le bugie sono davvero tante, così come i segnali che indicano che si sta dicendo il falso. Innanzitutto un buon bugiardo, a differenza di quello che si crede, parlano poco e si attengono solo allo stretto necessario. Chi mente dice poco e tende inoltre a giustificarsi su quel poco che dice anche se non sarebbe necessario. Per guadagnare tempo ripete la domanda che gli è stata appena fatta e parte raccontando a velocità ridotta la sua versione dei fatto per permettere al suo cervello di inventarsi una risposta credibile. Appena la bugia prende forma nella sua mente, aumenta la velocità del racconto. Tiene inoltre d’occhio le reazioni dell’interlocutore per capire se la sua balla viene presa sul serio.

I bugiardi tendono a non completare le risposte, magari tornano indietro per aggiungere qualche dettaglio per colorire frasi detta in precedenza. Non è affatto detto che gesticolare sia sinonimo di menzogna, però il bugiardo ha la tendenza a serrare le labbra di fronte a una domanda scomoda o toccarsi, giocherellando con i capelli o toccandosi le mani, mentre una persona sincera avrà gesti che si rivolgono invece verso l’esterno. Non serve a nulla contestare o chiedere ulteriori dettagli su un aspetto poco chiaro a un bugiardo perché tanto non parlerà, mentre una persona sincera (che non ha nulla da nascondere) negherà di mentire e fornirà altri particolari. Infine, quando si arriva alle domande davvero cruciali, la persona sincera distoglie lo sguardo per concentrarsi prima di rispondere, mentre il bugiardo lo fa per un attimo perché è impegnato a controllare le reazioni dell’interlocutore.

Un buon metodo per smascherare un bugiardo consiste nel far raccontare al bugiardo la storia al contrario, partendo quindi dalla fine e proseguire a ritroso.Fare domande aperte e generiche all’inizio che non implichino un secco “sì e no” come risposta per poi incalzarlo con domande più specifiche ma sempre nell’ottica di farlo parlare il più possibile. E non interrompere mai il racconto di un bugiardo, ma cercare anzi di sfruttare delle pause lunghe e silenziose per incoraggiarlo a svuotare il sacco.

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